Le Saline di Trapani e Paceco: una riserva tra natura, lavoro e futuro
Apriamo con questo contributo una rubrica dedicata all’ambiente, convinte che la qualità della vita, la tutela del paesaggio e la salvaguardia degli ecosistemi riguardino tutte e tutti. L’intervista di Maria Laura Crescimanno alla responsabile della Riserva delle Saline di Trapani e Paceco offre uno sguardo concreto su una realtà di grande valore naturalistico e sulle sfide che attendono il territorio.
Maria Laura Crescimanno
Le riserve delle Saline di Trapani e Paceco diventeranno riserva della Biosfera MAB promossa dall’ Unesco? È presto per cantare vittoria. Ne parliamo con la direttrice Silvana Piacentino del Wwf
Per la prima volta sembravano tutti uniti verso la meta. Regione siciliana, Camera di commercio, di Trapani, più i quattro Comuni coinvolti (Trapani, Misiliscemi, Paceco e Marsala) il Libero consorzio di Trapani, ma anche gli ambientalisti del Wwf, gestori delle due Riserve regionali inserite nel progetto MAB, la riserva della biosfera targata Unesco. Ma in queste ultime settimane qualcosa sta rimettendo tutto in discussione. Cerchiamo di capire meglio di cosa si tratta. L’ obiettivo era la candidatura della grande area umida costiera delle Saline di Trapani e Paceco, e delle saline di Marsala, tutte insieme questa volta, per essere inserite nel programma “MAB-Riserve della Biosfera” dell’Unesco. Poi però si sono presentati i primi problemi con i portuali di Trapani che si sono sollevati contro le probabili restrizioni di movimento delle navi in area portuale. E adesso si aspetta.
Quella delle Saline di Sicilia sarebbe dunque, qualora andasse a buon fine la candidatura, la prima “riserva della Biosfera” in Italia ubicata lungo la costa e vicina ad una città marinara, la prima in Sicilia. In Italia le riserve MAB sono oltre una ventina, ma si trovano quasi tutte al nord, in aree montane, al sud una è stata istituita in Campania e una in Calabria.
Le saline del trapanese sono un’area umida molto ampia di interesse internazionale per la sua biodiversità, rifugio di oltre 230 specie migratorie protette. Un angolo di Sicilia ancora oggi attivo per la produzione del sale marino, materia prima ricercato dai migliori chef della zona.
Silvana Piacentino dirige la riserva del Wwf da sei anni. Trapanese, lavora dentro la riserva sin dalla sua istituzione. Con un esiguo gruppo di pochi collaboratori assicura le visite guidate su prenotazione (chiamando il n. 0923 867700) e i monitoraggi invernali sulle specie presenti. Ma dell’ambiente chi se ne prende quotidianamente cura? Chi controlla e vigila sulla salvaguardia e sulla pulizia?
La plastica che il mare ha rigettato con il recente ciclone Harry giace ancora lungo le spiagge e sugli itinerari di visita sino a inizio maggio quando scriviamo, sulle rive e lungo i canali di alcune saline private, aperte agli escursionisti con guida autorizzata da noi, che pagano un piccolo ticket d’ ingresso. I fenicotteri si fermano a centinaia, comunque, continuano indisturbati a popolare gli specchi d’ acqua densi di sale e di alghe dal colore rossastro, fermandosi in primavera nella migrazione dall’ Africa verso il nord Europa, per ritornare puntuali negli stessi angoli in autunno. Alcuni restano in salina qui molto più a lungo del previsto se trovano il cibo, principalmente il gamberetto che da loro la colorazione rosa del piumaggio. Altre specie è possibile avvistarle in volo, ed è una vera emozione: l’airone, il cavaliere d’ Italia, l’avocetta, che è anche l’uccello simbolo della riserva, il germano reale, e novità, anche l’occhione che sembrava scomparso da questi ambienti, che è invece tornato a nidificare. Un ottimo segno per i biologi e per le guide naturalistiche, uno spettacolo magnifico di biodiversità per chi viene ad ammirare la vita ed il paesaggio unico dello Stagnone con le sue isole”.
