Donne, donne, donne e ancora donne alla Mostra d’arte cinematografica di Venezia ENEZIA :

28 settembre 2019 di: Aida Pavan

Corre l’obbligo di dedicare un’ulteriore riflessione sul fondamentale, seppur non equamente e coraggiosamente riconosciuto, contributo che “l’universo muliebre” ha dato al successo della 76° Mostra del Cinema. Fondamentali in tal senso sono state le sezioni indipendenti GIORNATE DEGLI AUTORI e LA SETTIMANA INTERNAZIONALE DELLA CRITICA.

La Mostra di Venezia è una mostra d’arte cinematografica, e ha come obbiettivo la promuovere conoscenza e la diffusione del cinema internazionale in tutte le sue forme di arte e di spettacolo. Le due sezioni menzionate rientrano dunque nella sua missione. Autonome e parallele, le due sezione sono organizzate secondo un proprio regolamento e trovano spazio durante le giornate ufficiali di proiezione. Ed è proprio grazie a loro che si può parlare di una vera e propria revanche  del genere femminile.

LA SETTIMANA INTERNAZIONALE DELLA CRITICA, ormai giunta alla sua 34esima edizione, si compone di una selezione di sette opere prime che vengono tutte presentate in prima mondiale. I film concorrono a due premi: il Premio del Pubblico e il Premio Settimana Internazionale della Critica, ancor più significativo e con più ampia risonanza.

E quest’anno, le registe in concorso sono state ben cinque!

È doveroso nominarle e ricordare che oltre ad aver curato la regia, sono state anche autrici della sceneggiatura delle loro opere:

Gitanjali Rao (1971), affermata filmmaker indiana ,  attrice di cinema e di teatro, ha partecipato con il suo lungometraggio d’esordio: BOMBAY ROSE;

·      Marie Grato (1984), danese, autrice di 3 premiati cortometraggi, ha concorso con PSYCOSIA che è anche stato il suo debutto nel lungometraggio;

·      Shahad Ameen (1988), nata e cresciuta a Jeddah in Arabia Saudita, si è diplomata a Londra in sceneggiatura, e ha partecipato alla Settimana della Critica con SAYADAT AL BAHR, il suo lungometraggio d’esordio;

·      Billie Piper (1982), attrice, ballerina e cantante inglese, ha preso parte con RARE BEASTS, il suo primo lungometraggio

·      Veronica Spedicati (1992), laureata presso il Dams di Roma con tesi in regia sperimentale e apprezzata assistente alla regia, si è aggiudicata il PREMIO alla MIGLIORE REGIA 2019 con il NOSTRO TEMPO.

Salta subito all’occhio la giovane età delle registe: un segnale che il futuro de “l’universo muliebre” del cinema è certo e prestigioso.

È inoltre doveroso segnalare un altri due premi anch’essi all’interno della Settimana Internazionale della Critica per la sezione cortometraggi. Il Premio al Miglior Cortometraggio 2019 assegnato a Chiara Marotta (1993) per il suo corto VERONICA NON SA FUMARE e il Premio alla Miglior Regia Corti 2019 assegnato a Maria Chiara Venturini (1992) per il suo FOSCA. Entrambe giovanissime.

Oltre ad essere orgogliosi per i risultati raggiunti da queste giovani promesse possiamo anche finalmente dire a gran voce: “Evviva le donne! Evviva le giovani artiste!” Sono loro il nostro futuro.

A implementare la revanche femminile ha contribuito anche l’altra sezione indipendente, le Giornate degli Autori, presieduta da Andrea Purgatori e giunta alla sua 16 edizione. Quattro le opere di registe donne su 11 quelle selezionate per il concorso tra le più di 1000 opere presentate, proveniente da 18 paesi diversi:

·      Manele Labidi, scrittrice e regista franco-tunisina con il suo UN DIVAN A TUNIS, presentato a Venezia in prima mondiale;

·    ineasta filippina che vive a New York, è attiva dal 2012 ed è la prima transgender a dirigere un film presentato a Venezia. Anche il suo LINGUA FRANCA è stato presentato in prima mondiale;

·      Fabienne Berthaud, francese, scrittrice, attrice, sceneggiatrice e regista, 2011 vince il premio Françoise Sagan, e a Venezia ha presentato UN MOND PLUS GRAND in prima mondiale;

·      Mattie Do, prima e unica regista laotiana, attiva dal 2010 e molto nota agli appassionati di cinema underground, che a Venezia ha proiettato il suo THE LONG WALK in prima mondiale.

Le sinossi dei film elencati e ulteriori informazioni sulla biografia artistica delle registe sono a disposizione nei siti internet delle 2 sezioni. Li, si potranno trovare anche tutte le informazioni relative ai loro distributori, fondamentali per poter rintracciare i film e poterli vedere.

E così, “l’universo muliebre” può dirsi sufficientemente soddisfatto e rappresento? La domanda è difficile, la risposta ancora da trovare. Quel che è certo è che alla 77° Mostra Internazionale d’Arte cinematografica manca un anno: un tempo da usare per godere di tutte le interessanti e diverse produzioni femminili.

Buona visione, dunque! E l’appuntamento per tutti è il 28 agosto 2020 per la prossima edizione del Festival, un appuntamento da non perdere!

 

1 commento su questo articolo:

  1. Rita ha detto:

    bella panoramica, chissà se riusciremo a vedere qualcosa nelle nostre sale….

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