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	<description>quotidiano di cultura, politica e ambiente</description>
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		<title>il sindaco più amato sta a sud</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 08:57:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosanna Pirajno</dc:creator>
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		<description><![CDATA[«Eccolo là il sindaco più amato d’Italia» diceva un giornalista televisivo, presentando Tosi come il trionfatore dell’ultima chiamata alle urne, «il sindaco che nella notte dello spoglio delle schede ha risposto a 600 sms dei suoi sostenitori, che alle prime luci dell’alba è andato in piscina per una nuotata, poi ha presenziato alla commemorazione di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mezzocielo.it/wp-content/uploads/2012/05/Immagine-19.png#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed"><img class="alignleft size-full wp-image-12404" src="http://www.mezzocielo.it/wp-content/uploads/2012/05/Immagine-19.png" alt="" width="239" height="180" /></a><a href="http://www.mezzocielo.it/wp-content/uploads/2012/05/Immagine-38.png#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed"><img class="alignright size-full wp-image-12406" src="http://www.mezzocielo.it/wp-content/uploads/2012/05/Immagine-38.png" alt="" width="236" height="180" /></a>«Eccolo là il sindaco più amato d’Italia» diceva un giornalista televisivo, presentando Tosi come il trionfatore dell’ultima chiamata alle urne, «il sindaco che nella notte dello spoglio delle schede ha risposto a 600 sms dei suoi sostenitori, che alle prime luci dell’alba è andato in piscina per una nuotata, poi ha presenziato alla commemorazione di un veronese caduto a Falluja e nel pomeriggio si è recato a visitare una vecchietta ipovedente, che chiede sussidi al Comune…» Niente da dire, una bella prova di maschia resistenza unita ad un’inappuntabile interpretazione del suo compito, che fa intuire doti non comuni nel primo cittadino veronese, già condannato in cassazione per “aver diffuso idee fondate sulla superiorità e odio razziale”.</p>
<p>Questa è la sua tempra, dimostrata nel 2007 quando fece sgomberare un campo nomadi e una scuola materna occupata da un centro sociale e poi confermata con varie severe ordinanze, che vietano di imbrattare i muri (se ciò non porta turismo, come nel cortile della famosa casa di Giulietta), e ben vengano gli applausi degli estimatori del genere, che evidentemente non considerano <a href="http://www.mezzocielo.it/wp-content/uploads/2012/05/Immagine-27.png#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed"><img class="alignleft size-full wp-image-12405" src="http://www.mezzocielo.it/wp-content/uploads/2012/05/Immagine-27.png" alt="" width="239" height="180" /></a><a href="http://www.mezzocielo.it/wp-content/uploads/2012/05/Immagine-43.png#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed"><img class="alignright size-full wp-image-12407" src="http://www.mezzocielo.it/wp-content/uploads/2012/05/Immagine-43.png" alt="" width="235" height="180" /></a>alla stessa stregua il magnifico risultato di Paolo Perrone a Lecce. <a href="http://www.mezzocielo.it/wp-content/uploads/2012/05/Immagine-57.png#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed"><img class="aligncenter size-full wp-image-12412" src="http://www.mezzocielo.it/wp-content/uploads/2012/05/Immagine-57.png" alt="" width="119" height="180" /></a>Peccato, però, che risulti Perrone il sindaco più amato di questa tornata elettorale (64% contro il 58% di Tosi) il cui curriculum non è certo quello del nostro Padano (laurea alla Bocconi in Economia per Perrone e vari Master conseguiti all’Estero contro un’esperienza di tecnico informatico per Tosi), che ha ridotto le spese della sua Giunta, mentre quelle di Verona risultano fra le più alte d’Italia, che si è mostrato “a nudo” sul blog personale per mostrare ai suoi elettori tutto quello che c’era da sapere sul suo conto.</p>
