Come gli squali

29 agosto 2018 di: Clara Margani

Nel libro di Viet Thanh Nguyen, scrittore e blogger vietnamita naturalizzato statunitense, dal titolo ’Il simpatizzante’ con il quale nel 2016 ha vinto il Premio Pulizer, ho letto una frase che mi è venuta in mente di fronte alle ultime esternazioni di alcuni rappresentanti del governo in riferimento alle conseguenze politico-amministrative del crollo del ponte Morandi: “Come uno squalo che deve nuotare per sopravvivere, un uomo politico deve tenere le labbra in costante movimento”.

E, infatti le labbra di questi ‘nostri’ uomini di governo sono in effetti in continuo movimento, anzi sono la caratteristica fondamentale del loro stile di intervento nelle problematiche presenti nel nostro paese sia quelle di fondo sia quelle determinate da eventi improvvisi e catastrofici. Essendo rappresentanti di un governo populista, hanno il preciso dovere di arringare il popolo, esternando le loro opinioni personali senza il filtro della logica o della buona creanza, come se fossero nel loro privato, dunque a ruota libera e senza informarsi dei fatti e dei dati. Riproducono  in un certo senso quella conversazione da bar, in cui per mandare avanti la conversazione tutti devono dire qualcosa sulla politica, sullo sport, sulla crisi, sulla televisione, sulla vita personale delle persone più o meno famose, restando nella rassicurante ovvietà delle affermazioni e dei comportamenti e creando una situazione confortante come depositari della verità.

Nel 1963 Umberto Eco pubblicava il libro “Diario minimo”, in cui era presente un saggio di sei pagine intitolato “Fenomenologia di Mike Buongiorno”. Secondo me l’autore ha evidenziato degli elementi che possono applicarsi quasi perfettamente ad alcuni dei nostri governanti. Essi si pongono per quello che sono e quello che sono è tale “da non porre in stato d’inferiorità” nessun loro elettore, neppure il più sprovveduto, che anzi “vede glorificato e insignito ufficialmente di autorità nazionale il ritratto dei propri limiti”. Più avanti Eco dichiara che Mike, come i nostri governanti attuali, parla “un basic italian. Il suo discorso realizza il massimo di semplicità. Abolisce i congiuntivi, le proposizioni subordinate, riesce quasi a rendere invisibile la dimensione sintassi. Utilizza solo metafore ormai assorbite dal lessico comune… Non è necessario fare alcuno sforzo per capirlo”. Alla fine del saggio si arriva alla conclusione che il pubblico televisivo e nel nostro caso quello elettorale si convince, con tali esempi viventi e trionfanti, del valore della mediocrità, non soffre di complessi di inferiorità, perché “gli viene proposto un ideale che nessuno deve sforzarsi di raggiungere perché chiunque si trova già al suo livello”.

Il problema è che Mike Buongiorno aveva la responsabilità di un gioco televisivo, questi uomini politici hanno la responsabilità di governare l’Italia.

4 commenti su questo articolo:

  1. Rosanna ha detto:

    E’ proprio così. Alcuni degli uomini che ci governano sono degli squali e non solo perché tengono la bocca sempre aperta, ma perché attaccano e inghiottono nelle loro pance i più elementari diritti della democrazia e dell’umanità in generale.

  2. Maria l.b. ha detto:

    mi chiedo se diventare uomini e donne politiche e politici non faccia perdere automaticamente il contatto con la realtà in un certo senso e la visione corretta di quello che dovrebbe essere amministrare e governare
    si è detto che al governo stiano i migliori gli eletti in tutti i sensi ma il voto di pancia e di protesta non ha mai portato niente di buono e oggi sento dire molte e molti: mah questi qua forse non li voterei più…
    il mio partito quello che ho votato e voto da quando voto è quasi scomparso parlo del pd ma non credo siano scomparsi i suoi presupposti più autentici e veri quelli che fondarono il sentire di sinistra negli anni che furono
    io ero d’accordo a riformare la costituzione e a cambiare tante cose dell’apparato e degli apparati costituiti
    e se fossi responsabile mi circonderei di persone con cui stabilire un’identità di vedute prima salda e fondata su accordi precisi.
    visione d’insieme e intelligenze e non accordi elettorali ma il vecchio programma cioè le cose da fare e da continuare se è il caso.
    perchè scappano dal continente africano così in massa? perchè i ponti crollano? è mancato il controllo su chi deve operare la cosiddetta manutenzione ha scritto qualcuno. e si potrebbe continuare con la sporcizia nelle strade . è faticoso governare con perizia e attenzione ed è forse rischioso in termini di salvezza della vita soprattutto a queste latitudini….
    in molti ci hanno lasciato la vita, è vero, da non dimenticare. faticoso e rischioso.
    Maria Lo Bianco

  3. Rita ha detto:

    sono d’accordo col livello linguistico e culturale “da bar” dei nostri politici, ma ricordiamoci
    che questo stile è stato popolare in Italia per vent’anni con Berlusconi, che di comunicazioni
    se ne intendeva, E la sua “scuola” ha bollato tutti gli altri come arroganti professorucoli.
    Si vede che a noi Italiani ci piace crasso.

  4. Accia ha detto:

    Squali,
    E come squali aspettano voraci che dai barconi arrivi nelle loro fauci l’unico cibo che li nutre e permette loro di vivere nei nostri mari.

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