Secondo lei sarà utile l’inserimento nella lista Unesco delle riserve MAB della biosfera?
La riserva delle Saline di Trapani e Paceco che comprende la frazione Nubia e poi le saline della costa trapanese, in totale 1000 ettari di cui 700 ettari di impianti produttivi. La proposta di inserimento come riserva MAB riguarda un territorio più vasto, che comprende anche centri abitati e diversi comuni. La riserva della Biosfera in quanto strumento concepito dall’ Unesco, serve infatti a valorizzare i territori con attività antropiche proprio in ottica di sostenibilità. Come Wwf, l’ente gestore cui appartengo, siamo ancora in fase di definizione della perimetrazione della zona, ma io mi auguro che si arrivi al completamento della proposta, sarebbe uno strumento importante di promozione internazionale in ottica di turismo naturalistico.

E intanto di un’area costiera così vasta che comprende anche impianti privati, vasche di produzione e mulini storici, chi si occupa? Noi abbiamo trovato molta plastica diffusa.
La raccolta della plastica è un problema molto serio e generalizzato. La plastica viene dal mare ma anche da terra, e dentro questa riserva purtroppo c’è anche il forte vento che contribuisce a diffonderla. La pulizia e la raccolta dei rifiuti spetterebbero ai privati, mentre lo smaltimento ai comuni, ma è chiaro che chi gestisce le saline produttive ha tutto l’interesse che la plastica non interferisca con le attrezzature di produzione. Nel sito recintato della Calendula marittima, endemismo molto raro che sussiste dentro la salina Calcara, e che si è cercato di esportare in altri punti, i danni di mareggiate e dei rifiuti dell’inverno sono stati ingenti. Per la pulizia della riserva ci sono già dei fondi stanziati che speriamo di poter affidare al più presto, ma bisogna fare sinergia sul territorio per affrontare i cambiamenti climatici e i fenomeni più gravi, creando infrastrutture green, come la tutela delle praterie di posidonia.
La vita animale e la biodiversità sono in sofferenza? Molti i visitatori amanti del birdwatching vengono in inverno e primavera, attratti anche dall’ unicità del paesaggio dello Stagnone e delle isole con le Egadi sullo sfondo ed Erice …La bellezza qui è senza fine!
L’ avifauna è in ripresa sia per le specie che si fermano, quelle stagionali, sia per quelle nidificanti, l’occhione, o altre specie come le garzette, durante i censimenti recenti, di cui non abbiamo ancora i dati definitivi, sono ritornati… abbiamo registrato anche la presenza del pollo sultano, così come il fratino, che rischiava di scomparire. Attorno ai quattro addetti della riserva gestita dal WWF che lavorano accanto a me, si muovono molti volontari che collaborano per i monitoraggi dell’avifauna acquatica, operazione che inizia nel periodo di gennaio. Siamo in stretto contatto anche con le molte associazioni di fotografi naturalisti sia locali che nazionali. Certo che il sistema delle aree protette siciliane soffre sia di scarse risorse umane che di interventi diretti, soprattutto in territori così vasti come il nostro dove l’uomo lavora e produce da secoli. Tuttavia, l’attività economica legata al sale e la biodiversità del sito sono le facce della stessa medaglia: è fondamentale che la salicoltura marina resista per assicurare la biodiversità in queste aree di transizione tra terra e mare.
Una nota dolente è quella del mancato recupero dei molti mulini storici che segnano il paesaggio. Io stessa nel 2022 è stata mi sono fatta promotrice di ricerca di fondi PNRR per il recupero del patrimonio architettonico di saline e mulini, purtroppo i privati che sono arrivati a presentare progetti sono stati solo 6, di cui solo uno è andato in porto. Il nostro compito è quello di tutelare la natura e la biodiversità, con campagne concrete, come quella del 2024 che ci visti impegnati nell’ eliminazione di una rete di tralicci metallici micidiali che ostacolavano molte specie in volo. Una battaglia vinta.

