IL NOSTRO PRESENTE2021-06-13T14:34:50+00:00

Io sto con Clitennestra

Egle Palazzolo   La sferica installazione, elemento tuttavia ormai frequente sulla scena del Teatro Greco di Siracusa, captava, con immagini e forti colorazioni, fatti e misfatti vecchi e nuovi; poco oltre l’occhio doveva posarsi sulla fiammante Lancia chiara ai margini del palco e l’orecchio abituarsi ai molteplici colpi di pistola non negati ad alcuno dei personaggi, eccezion fatta gli dei. Nelle scene finali di innegabile effetto, il crollo di un ponte, con palese riferimento alla sciagura del Morandi. Detto ciò sommariamente, un sincero “evviva” va con tutta convinzione a Davide Livermore per un allestimento fitto e pulsante impresso alla realizzazione di Coefore-Eumenidi da un’Orestea, senza Agamennone ma non priva di lui. Regista-interprete attraverso palesi, personali letture di testi anche classici, Livermore ha già offerto a Siracusa un’applaudita e insolita “Elena” di Euripide. Con Eschilo si ritrova a un discorso non facile ma sollecitante per chi, come lui, fa del teatro uno spazio aperto a quanto è espressione e spettacolo e si misura in un non semplice amalgama con i mai sradicabili elementi che il primo dei tre grandi poeti del teatro antico pone al centro: la famiglia, il potere e il diritto, la giustizia con la vendetta a specchio, il tribunale, la sua composizione, la sentenza, il destino. Lo offre a noi dell’anno 2021 come quasi certamente non lo offrì l’edizione del 1921 (la coincidenza è stata più volte segnalata) quando dopo un’altra sofferta pandemia, esattamente come adesso, il teatro greco riaccolse il suo pubblico. Sarebbe interessante metterli a confronto e riflettere sul cammino in avanti, sulla proiezione che raggiunge, quella inconfutabile realtà, che è in ogni tempo la scena, il teatro, gli interpreti, i registi, spesso nuovi autori e il pubblico stesso. È abbastanza evidente che affiancato da Walter Lapini in una traduzione che ha tenuto conto delle direttrici [...]

6 Luglio 2021|Categories: Il nostro presente|0 Comments

La Conferenza delle Donne Democratiche incontra il Segretario del Partito Democratico Enrico Letta

Riceviamo l'intervento di Milena Gentile -  Consigliera Comunale a Palermo e componente del Coordinamento nazionale della Conferenza delle Democratiche Ringrazio Cecilia D’Elia per avere coordinato egregiamente il grande lavoro che la Conferenza nazionale delle Democratiche ha svolto nell’anno che è trascorso. Dice bene Cecilia nella sua relazione introduttiva. In questo tempo di pandemia, le Donne Democratiche si sono confrontate costantemente e non si sono limitate a elaborare proposte, ma hanno tracciato una visione di Paese. Quello che può costituire una vera svolta per l’Italia è riuscire a fare oggi quello che non siamo stati capaci di fare fino ad ora: recuperare i nodi strutturali che bloccano lo sviluppo complessivo del nostro Paese, a partire dall’eliminazione delle grandi disuguaglianze sociali, di genere e territoriali che lo affliggono. Donne ed equità sono le parole chiave di questo incontro. Da Consigliera comunale di Palermo rivolgo un sentito ringraziamento al Segretario Enrico Letta per avere preso una posizione forte a sostegno dei Sindaci che vivono una condizione finanziaria drammatica. Dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 80 del 2021 è derivato un vero e proprio stato di calamità istituzionale per una gran parte degli enti locali. Duemila Comuni in Italia non sono nelle condizioni di chiudere i bilanci e oltre 260, compresa Palermo, sono comuni siciliani. L’aspetto ancora più drammatico è costituito dal fatto che in esercizio provvisorio non è possibile impegnare le somme del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Con i vincoli di bilancio che impediscono da decenni le assunzioni delle professionalità necessarie per progettare, il Sud non è nelle condizioni di cogliere la portata straordinaria di questi fondi stanziati dall’Europa. Il PNRR rischia di risultare inefficace. Ritengo che il Partito Democratico debba intestarsi questa battaglia per ridisegnare i diritti nel nostro Paese. È necessario chiedere al governo nazionale di ridiscutere il quadro [...]

30 Giugno 2021|Categories: Il nostro presente|0 Comments

Saman, nostra sorella

Beatrice Agnello Sull’omicidio premeditato di Saman Abbas – pakistana di 18 anni, residente in Italia da lungo tempo, ribelle al matrimonio che la famiglia voleva imporle e ai diktat della tradizione patriarcale del suo paese d’origine – su questo femminicidio, donne di sinistra, organizzazioni femministe e movimenti Lgbt+ avrebbero dovuto gridare indignazione e denuncia, riflettere pubblicamente, discutere con le donne provenienti da paesi dove si fa strage della libertà femminile e appoggiarne la causa con forza. Si è invece registrato un silenzio che ha lasciato a qualche esagitata di destra come Daniela Santanché lo spazio per strepitare contro l’Islam, gli immigrati, lo Ius soli quasi senza contraddittorio davanti al pubblico televisivo, lasciato in balia della propaganda di chi grida contro il liberticidio solo quando non viene dal mezzo dell’Europa che gli piace, cioè per esempio dall’Ungheria, dalla Polonia e dall’italianissimo Pillon. Su questo silenzio si è interrogata, anche attraverso un’onesta autocoscienza, Ritanna Armeni: “Mi sono chiesta perché, appresa la notizia, non è scattato dentro di me nulla. Come se non mi riguardasse. Come se fosse altro dalla mia vita. Come se avesse a che fare solo e soltanto con il modo di vivere di questa famiglia di immigrati. Roba loro. La risposta che ho trovato non è stata gradevole. Ed è questa. Credo abbia agito dentro di me, come dentro molte altre donne, una forma sottile di razzismo, certamente inconsapevole, ma – seppur sottile – razzismo”. La Armeni aggiunge: “Io penso che sia stato uno scandalo il silenzio sulla storia di Saman”. (Intervista comparsa su Huffington Post il 6 giugno). Anche un post su Facebook dell’insegnante, da pochi anni in pensione, Gilda Arcuri fa un’onesta autocoscienza: “Ho lavorato per molti anni nelle scuole in cui, per fortuna, c’erano molti alunni e alunne di famiglie immigrate. (…) in ogni riunione di [...]

13 Giugno 2021|Categories: Il nostro presente|Tags: |1 Comment
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