Sabina. Un sogno di libertà
Ci sono vite in cui l’arte non è un mestiere né una scelta separata dal resto, ma un modo di stare al mondo. Quella di Sabina è stata una di queste. Nelle sue incisioni, nei disegni e negli acquarelli, nei viaggi, nella danza, nel lavoro con i bambini e con le persone più fragili, si ritrova un unico movimento: una ricerca continua, libera, capace di tenere insieme esperienza e immaginazione. Raffaella De Pasquale ci accompagna dentro questo universo attraverso la mostra e il catalogo dedicati a Sabina, restituendoci il ritratto di un’artista e di una donna che ha incrociato anche la storia di Mezzocielo. Un ricordo che sentiamo, per questo, particolarmente vicino. Il catalogo sarà presentato il 10 settembre alle ore 18.00, nel giardino delle Officine Bellotti.

Abbiamo voluto questa mostra e pubblicare il catalogo, che sarà presentato il 10 settembre alle ore 18.00 nel giardino delle Officine Bellotti, soprattutto perché, nel ripercorrere le carte di Sabina, nella sua casa e nel suo studio, abbiamo avuto la precisa percezione di scoprire, nella vivacità e nella pluralità che hanno caratterizzato la sua vita, una costanza, un filo narrativo, una sensibilità e una profondità, di cui in parte sapevamo, ma che così, nella quantità e nella qualità della ricerca e della riflessione, ci ha sorpreso. Le tante incisioni realizzate nel suo laboratorio, nato insieme all’Associazione Nuvole Incontri d’Arte, i disegni, gli acquarelli, gli appunti di viaggio, il lavoro con i bambini e con le persone in percorsi di fragilità, il circo, la danza, la meditazione. E anche la collaborazione con Mezzocielo …. Tutto si tiene e dà luogo ad una poetica unica e particolarissima.
Dipingere come danzare, suonare, cantare è una frase trovata in un blocchetto di appunti- Come dire, dipingere e la vita sono un tutt’uno. E così è stato per Sabina.
Chi ha visitato la mostra, e sono tantissimi in un abbraccio corale che è proseguito per due mesi, ha potuto vedere come le molteplici creazioni artistiche di Sabina –incisioni soprattutto, ma anche pitture e disegni – sono strettamente intrecciate con la sua vita in un rimando continuo con i luoghi, i gesti, le emozioni vissute.
Chi ha visto la mostra e si è soffermato prima al piano terra nella saletta video dove scorrono le immagini di Sabina a Stromboli, a Prizzi, in Tunisia catturate da Giuseppe Zimmardi, ha potuto sicuramente scoprire questo intreccio fortissimo tra arte e vita che abbiamo cercato di riprodurre nell’allestimento progettato da Gaetano Cipolla che ruota intorno a cinque tavoli – leggio al centro delle due grandi sale espositive. I tavoli sono dedicati ai disegni e alla grafica, raggruppati per temi. D’altra parte è stato impossibile seguire un criterio cronologico, poiché pochissime sono le opere datate e firmate. Sabina, secondo quello che era il suo modo di vedere le cose, non firmava i suoi lavori se non quando li regalava, insieme magari ad una breve dedica, o li esponeva quando invitata a qualche mostra collettiva.


frame dal video di Giuseppe Zimmardi – viaggio in Tunisia
L’esposizione dei piccoli lavori sui tavoli favorisce la concentrazione dello sguardo e un rapporto diretto e più intimo tra l’opera e chi guarda: si è costretti a piegarsi leggermente in avanti, una leggera tensione ci aiuta ad entrare in una dimensione altra. Così vediamo Prizzi con i suoi maestosi ulivi e il dolce paesaggio di collina. Due piccoli disegni, tre figurine femminili e un bosco verde e giallo, sono accompagnati dalla scritta: arrampicarsi sugli alberi, rinascere. Stromboli con il vulcano e alcune figure femminili sulla spiaggia, poche leggere linee a matita che bastano a ritrovare l’atmosfera dell’isola che fu. La Tunisia con la serie a penna sui caffè, il pulitore di scarpe, i minareti i coloratissimi decori ad acquarello e poi uno straordinario cammello verde …
Incisioni acquarelli e disegni sono stati poi raggruppati secondo gli altri temi ricorrenti che definiscono la poetica del lavoro di Sabina e la sua vita: il Circo, che dopo la giovanile esperienza parigina ritornerà in più momenti, la Musica e la Danza, che l’hanno accompagnata durante tutta la vita e i Sogni, dove abbiamo raggruppato le incisioni dai temi più misteriosi e onirici, figure nei boschi, figure che danzano tra le stelle, giochi di bambini, ninfe, saltimbanchi e alberi doppi. Alle xilografie sono state dedicate un tavolo e un’intera parete. Un capitolo a parte è formato da quelli che Sabina chiamava ‘i miei astratti’, anche qui a sottolinearne un rapporto intimo e diretto con il proprio io: una selezione di ventotto carte realizzate negli ultimi anni è stata disposta a coprire una intera parete della galleria. Un universo di erranza fantastica che in qualche modo sembra essere il punto di arrivo di un sogno di libertà.
Il catalogo si apre con il testo critico di Eva di Stefano, che ripercorre i passaggi salienti della biografia di Sabina, la sua famiglia, i suoi incontri, i suoi viaggi e approfondisce una lettura dell’insieme della sua opera, di quella che è stata una vera e propria scoperta, nella sua ricchezza e continuità.
Seguono poi un ricordo di Gianfranco Perriera, che ricorda Sabina come attrice, ‘leggera e intensa … appariva – come i fantasmi shakespeariani fatti della sostanza dei sogni’, tre appunti poetici di Anne Clémence de Grolée, che per anni ha condiviso lo studio con Sabina, e due testi di Sabina stessa che dicono del suo rapporto con la creatività e raccontano del rapporto con la nonna Antonietta Raphaël, delle lunghe giornate trascorse nello studio guardandola lavorare dei loro viaggi insieme, dell’ammirazione per questa nonna artista e misteriosa.
Sabina. Dipingere come danzare, suonare, cantare.
Edizioni: Centro Studi Mafai Raphaël
Testi: Eva di Stefano, Gianfranco Perriera, Anne Clémence de Grolée, Sabina
Progetto grafico: Davide Alongi
Fotografie delle opere: Francesco Cuttitta

