Il Pillon non passerà…

12 novembre 2018 di: Francesca Traìna

C’è anche Palermo tra le 60 città scese in piazza per opporsi al decreto Pillon e per chiederne il ritiro. Sono più di 50 gli organismi nazionali, regionali e locali che hanno promosso la mobilitazione del 10 di novembre e aderito al manifesto dell’Associazione nazionale D.i.re – donne in rete contro la violenza.
Il DDL proposto dal Senatore Pillon sulla revisione delle norme in materia di separazione, divorzio e affido dei minori, ci riporta indietro di almeno 50 anni.
Pillon, entra a gamba tesa sul diritto di famiglia, di fatto trasformando le vite degli ex coniugi e dei loro figli/e in una sorta di percorso ad ostacoli; a parole vorrebbe conciliare i loro problemi, ma in realtà crea solo conflitti e contrasti imponendo regole che, a ben intendere il Decreto, finirebbero per rendere impossibile la separazione tra coppie e dunque il divorzio.
Pillon vorrebbe farci inghiottire un “pillolone” indigesto e disgustoso ignorando di dover prima fare i conti con le donne di questo paese che hanno portato avanti battaglie infuocate e legittime per la conquista di diritti sacrosanti che oggi vedono fortemente minacciati.
Se verranno approvati il Disegno di legge e le integrazioni previste sulla stessa materia, attualmente in discussione al Senato, separazione e affido rischiano di diventare un campo di battaglia.
I figli e le figlie diventerebbero ostaggi di un continuo negoziato sotto tutela, mentre le donne, parte generalmente più debole economicamente, rischiano di restare stritolate in un percorso ideato per imporre nuove figure professionali quali il mediatore familiare e il coordinatore genitoriale.
Il senatore Pillon, da bravo integralista leghista e maschilista, dimostra di ignorare proprio quella violenza maschile che, il più delle volte, è causa di tante separazioni.
Centinaia di donne e uomini sono partiti in corteo da Piazza Croci e hanno raggiunto Piazza Verdi cantando e lanciando significativi e pungenti strali contro Pillon, agitando cartelli e tenendo in alto lunghi striscioni con scritte palesemente avverse al Decreto e al suo firmatario.
Anch’io ero in corteo. Ho cantato e battuto le mani al rimo di : oli olì olà il Pillon non passerà; le nostre mamme l’han conquistato il divorzio non va toccato; se i diritti vuoi salvare la legge Pillon non devi approvare … e così via, gioiosamente indignate e stupite di tanta regressione perpetrata nel nome di un falso “cambiamento”.
Tuttavia mi ha colpito moltissimo vedere in corteo tanti ragazzi e ragazze, una giovane donna tenere un bambino sulle spalle dentro il marsupio. È stato un incontro tra generazioni: le “donne uscenti”, quelle che hanno battagliato per conquistare diritti e soggettività e le giovani “subentranti” che raccolgono un’eredità da difendere, da salvaguardare e forse, ancora, da rivendicare.
Ma lungo via della Libertà, e fino al Massimo, siamo state insieme: giovani e meno giovani a difendere il nostro diritto ad essere, anche in nome di quanto abbiamo faticosamente conquistato e che non vogliamo perdere.
È stata una bella giornata!

4 commenti su questo articolo:

  1. Piera ha detto:

    Evviva Palermo tiene il passo con i tempi

  2. Stefania ha detto:

    Ho partecipato alla manifestazione. E’ stato importante esserci e speriamo che la mobilitazione nazionale possa convincere queste teste “malate”. L’articolo racconta molto bene il clima di quel pomeriggio. Ciao a tutte e andiamo avanti con determinazione.

  3. Clara ha detto:

    A Palermo si sono mosse 200-300 persone numero lontano da quello di Roma dove erano quasi 1000 ma per noi è già un successo.

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