<p>Evidentemente il suo profilo non ha fatto colpo sui giornalisti, dopo tutto, che lo hanno abbondantemente ignorato. Forse per via di quegli occhi non azzurri e di quella carnagione ambrata?</p>
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		<title>22 Maggio  ore 17.00   Villa Zito</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 20:22:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simona Mafai</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>

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		<description><![CDATA[-Via Libertà 52 - Arte al femminile 7, conferenza di Mariella Pasinati:  Paula Rego, dare al mondo il volto di una donna.                A cura di Anisa  per l&#8217;educazione all&#8217;arte &#8211; Associazione Nazionale Insegnanti Storia dell&#8217;Arte &#8211; Sezione di Palermo - www.anisa.it
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>-Via Libertà 52 - Arte al femminile 7, conferenza di Mariella Pasinati:  </strong><em><strong>Paula Rego, dare al mondo il volto di una donna.</strong>                </em>A cura di <strong>Anisa</strong>  <em>per l&#8217;educazione all&#8217;arte &#8211; </em><strong>Associazione Nazionale Insegnanti Storia dell&#8217;Arte &#8211; </strong>Sezione di Palermo - <a href="http://www.anisa.it/">www.anisa.it</a></p>
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		<title>Venerdì 18 maggio, h.18, all’Auditorium Rai</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 20:19:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simona Mafai</dc:creator>
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		<description><![CDATA[viale Strasburgo 19, si presenta  il volume VENT’ANNI a cura di Daniela Gambino ed Ettore Zanca. In memoria delle stragi del ’92, Coppola editore. 
Insieme a Salvatore Coppola e ai curatori del libro, interviene Rita Borsellino. Partecipano altri autori che hanno contribuito al progetto.
Vent’anni è una raccolta di racconti, interviste, testimonianze, impressioni, monologhi teatrali e testi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>viale Strasburgo 19, si presenta  il volume <em>VENT’ANNI </em>a cura di <strong>Daniela Gambino</strong> ed <strong>Ettore Zanca</strong>. In memoria delle stragi del ’92, Coppola editore. <br />
Insieme a <strong>Salvatore Coppola </strong>e ai curatori del libro<strong>, </strong>interviene <strong>Rita Borsellino</strong>. Partecipano altri autori che hanno contribuito al progetto.<br />
<em>Vent’anni</em> è una raccolta di racconti, interviste, testimonianze, impressioni, monologhi teatrali e testi di canzone, per non dimenticare le stragi del ’92 in cui persero la vita <strong>Giovanni Falcone</strong> e <strong>Paolo Borsellino e i componenti – uomini e donne – delle scorte</strong>.</p>
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		<title>Giovedì 17 Maggio, ore 18:00</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 20:16:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simona Mafai</dc:creator>
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		<description><![CDATA[la  Feltrinelli &#124; Libri e Musica &#8211; Rosanna Pirajno presenta il  libro di  EVELINA SANTANGELO Cose da pazzi &#8211; Einaudi.
