Regine Hildebrandt

30 ottobre 2018 di: Donatella Natoli di "Archivia"

Dal racconto della vita di Regine Hildebrandt che ha voluto dare alla sua storia il titolo di “Alla ricerca di una vita che valga la pena di essere vissuta”

Il motivo per cui ho pensato di inserire la storia di Regine Hildebrandt fra quelle di donne significative che hanno avuto un’influenza positiva nell’evoluzione sociale e politica della Sicilia del ‘900, è che rappresenta, per me, un esempio raro di giovani donne venute da paesi molto diversi, in questo caso la Svizzera, seguendo la scia di una grande emozione derivata dalla lettura di un libro “ Banditi a Partinico” di Danilo Dolci, che poi sono rimaste per dedicare tutte le loro competenze, la loro sensibilità  alle relazioni con persone semplici, soprattutto artigiane e artigiani,  aiutandole a venire fuori da una situazione di marginalità, valorizzando le loro capacità.

“Mi imbattei nel libro Banditi a Partinico. Mi impressionò quel lavoro di Danilo Dolci che coniugava denunzia, proposte ed azioni concrete. Allora scrissi al Centro studi ed iniziative per la piena occupazione di Partinico e la risposta fu incoraggiante. Nel frattempo avevo cercato di entusiasmare Johannes, mio marito, che si era mostrato interessato al progetto pensando che quell’esperienza sarebbe stata importante per il completamento della sua tesi di laurea in sociologia. Per organizzare la discesa al Sud ci sono voluti pochi mesi.” Regine lascia la sua vita che si era svolta fra tante vicissitudini, riassunte nel mio racconto, fra Svizzera e Germania, avendo un padre tedesco, direttore d’orchestra e una madre svizzera, cantante classica.

Regine accolta al Centro, su sollecitazione di Danilo comincia a fare un lavoro,  prezioso per Danilo e gratificante per lei, che le ha permesso, in breve tempo di entrare profondamente nella vita del Centro, doveva infatti tradurre la posta che arrivava dall’estero ed accogliere gli stranieri che arrivavano al Centro, sfruttando la sua conoscenza di 4 lingue. Dopo un breve rientro a casa, al suo ritorno al Centro Regine si impegna in un’impresa che resterà unica in Sicilia. A Regine fu chiesto di occuparsi del settore artigianato “ ad un tratto tutte le attività svolte in passato avevano un senso…, mi buttai a capofitto nell’impresa. Di là a poco nacque una cooperativa di artigiani la “tre valli”.” Era una cooperativa all’interno della quale lavoravano i più vari artigiani che avevano i loro laboratori in paesi diversi e che costruivano manufatti artistici, a  volte venivano assemblati pezzi di artigiani diversi. I manufatti venivano venduti  in uno spazio del complesso turistico La Città del Mare di Terrasini ed in un piccolo negozio a Palermo ed inoltre Danilo li portava come doni nei suoi viaggi per fare conoscere l’iniziativa. Quell’esperienza segnerà tutta la vita e l’operatività successiva di Regine, passando attraverso esperienze di artigianato artistico straordinario come “Impressioni in Sicilia”. Oggi Regine vive ed opera a Collesano cercando sempre di valorizzare persone e competenze.

2 commenti su questo articolo:

  1. Rita ha detto:

    Una bellissima storia di una donna che ha contribuito a rendere migliore la nostra Isola. Grazie a Donatella e grazie ad “Archivia- donne in relazione”, l’Associazione culturale di cui Donatella è Socia, che si prefigge l’obiettivo di salvaguardare la memoria di quelle donne, note e meno note, che hanno lasciato una traccia importante nella storia della Sicilia.

  2. Paola ha detto:

    Ho conosciuto in questi ultimi mesi Archivia l’associazione culturale che ha il gran merito di accendere i riflettori su donne che pur avendo fatto tanto sono vissute nella penombra.Ammiro per questo Archivia perché di questo abbiamo bisogno noi donne di luce.

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