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La bella notizia è che ce l’abbiamo fatta.

L’Italia esce imbattuta dalla dura competizione calcistica europea. Gli italiani esultano e festeggiano. Sono la maggioranza. E la maggioranza conta, democraticamente parlando, anche in un caso come questo e cioè lasciandosi trascinare da entusiasmo e partecipazione per uno spettacolo che lo sport può e sa offrire alla grande. Ci distrae dai nostri mali (panem et circenses non c’entra affatto) e non c’è colpa. Urla di gioia per un gol attesissimo anziché di rabbia e di sgomento per tutto quanto attorno a noi e’ cattiva politica, macchinosa e condizionante burocrazia, diffusa e spesso impunita corruzione, apparato giudiziario lento e inadeguato, sbandierata e mai seriamente affrontata difesa dell’ambiente, vogliamo ammetterli o no? È la sana – e della malsana poco ci importa- tifoseria di ogni tempo che mette insieme gente di ogni età e di ogni tipo.

Chi all’inizio di questo campionato di indubbia importanza che muove, si sa, anche nel calcio, discutibili interessi, gufava un poco con “sapienti” e snobistiche considerazioni, del genere “siamo alla seconda partita con squadre certamente di poca importanza,” …. vedremo cosa sapremo dire e fare in seguito…ci auguriamo vogliano evitare ulteriori commenti. Neppure eventuali ripensamenti per una squadra che, torti e virtù, è riuscita comunque a dimostrarsi all’altezza sino alla fine. Vogliamo tenerci il vivo piacere di non essere l’Italietta di turno, ma l’Italia che vince la Coppa per sé e per i suoi campioni e che, in caso contrario, non getterebbero barbaramente a terra la medaglia di un secondo premio. E allora senza retorica, senza troppe ripetitività e insistenze, godiamoci l’evento e prendiamoci il lusso di sperare che, a mettercela tutta nelle cose, non è male. Se protagonista è un pallone, ci vuole certo anche un pizzico di fortuna, ma tanto impegno, capacità e rispetto dell’altro. Fosse così anche quando la palla in gioco è il nostro paese stesso: il campo Parlamento non ci lascia a tutt’oggi sereni! Ed è bello sia venuta una momentanea, liberatoria risorsa, quella di gridare di gioia per un gol parato che oggi ci vede primi in Europa!

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