      Nel quartiere Spina, Rafael, figlio di  un&#8217;emigrata colombiana e di un operaio quasi disoccupato, e Richi, un  irresistibile sbruffoncello finito in sedia a rotelle, vivono la loro  amicizia tra cani randagi, mirabolanti imprese calcistiche e gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>la  </em></strong><strong>Feltrinelli | Libri e Musica</strong> &#8211; <strong>Rosanna Pirajno </strong>presenta il  libro di  <strong>EVELINA SANTANGELO</strong> <strong>Cose da pazzi</strong> &#8211; Einaudi.<br />
      Nel quartiere Spina, Rafael, figlio di  un&#8217;emigrata colombiana e di un operaio quasi disoccupato, e Richi, un  irresistibile sbruffoncello finito in sedia a rotelle, vivono la loro  amicizia tra cani randagi, mirabolanti imprese calcistiche e gli ormoni  impazziti dell&#8217;adolescenza. Crescere lì, dove tutto il lavoro, la vita, e  perfino i gratta e vinci &#8211; sono controllati dai padroni della strada, è un  percorso accidentato. Eppure quel luogo è il loro universo: piantati dalla  mattina alla sera in vicolo Grande, a parlare di piccioni sventrati, di  corse clandestine, del culo di Maura la grossa. Ma anche tra  prevaricazione e connivenza si apre uno spiraglio, grazie ad una  professoressa che dà lezioni fantasiose sull&#8217;illegalità, riuscendo a farli  dubitare di una cultura mafiosa che crea miti, detta modelli. &#8220;Una strada  prima&#8221; segue negli anni le esistenze rocambolesche di Rafael e Richi,  creando un ponte tra un sud di raccomandazioni e un nord di sradicamento,  non diversamente compromesso. Evelina Santangelo dà vita a una storia  incredibile e vera, scritta con quello che Levi indicava come il  &#8221;necessario per scrivere&#8221;: onestà, cultura, buon senso, amore per il  prossimo e, soprattutto, &#8220;avere cose da dire&#8221;.   <strong><em>la</em></strong><strong>  </strong>Feltrinelli ringrazia <strong>Planeta</strong>, sponsor di  Cultura   Roberta  Cusimano</p>
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		<title>cibo e marketing al salone del Cibus</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 08:26:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosanna Pirajno</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Anche quest’anno è sceso il sipario sul Cibus, Salone Internazionale dell’Alimentazione, a Parma da ben 16 edizioni. Ed anche questa volta, le presenze di rilievo hanno contribuito a rendere la Fiera appetibile, più di quanto non lo fosse già. I Ministri delle Politiche Agricole e dello Sviluppo Economico, Mario Catania e Corrado Passera, non si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mezzocielo.it/wp-content/uploads/2012/05/Immagine-26.png#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed"><img class="alignleft size-full wp-image-12395" src="http://www.mezzocielo.it/wp-content/uploads/2012/05/Immagine-26.png" alt="" width="225" height="180" /></a><a href="http://www.mezzocielo.it/wp-content/uploads/2012/05/Immagine-37.png#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed"><img class="alignright size-full wp-image-12397" src="http://www.mezzocielo.it/wp-content/uploads/2012/05/Immagine-37.png" alt="" width="184" height="180" /></a>Anche quest’anno è sceso il sipario sul Cibus, Salone Internazionale dell’Alimentazione, a Parma da ben 16 edizioni. Ed anche questa volta, le presenze di rilievo hanno contribuito a rendere la Fiera appetibile, più di quanto non lo fosse già. I Ministri delle Politiche Agricole e dello Sviluppo Economico, Mario Catania e Corrado Passera, non si saranno certo annoiati, curiosando negli stand delle 2.300 aziende espositrici. Così come il nuovo Presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, avrà ben potuto tirare un respiro di sollievo, a proposito dei dati statistici del settore dolciario, relativi al 2011 ed elaborati per l’Associazione delle Industrie del Dolce e della Pasta Italiane. Nello scenario economico di un Paese in ginocchio, sapere che i dolci hanno alimentato un export del +4,6 % in volume e del +8,2 % in valore, può servire, infatti, ad addolcire la pillola.</p>
