Diverse visioni e costruzioni fantastiche

Margherita Ortolani e Giulia Crisci

In Inventare un animale – uno degli articoli raccolti ne “L’altrui mestiere” – Primo Levi sostiene che inventare dal nulla un animale che possa esistere (“crescere, nutrirsi, resistere all’ambiente ed ai predatori, riprodursi”) sia praticamente impossibile. Ugualmente, anche quando la fantasia umana può agire libera senza doversi confrontare con questioni di verosimiglianza o di stabilità biologica, essa ricombina elementi già noti: code, occhi, muso, zampe, orecchie danno vita a nuove chimere ed è proprio da queste ricombinazioni che affiorano intuizioni “audaci, allegre ed allarmanti”, il senso stesso della creazione.

Ogni “visione” è la combinazione di più fattori, identitari, culturali e soggettivi, fortemente determinati dal contesto. Il modo in cui io decido di guardare il mondo determina il modo in cui io decido di interagire con esso. Il teatro ha già nel nome questa forte componente legata al guardare e all’essere guardato. Ma guardare che cosa? La recente pandemia ci ha spinto a riflettere sulle prerogative che rendono il teatro un unicum, sulla sua qualità fantasmatica di connessione che ci mette in contatto con un altrove la cui alterità è irriducibile e, allo stesso tempo, irrinunciabile. Come scriveva Leo De Berardinis, teatro non come metafora della realtà, ma come metafora di una qualità altra “capace di far scaturire dal rapporto vivo attore /collettività nuove visioni del mondo”. Il progetto DIVERSE VISIONI nasce proprio da questo desiderio.
Creato a Palermo nel 2017 dall’Ass. Cult. BLITZ, durante la fase della cosiddetta “emergenza migranti” –
una fase in cui anche il paesaggio teatrale era fortemente dopato dalla richiesta di progetti “per e sui
migranti” – Diverse Visioni si propone come un’azione culturale che non mira ad educare, includere o,
semplicemente, a coinvolgere, ma piuttosto a provare ad immaginare e realizzare percorsi capaci di
individuare e fare emergere istanze culturali molteplici e diverse, nate da bisogni culturali molteplici e diversi. Tutto questo si realizza in un’azione di partenza molto semplice che è quella dell’invito a teatro.
L’invito a teatro crea – laddove non esistano o non siano sufficientemente garantite – le condizioni materiali ed immateriali per poter assistere agli spettacoli che di volta in volta offre la vita culturale della città.
Inizialmente rivolto a persone che vivono lo status di rifugiate o richiedenti asilo, Diverse Visioni è una forma di scoperta di nuovi possibili legami e relazioni, crea occasioni di confronto attorno ad una visione condivisa, ed è un modo per mettere in azione una consapevolezza profonda delle proprie competenze, dei propri diritti e dei propri desideri. Tutti siamo spettatori, perché tutti profondamente compromessi con la realtà che ci circonda.

Nel 2019, abbiamo sentito il bisogno di creare un’appendice del progetto dedicata alla scrittura, nasce così COSTRUZIONE FANTASTICHE. Costruzioni Fantastiche unisce la vocazione originaria di DIVERSE
VISIONI di lavorare alla democratizzazione del teatro, alle nostre specifiche competenze professionali e ad una precisa riflessione sul linguaggio. È uno spazio laboratoriale, un diario del progetto Diverse Visioni, dove lasciar riposare idee, dando loro uno spazio di esistenza. Un luogo a cui si accede da un varco fatto di scritture che chiamano altre scritture. È una riflessione aperta, incompleta e sempre parziale su quello che vediamo, quello che vorremmo vedere e su ciò che non ci viene mostrato. Provando ad enunciare ciò che manca, lavoriamo sulle condizioni per un’immaginazione democratica. Queste costruzioni sono dunque brandelli che, come in un collage, incollati su supporto e stratificati, si ricombinano. Frammenti si insinuano e altri pezzi cadono, mozzati, spostano il senso e scardinano la norma di cui l’immagine è composta. Nascono nuovi paesaggi, nuove forme di vita in comune. Questo esercizio è fatto della stessa ginnastica dello stare al mondo, che richiede muscoli allenati… Per questo bisogna allungarsi, per oltrepassare narrazioni stanche, cariche di stereotipi frutto di una cultura che ignora il plurale, di occhi sempre uguali, di pensiero che non muove, di spiegazioni che ci chiudono in una solitudine spaventosa.

Per questo il progetto ha una forma elastica, dedicata all’invenzione.
Quest’anno prende la forma di una CALL (scadenza 16 gennaio 2022) dedicata a testi a destinazione
teatrale, con l’obiettivo di favorire l’emergere di nuove narrazioni. Quello che cerchiamo sono scritture che diano voce a punti di vista diversi, capaci, attraverso forme nuove, di connettersi col presente, di farci immaginare percorsi inesplorati fuori e dentro il palco. Particolare attenzione sarà dedicata alle candidature di autori ed autrici alla prima esperienza di scrittura, di persone con recente passato di migrazione o con background migratorio, ma la call è aperta a chiunque senta di aderire allo spirito della «costruzione fantastica», senza limiti di età o nazionalità. La stessa giuria ed il comitato di lettura – che si occuperà della fase preselezione– saranno espressione di quella pluralità di competenze, età, provenienze, culture, che speriamo di ritrovare nei testi.

Creare alleanze, partendo da questo sud insulare, attorno a temi che riteniamo fondanti per il nostro fare. Questa è la nostra personale, più intima, costruzione fantastica.

Dentro un processo di metamorfosi, le parole, le idee, le visioni sul mondo prendono vita come nuove
creature.

Cosa è l’umano, se non una bestia che rivendica il proprio diritto all’immaginazione?

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Contatti
Link alla call: https://asscultblitz.wixsite.com/blitz/costruzioni-fantastiche-call
mail: asscultblitz@gmail.com
Facebook: BLITZPalermo
Instagram: blitz_palermo
DIVERSE VISIONI è un progetto di BLITZ in collaborazione con Piccolo Teatro Patafisico
ideazione e direzione artistica a cura di Margherita Ortolani
direzione organizzativa a cura di Vito Bartucca
con il sostegno di Città di Palermo – Assessorato alle CulturE
COSTRUZIONI FANTASTICHE spazio laboratoriale di ricerca a cura di Giulia Crisci e Margherita Ortolani.

2022-01-08T19:32:39+00:0031 Dicembre 2021|Categorie: Il nostro presente|0 Commenti

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