Cannabis

9 giugno 2019 di: Rita Annaloro

E’ curioso che si discuta, almeno da trent’anni, sull’assunzione di cannabis e sostanze simili,
si mettano al bando sigarette, elettroniche e non, e si sorrida soddisfatti al vedere levitare i
consumi di vino e birra, ovviamente made in Italy.
E’ stato provato scientificamente che l’alcool crea una dipendenza difficile da vincere, pure
i nostri politici non se ne sono mai seriamente preoccupati, probabilmente assuefatti ad un’abitudine tradizionale nel nostro paese. Certo non sono più i tempi che si mettevano a tacere i neonati
con un po’ di grappa nel latte del biberon, ma qui in veneto la mattina il caffè corretto va ancora
per la maggiore e include maschi di varie etnie, pronti ad integrarsi a suon di lattine di birra che
magari nel loro paese non sono viste di buon occhio.
Non voglio con questo auspicare un ritorno al proibizionismo, che fruttò tanti soldi ai boss
Americani degli anni ’30, ma vorrei per l’appunto si riflettesse su queste palesi contraddizioni,
che non fanno altro che ricacciare nella clandestinità migliaia di persone che non amano gli
psico-farmaci. Chi oserebbe infatti mettere in discussione anti-depressivi ed ansiolitici?
Pure le quantità e qualità psicotrope di tanti farmaci sono accertate, e probabilmente più efficaci
di una tisana di cannabis, che da decenni i nostri giovani vanno a gustare ad Admsterdam.
I veri stupefacenti, invece, come il film “Smetto quando voglio” ha didatticamente dimostrato,
si trovano in rete, hanno un mercato a parte, clandestino ma popolare, e non necessariamente
uguale a quello dei consumatori di canapa.
E allora, perché accanirsi contro i cannabis shop e non verso bar ed enoteche? Questione di gusto?
Forse, ma non solo.

1 commento su questo articolo:

  1. Giuliana ha detto:

    Concordo pienamente. Vivo in una zona universitaria della capitale. Chiudono i negozi storici e vengono soppiantati da posti di ristoro alcolico e di ritrovo di giovani e giovanissimi che si incontrano per happy hour e non solo…Inutili le denunce dei residenti che subiscono chiasso, schiamazzi e sporcizia. Tutto passa inosservato e fa parte del paesaggio e del momento storico…

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