Nuovo Corso Universitario

17 ottobre 2019 di: Rita Annaloro

Padova ha sempre dato ampio risalto alla sua Università, soprattutto nell’ambito della salute: ogni anno migliaia di studenti affollano la città in cerca di alloggi precari, pur di frequentare la famosa Facoltà di Medicina che tanto ha contribuito al progresso della scienza e che vanta centri di eccellenza come il Gallucci per quanto riguarda la cardio-chirurgia o il Reparto Speciale di Oculistica presso l’Ospedale Sant’Antonio. Certo altre facoltà, come Legge, che ha formato l ‘invincibile squadra di avvocati fra cui eccelle il noto Nicolò Ghedini, o Economia, che vanta un rapporto continuativamente soddisfacente con il mondo imprenditoriale internazionale, sono  mete ambite per gli studenti di tutta Italia e non solo, ma l’importanza sociale di Medicina non ha pari. Padovani gran Dottori, è il detto, chissà da quanti secoli, e ora che è chiara la correlazione tra ciò che si mangia e ciò o che si è, o si diventa, ecco che l’orizzonte si amplia e l’Università  rivolge la sua attenzione all’economia verde.

Forse non sono in tanti a conoscere l’esistenza di Agripolis a Legnaro, un centro di studi di tecniche innovative in agricoltura, che ospiterà il primo corso di laurea in Italia “Tecniche e gestione delle produzioni biologiche  vegetali” presieduto dal professor Giuseppe Zanin. Secondo Martino Cerantola a capo della cordata di Coldiretti che ha puntato in una “Rete Bio Innovativa” , il Veneto bio conta migliaia di operatori e 16mila ettari certificati che sono però destinati ad aumentare sensibilmente considerato il successo delle misure agroambientali a cui già 10mila addetti ai lavori hanno ricorso.

Piccoli grandi produttori, rappresentanti di cooperative di trasformazione, società industriali e della commercializzazione con associazioni ed enti di ricerca e studio, insieme a studenti, docenti ed esperti erano presenti all’evento a cui è intervenuto anche Roberto Marcato Assessore regionale allo sviluppo economico ed energia Regione del Veneto.

Non è strano che il Veneto ambisca  al ruolo di regione leader per vocazione alla sostenibilità ambientale, perché nell’entroterra veneziano non è mai morto  il legame con la terra che dà sostentamento anche nei momenti di difficoltà. Da sempre la campagna ha dato ai veneti lavoro e sicurezza, e ora che l’attenzione mondiale si è finalmente rivolta ai cambiamenti climatici questa nuova frontiera offre nuove opportunità, non solo ai veneti.

Forse il futuro è già cominciato.

1 commento su questo articolo:

  1. Tanio ha detto:

    Apprezzo la notizia e condivido l’entusiasmo per una iniziativa accademica tematicamente ben situata nel territorio. In generale, il ns paese tutto ha bisogno di rivalutare il ruolo di educazione/formazione per potenziare le competenze e le consapevolezze delle giovani generazioni, anche motivandole con prospettive di sviluppo economico scientifico ambientale climatico culturale tecnologico…tutte interconnesse.
    Il futuro ricomincia ogni giorno

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