<p>All’interno del padiglione numero sei, “a sud” della fiera, visto che i padiglioni sono sette, la Sicilia, con i suoi Assessorati Regionali all’Agricoltura ed alle Attività produttive e <a href="http://www.mezzocielo.it/wp-content/uploads/2012/05/Immagine-54.png#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed"><img class="alignright size-full wp-image-12398" src="http://www.mezzocielo.it/wp-content/uploads/2012/05/Immagine-54.png" alt="" width="183" height="180" /></a>con alcune delle 72 aziende isolane presenti, ha confinato temporaneamente con l’Austria, per <a href="http://www.mezzocielo.it/wp-content/uploads/2012/05/Immagine-8.png#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed"><img class="alignleft size-full wp-image-12396" src="http://www.mezzocielo.it/wp-content/uploads/2012/05/Immagine-8.png" alt="" width="224" height="180" /></a>un miracolo della geografia enogastronomica. A rappresentare il settore agroalimentare siciliano, anche tre Camere di Commercio, cinque Consorzi ed una Provincia Regionale, a sostegno dell’eccellenza e della qualità delle produzioni tipiche dell’isola. Miele, olio d’oliva, vino, conserve, cannoli, cassate, torroni e altre leccornie hanno occupato gli spazi espositivi delle aziende, che hanno preso parte alla tre giorni parmense. Per molti produttori, la collanina con il pass e l’indicazione dello stand ha rappresentato quasi la catena dei forzati, prigionieri della fiera dalle 9.00 del mattino alle 6.00 del pomeriggio, no stop. Sui banchi da lavoro, il meglio del meglio, offerto in degustazione al numeroso pubblico ed ai corrispondenti delle testate giornalistiche, nazionali ed internazionali, accreditate. Un cartellino da esibire, con scritto “press”, ed il pranzo, tra un padiglione e l’altro, è assicurato. Chissà, forse i produttori si sentono pressati più dalla possibilità giornalistica di apparire per un giorno che dall’urgenza di conquistare un mercato nuovo. Marketing docet, vendere un prodotto è venderne l’idea di fondo …</p>
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		<title>contro il Muos per un Mediterraneo di pace</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 08:04:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosanna Pirajno</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo scorso 4 aprile ci siamo ritrovati a Comiso, a distanza di trenta anni, per ricordare la straordinaria giornata del 1982 in cui oltre centomila siciliani e tantissime persone giunte da tutta Europa sfilarono per dire no alla costruzione di una base militare, che avrebbe dovuto accogliere 112 missili cruise a testata nucleare: erano parte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mezzocielo.it/wp-content/uploads/2012/05/Nuova-immagine.jpg#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed"><img class="alignleft size-full wp-image-12381" src="http://www.mezzocielo.it/wp-content/uploads/2012/05/Nuova-immagine.jpg" alt="" width="254" height="360" /></a>Lo scorso 4 aprile ci siamo ritrovati a Comiso, a distanza di trenta anni, per ricordare la straordinaria giornata del 1982 in cui oltre centomila siciliani e tantissime persone giunte da tutta Europa sfilarono per dire no alla costruzione di una base militare, che avrebbe dovuto accogliere 112 missili cruise a testata nucleare: erano parte di un poderoso movimento che per un decennio lottò per liberare il mondo dal dominio delle superpotenze di allora, convinto della necessità di un’Europa “senza missili dall’Atlantico agli Urali”.</p>
<p>Nel 1982, alla testa e al fianco delle manifestazioni di Comiso c’era Pio La Torre, che più di ogni altro aveva intuito come la lotta e l’impegno per la pace, contro la militarizzazione della Sicilia, si intrecciavano a doppio filo con un impegno più antico: quello antimafia, per la democrazia e la legalità. Intuizione talmente profonda da armare la mano della mafia che, 26 giorni dopo quella straordinaria giornata, il 30 aprile a Palermo assassinava lui e Rosario Di Salvo. I missili a Comiso indicavano che il nuovo fronte del conflitto si stava spostando nel Mediterraneo. A distanza di 30 anni il Mediterraneo e la Sicilia costituiscono ancora fronte e centro degli interessi di guerra: 30 anni e 19 km. Non più Comiso infatti, ma il territorio di Niscemi e la riserva naturale Sughereta, ospitano l’arma perfetta per i conflitti del 21° secolo: il MUOS, Mobile User Objective System.</p>
