Palermo siriana

19 dicembre 2019 di: Francesca Traìna

Si è concluso lunedì 9 di dicembre il progetto pensato e realizzato dalla Biblioteca delle donne e Centro di consulenza legale UDIPALERMO onlus: “La parola alla Siria. Voci creative di donne in esilio”. L’idea è nata da Maria Concetta Sala dopo aver visto, due anni fa, la foto di Alan Kurdi, un bambino siriano di tre anni, il cui corpo senza vita fu deposto dal mare su una spiaggia turca. L’immagine straziante, che ha fatto il giro del mondo, è diventata simbolo della catastrofe che si sta consumando nel Mediterraneo e alla quale troppi paesi assistono con cinica indifferenza. La famiglia di Alan avrebbe voluto raggiungere l’Europa, quell’Europa ostile e respingente che la Storia, prima o poi, inchioderà alle sue vergognose responsabilità. Maria Concetta, impotente come tutte/i noi, ma con quell’angoscia dentro che evolve in determinazione e forza di agire e reagire con la potenza della parola, decide che qualcosa bisognava fare, subito, coinvolgendo quante e quanti avrebbero potuto aiutarla a realizzare un’idea. Le donne dell’UDI, la sua presidente, Mariella Pasinati e Mirella Cassarino, docente di Lingua e Letteratura Araba presso l’Università di Catania, si sono prodigate immediatamente per agire una pratica che potesse accendere una grande luce su un paese oscurato dal silenzio e trasformato, in pochi anni, in un popolo di disperati in fuga. Così l’iniziale nebulosa prendeva, ogni giorno, la forma e la sostanza di un progetto che si proponeva di convocare a Palermo artiste siriane in esilio, le cui voci e opere avrebbero potuto raccontare le vicende occorse, nell’area mediterranea e medio-orientale, accostandosi e accostandoci alla verità storica e al senso della realtà spesso distorte dai media e dalla semplificazione, quando non banalizzazione, che connota il nostro tempo. Il progetto, inserito dal Comune di Palermo all’interno della BAM (Biennale Arcipelago Mediterraneo), grazie all’Assessore alla cultura Adham Darawsha e al suo staff, esordisce il 2 di dicembre e fino al 9 ha visto alternarsi scrittrici rappresentative dell’area mediorientale che hanno dialogato con intellettuali italiane. Ciò che è emerso, in maniera inequivocabile, è la loro testimonianza viva e attiva sulle terribili vicende che lacerano il loro paese. Hanno mostrato a tutte/i una straordinaria sensibilità, coraggio e resistenza veicolati attraverso la potenza della parola creativa. Abbiamo percepito la loro speranza che è diventata la nostra: pace e giustizia per il popolo siriano e per la Siria. Abbiamo sentito la loro tensione creativa tutt’uno con la speranza e con il desiderio di libertà, di pace, di giustizia, di futuro. Lungo una settimana di incontri si sono alternate la scrittrice e giornalista curdo-siriana Maha Hassan, la poeta siriana Maram Al-Masri, la designer siriana Sana Yazigi creatrice dell’archivio online The Creative Memory of the Syrian Revolution, l’architetta e scrittrice di Damasco Suad Amiry, e Hoda Barakat, scrittrice, giornalista e traduttrice libanese, vincitrice dell’International Prize for Arabic Fiction.

La rassegna ha visto anche l’incontro con Domenico Quirico, in video conferenza, che ha dialogato con Costanza Quatriglio.

Tutti gli eventi hanno, comunque, riservato al pubblico accorso, emozione e commozione. Particolarmente toccante l’incontro con Giancarlo Gaeta e Francesca Dall’Oglio che hanno reso omaggio a Paolo Dall’Oglio, il gesuita romano scomparso misteriosamente sei anni fa in Siria e al quale il sindaco Orlando ha conferito la cittadinanza onoraria della città di Palermo. La luce è stata accesa. A noi, ancora, il compito di tenerla viva e alimentarla affinché da Palermo possa irradiarsi in tutta Europa e nel mondo. Al vento della memoria e della speranza spargiamo i versi di  Maram al Masri:

La Siria per me è l’arcobaleno del popolo

che si staglierà dopo i fulmini

e le tempeste.

2 commenti su questo articolo:

  1. Claudia ha detto:

    Importante iniziativa dell’udi e soprattutto significativa x il momento terribile che vivono 2quei territori. Ho partecipato solo a due incontri e come è scritto nell’articolo è stato emozionante. Un’esperienza forte!

  2. Lina ha detto:

    Grazie all’Udi e a tutti coloro che hanno reso possibile l’organizzazione di eventi così importanti per la nostra città e per tutti noi.

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