L’Italia del voto consapevole: il senso di un NO

Alle 15 di ieri, 23 marzo, si è conclusa la votazione per la riforma del sistema giudiziario voluta dall’attuale governo. Ha avuto inizio lo spoglio e, neppure un’ora dopo, è emerso con evidenza il grande NO.
Grande, perché amplia il distacco determinato da quanti hanno difeso la Costituzione italiana, impedendo l’indebolimento del potere giudiziario e la perdita dei valori fondativi della democrazia. È un’Italia che ritorna.
Rieccola: c’è! Ed è un’Italia in larga parte giovane quella che, con maggiore compattezza, ha saputo comprendere. Un’Italia che appartiene a chi vuole esercitare i propri diritti nella libertà e nella giustizia, senza compromessi alle spalle né sottoboschi in cui addentrarsi. Una generazione che ha trovato consonanza con quanti hanno saputo leggere un testo accortamente ritoccato, capace di celare finalità ulteriori, legate a un più esteso esercizio del potere.
L’Italia sembra aver ritrovato sé stessa, sottraendosi a ogni gioco politico dissimulato sotto la necessità di rimescolare gli equilibri del potere giudiziario, riducendone forza e funzione. Quel potere che, insieme al legislativo e all’esecutivo, resta presidio imprescindibile di un popolo libero.
Dire “NO” ha avuto un senso, un significato, un peso che travalicano ogni singola posizione individuale o di parte. Quando la posta in gioco è chiara, si torna a votare. Da Nord – dove ampie aree del Veneto e della Lombardia, con alcune eccezioni nei capoluoghi, hanno espresso la loro posizione – al Sud, dove la Sicilia, e possiamo dirlo con consapevolezza, ha contribuito in modo determinante alla maggioranza che ha respinto l’attuale proposta di riforma.
Cosa resta da auspicare, adesso? Che non vi siano scaltrezze né attenuazioni di responsabilità da parte di chi governa; che non prevalgano esaltazioni o rigurgiti narcisistici da parte di chi, all’opposizione, si ritenga vincitore.
Esiste una base che ha dimostrato di saper esercitare il voto. Una base che chiede – e forse rappresenta la parte più ampia del Paese – onestà, chiarezza, competenza e rigore autentici da parte di chi è chiamato all’esercizio del potere. A tutela del diritto di ogni cittadino a essere, a sua volta, degno del proprio status.

