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STORIE2021-06-14T07:30:57+00:00

Inno ai corpi

Carla Nigro Non mi sono mai sentita una. Ma soprattutto non mi sono mai sentita donna. Questo Adesso è perfetto. Guardando un uomo con un paio di tette Finalmente capisco che è così che si sta Come dentro a un corpo che è tutto propenso all'infuori. Così io sento me donna. Adesso. Mi commuovo e mi sorprendo. Un'immagine trasparente la sua. Sta forse svanendo ma lo tengo stretto questo mio corpo ibridato. Questo mio corpo che fatica a sentirsi uno solo. Non lo lancio nella zavorra delle nominazioni, che ci sta dentro sgomitando. Io parlo di una sottigliezza, Quel margine in cui tutto l'io si sforza di stare solido Ma, signori miei, quando si vive quel margine fa fatica a restare saldo Si trasforma Per le forme del mondo si impietosisce e questo corpo mio, Si diviene Perché vuole vivere e senza sconfinamento Di vita non si può parlare. Si può essere felici per essere uno [...]

20 Luglio 2021|Categories: Storie|0 Comments

Tre film dalla parte di lei. Anche troppo?

Marta Sollima Nell'ultimo ventennio diversi autori cinematografici hanno incentrato le proprie produzioni su storie di donne da cui emergono messaggi e sentimenti di solidarietà, complicità e abnegazione sacrificale. È il 1999 quando il regista spagnolo Pedro Almodóvar viene premiato con l'Oscar al Miglior film straniero per Tutto su mia madre, film che ha commosso il pubblico internazionale per l'unione battagliera e solidale dei suoi personaggi femminili, alcuni dei quali hanno fatto della femminilità il traguardo del loro mutamento sessuale (Agrado e Lola). Non è insolito nella produzione almodovariana riscontrare una centralità dello sguardo e dell'agire femminile all'interno di storie che identificano negli uomini l'origine della tragedia e nelle donne un simbolo di unione e resistenza. Ad Almodóvar, regista omosessuale, non sono certo state risparmiate critiche per il suo cinismo nei confronti del genere maschile; il critico Paolo Mereghetti a proposito di Tutto su mia madre afferma: "(...) l'affetto e la partecipazione con cui descrive la sua [...]

19 Luglio 2021|Categories: Storie|0 Comments

Shamsia Hassani, street art per la rinascita di Kabul

Stefania Savoia “Forse posso rendere l’Afghanistan famoso per l’arte e non per la guerra”. Questo è l’obiettivo di Shamsia Hassani, street artist afgana. Dopo una formazione artistica tradizionale, Shamsia ha imparato le tecniche dei graffiti e ne ha capito le potenzialità e il grande valore politico, soprattutto in un contesto come quello in cui vive. La città di Kabul, infatti, è ancora una città di macerie, in cui ogni futuro sembra negato, ma l'arte dei suoi murales dai colori vivi non può essere ignorata e rappresenta un invito alla partecipazione, alla cultura e alla pace. In ogni graffito Shamsia riesce a portare se stessa, cancellando il paesaggio massacrato dalla memoria della guerra, coinvolgendo principalmente le donne del suo paese, così mortificate ed escluse. Sono infatti le donne, dai tratti decisi e dalle dimensioni imponenti, a essere le protagoniste dei suoi murales. Sono donne in vestiti tradizionali che non hanno bocca ma che si esprimono con gesti [...]

30 Giugno 2021|Categories: Storie|0 Comments

Le parole sono le cose

Simona Arillotta Liberazione. Mentre scrivo, è ormai trascorsa una settimana dalla festa del 25 aprile. Per giorni ho cercato di formulare un pensiero, metterlo per iscritto, trovare – insomma – le parole giuste per esprime ciò che, oggi, significa (ancora) liberazione. Non è stato semplice. Chi come me ha fatto della scrittura una professione – o almeno ci prova – sa quanto le parole siano importanti. Quanto sia fondamentale scegliere le parole da dire o – per parafrasare Alda Merini – quelle da non dire. Qualche giorno fa, due sedicenti comici (o pseudo tali) hanno provato a spiegare in prima serata quanto la dittatura del politicamente corretto (ma esiste davvero, in Italia, il politicamente corretto?) stia ingabbiando la possibilità del dire, rivendicando in questo senso la libertà di usare alcune espressioni discriminatorie nei confronti di omosessuali e persone di colore. L’offesa, si sono giustificati i comici, non sta nella parola, ma nell’intenzione. Basta prenderla con [...]

5 Maggio 2021|Categories: Storie|Tags: |0 Comments

Un giorno mia madre mi ha detto che avrebbe voluto fumare una sigaretta

Margherita Celestino  L’autostrada fra l’aeroporto e la città era piena di macchine e la nostra Polo blu tutta scassata era una delle tante a non vedere l’ora di essere posteggiata sotto casa. Arrivare a Palermo in estate è come infilare la testa nel forno per sentire il profumo di una torta di “bentornata” che però puzza di smog e voglia di pianificare il prossimo viaggio. Io venivo dalla Svizzera, il polmone verde della mia de-formazione artistica che mi stava trasformando in una mitteleuropea con la puzza sotto al naso. Naso che si era abituato a sentire odori come detersivo nelle case e burro in giro per la città. Sulla A29 salsedine e residui di fogna entravano dal finestrino mischiandosi all’odore della vecchia Polo, muffa e sigarette. C’era un alloggio per la radio proprio a sottolineare la sua assenza in momenti come quello, in cui almeno la musica avrebbe potuto far scorrere il tempo e magari [...]

26 Aprile 2021|Categories: Storie|Tags: |0 Comments

Horror Vacui

Marta Sollima John Carpenter ha realizzato un film che si intitola Fuga da New York. Pur non avendolo mai visto, mi sorge spontaneo adottare questo titolo applicandolo ad una mia recente esperienza: la mia Fuga da Milano. Lo scorso febbraio ho ripreso la valigia rossa con cui sei anni fa mi sono trasferita nel capoluogo lombardo. L'ho tenuta sotto le gambe per tredici ore, durante le quali ho guardato fuori dal finestrino del treno alcuni paesaggi di varie regioni d'Italia. In diversi momenti del viaggio mi distendevo sui sedili, per poi addormentarmi con la mascherina ffp2 sul viso. Nel 2014, anno del mio trasferimento, Milano era una metropoli horror vacui. Ovunque voltassi il mio sguardo ogni angolo della città era un concentrato di persone allegre, indaffarate e ben vestite. Camminare nella galleria Vittorio Emanuele significava destreggiarsi in attività sportive di vario genere: fare lo slalom tra la gente, saltare da una persona all'altra avvalendosi di [...]

24 Aprile 2021|Categories: Storie|Tags: |1 Comment
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