Vogliamo salutarti così, Simona:

18 giugno 2019 di: Mezzocielo

Queste righe sono scritte con mani grate verso chi ha avuto coraggio anche nell’andare senza sapere dove. Ti ho considerata “Madre simbolica” – Simona – autorevole e sapiente, forte e determinata, battagliera non violenta. Mi hai insegnato ad affrontare le sommosse della vita avendo sempre in mente un’idea di libertà, di verità, di giustizia che non fa i conti col dare e con l’avere. La tua parola sbrecciava muri, era denuncia ed era ascolto, preoccupazione e speranza, dialogo e dissenso. Noi restiamo, nel Tuo nome, testimoni e custodi del cammino che hai segnato, di pagine ancora da scrivere sulle pareti ripide del mondo. Francesca Traìna

Sei stata per me un’amica, una guida, sei stata una presenza preziosa nella mia vita e so di essere stata fortunata ad averti conosciuta e amata. Ho sempre sentito ricambiato questo mio sentimento nelle tue attenzioni, nella tua capacità di percepire e intervenire sempre nei momenti più difficili della mia vita. Era sempre bello parlare con te perché mi aiutavi a mettermi in discussione, a migliorarmi. Mi hai reso una donna migliore e sono stata sempre orgogliosa di sentirti appoggiata con fiducia al mio braccio negli ultimi anni del tuo instancabile cammino verso la giustizia e la libertà. Il tuo coraggio e la tua forza mi guideranno sempre. Grazie, Simona. Adriana Palmeri

La mattina mi piace dormire fino a tardi. Alle otto arrivava, a volte, la tua telefonata, con una punta d’ironia mi chiedevi “Dormivi?” e al mio sofferto “Si “rispondevi “Bene ora sei sveglia e possiamo parlare”. Addio Simona, addio ai nostri lunghi discorsi e alle nostre sere d’estate nella terrazza sul mare, quante confidenze ti ho fatto e quanti insegnamenti mi hai dato! Non ti dimenticherò mai. Silvana Fernandez

Tu resti con noi Simona, grande, preziosa amica con la quale tante di noi hanno condiviso le indicazioni e il percorso. Una conversazione con te, lo scambio di un’opinione, il bisogno di un consiglio sono state una risorsa. Nel salutarti con vero dolore questa mattina parlavo con la tua foto. E ritrovavo nel tuo sorriso l’intatta lucidità del pensiero ma anche, voglio dirlo, una luce di bontà, quella autentica che nasce dalla ragione e consente di evitare trappole, fanatismi e luoghi comuni. Sono stata breve? Tu preferivi l’essenzialità essenziale, tu sapevi davvero quanto valgono le parole e il loro tempo. Egle Palazzolo

L’ultima volta che ci siamo viste ti ho promesso una bottiglia di vino ed ora riprendendo la formula ebraica forse usata da tua madre, cara indimenticabile amica, brindo a tutte le tue vite vissute pienamente Lechaim!
Rita Calabrese 

 

 

 

1 commento su questo articolo:

  1. Clara Margani ha detto:

    Mi piace questa sua frase: «Per quanto mi riguarda quel che ho fatto ho fatto: qualcosa di buono, nulla di cattivo, molto di inutile. Guardo con attenzione e rispetto quello che fanno le altre/gli altri. Vorrei poterlo apprezzare e sostenere». Ebbene Simona Mafai ha guardato anche me con attenzione e rispetto, apprezzando le mie collaborazioni alla rivista e commentando l’ultimo mio articolo. E’ stato un grande onore per me anche la sua amichevole sollecitazione a Silvana Fernandez. di farmi scrivere più spesso, mentre la rarefazione dei miei articoli dipendeva solo dalla mia pigrizia e dagli altri miei impegni. Ti ringrazio, Simona, per il tuo sguardo.

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