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Egle Palazzolo

Per un po’ ce la fa Eleonora Lombardo a tirarci sul terreno che vuole, all’interno di una “storia”dove immaginario e plausibile giocano su un paio di ineluttabili interrogativi, alcuni dei quali determinano più volte pesanti conteggi nel corso dell’intera esistenza. 

Diciamo per un po’, perché pagina dopo pagina, Sea Paradise, appena edito da Sellerio, introduce nel magico transfert di due indivisibili amiche ormai settantenni, all’interno di una crociera che compirà in sette giorni il suo misterioso viaggio ma sempre, quasi a un passo dalla stessa autrice che centellina con loro e con ogni personaggio intorno, dialoghi e ricordi, paure e risorse da cui trarre, non può escludersi un intimo rasserenamento.

L’eleganza della scrittura, la chiarezza dello schema narrativo, il corpo di una vicenda che con ordine e meticolosità, trascina sino al miracolo, all’immensità, al volo precario di una farfalla che può farsi eterno, all’infinità del mare, del cielo e forse della vita stessa che ha in conto ulteriori forme di sé, può lasciare a chi legge una serie di ironici patteggiamenti, che pure ammettono una sorta di sollievo.

In una con l’ironia con cui tutto vien raccontato che mette in conto la persona e il mondo, la follia, la razionalità, il respiro comunque fecondo di una vita senza tempo e persino di un tempo senza morte.

Amanda l’amica un po’ svanita ma tante volte specchio di Elvira – con lei unicità e duplicità insieme – che vibra con ogni corda del suo essere prima e durante l’avventura nella grande nave, è coi suoi stordimenti o con le sue sorprendenti asserzioni un personaggio “sirena”.

E lo sono un po’ tutti, e non è importante quante volte appaiano o si misurino con gli altri.

Sono il mondo della nave, sono circondati dal mare, compiono i loro giorni mossi da un preciso ma non impossibile regolamento di bordo – avvertono sensazioni, desideri, ansia e pace.

Riusciranno a parlare la stessa lingua? Sapranno decifrare “l’Algoritmo”, quello proprio di Sea Paradise e comprendere “cosa era quella porta che si è aperta e richiusa come sparendo da un posto per riapparire in un altro?” 

Se qualcuno appena dietro a te, mentre stai comprando “Sea Paradise”, sente di dirti, avendolo letto:

“Ho avuto la sensazione di correre mentre leggevo e invece stavo tra una pausa e l’altra di un pensiero, di una affermazione, di una ipotesi, curandomi che ogni riga avesse autonomia considerando la precedente e alla successiva.

È giovane l’autrice rispetto alle protagoniste e a buona parte dei personaggi e delle “sagome” che si tira dentro. 

E questo per me ha avuto un suo significato.

Per te potrà averne un altro, magari quello di ritrovarti tra terra e cielo, tra immaginario e reale, tra “sogno ma forse no” dove la notte è amica e ancor di più lo è quella strizzatina di luce di un mattino che pure ti appartiene.