<p>Il MUOS di Niscemi è uno dei quatto terminali terrestri, parte di un programma gestito  dal Dipartimento della Difesa Usa: una rete di mega antenne e satelliti per telecomunicazioni veloci. È un sistema per propagare e moltiplicare gli ordini di attacco convenzionale, chimico, batteriologico e nucleare, ad uso esclusivo delle forze armate degli Stati Uniti d’America. Tre terminali sono installati nel sud-ovest dell’Australia, nel sud-est della Virginia, e nelle isole Hawaii. Il quarto ha trovato “ospitalità” nella sughereta di Niscemi, dove sono già state devastate decine di ettari di riserva naturale e dove sono già per essere installate tre grandi antenne paraboliche dal diametro di più di 18 metri e alte quasi 150 metri che guideranno, con le loro onde elettromagnetiche, missili e aerei senza pilota. Gli studiosi non allineati con il pensiero unico dominante ne denunciano il pesante impatto sull’ambiente, sulla salute delle persone, sul traffico aereo e hanno già definito il MUOS un pericolosissimo maxi forno a microonde.</p>
<p>E così, a distanza di 30 anni le riflessioni e le azioni di Pio La Torre, le ansie e le preoccupazioni che esprimeva, trovano sponda in un composito movimento formato soprattutto da giovani e giovanissimi, da associazioni e singoli cittadini, che rifiutano l’idea di Sicilia come portaerei e avamposto armato nel Mediterraneo, e lavorano perché la nostra isola sia piattaforma di pace e dialogo, terra capace di valorizzare le proprie risorse naturali e culturali e perché il Mediterraneo sia quel mare di pace sognato e rivendicato da chi si mobilitava in quei giorni del 1982.</p>
<p><a href="http://www.mezzocielo.it/wp-content/uploads/2012/05/Immagine-10.png#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed"><img class="alignleft size-full wp-image-12384" src="http://www.mezzocielo.it/wp-content/uploads/2012/05/Immagine-10.png" alt="" width="246" height="180" /></a>Il 19 maggio saremo quindi a Vittoria per ribadire il nostro NO al MUOS e per sostenere concretamente l’impegno dei movimenti che fino a ora hanno denunciato quanto accade a Niscemi in una sorta di silenzio generale, e che cercano di informare e attirare l’attenzione delle cittadine e dei cittadini, delle istituzioni, dei media.</p>
<p>Ritroviamoci a Vittoria, con lo stesso spirito del 4 aprile a Comiso, per:</p>
<p>•	riaffermare un impegno e una volontà di pace;</p>
<p>•	superare le ipocrisie di chi da una parte dice di voler sostenere l’ansia di libertà dei popoli arabi e che poi in realtà utilizza le bombe anche contro civili inermi per assicurarsi il controllo delle fonti di approvvigionamento energetico;</p>
<p>•	denunciare la continua militarizzazione del nostro territorio (da Trapani a Lampedusa, da Sigonella a Niscemi, attraverso i Global Hawk &#8211; aerei senza pilota &#8211; e il MUOS), lo sfruttamento e la distruzione del mare, delle coste, del territorio;</p>
<p>•	sconfiggere chi pensa al Mediterraneo solamente come ad un unico immenso mercato, dentro il quale solo le merci hanno diritto a muoversi e chi ha voluto blindare le nostre frontiere, trasformando porzioni della nostra isola in lager dove tenere reclusi, privi di ogni diritto, migliaia di persone;</p>
<p>•	sostenere in maniera attiva i processi di democratizzazione nell’area mediterranea;</p>
<p>•	promuovere una comunità mediterranea dei diritti, per uscire insieme dalla crisi economica e sociale;</p>
<p>•	rilanciare l’impegno contro le mafie, per la democrazia e la libertà.</p>
<p>Promuovono: Arci, Auser, Banca Etica, Cepes, Cgil, Libera, Il Clandestino, Rete Degli Studenti Medi</p>
<p>Fino ad oggi hanno aderito : Comitati No Muos di Niscemi, Modica, Vittoria, Chiaramonte, Caltagirone &#8220;OndEvitare&#8221;, I Siciliani giovani, Ass. Lababel, Terre Libere, La Fabbrica Collettivo, Campagna per la smilitarizzazione di Sigonella, Rifondazione Comunista Sicilia, Sinistra Ecologia e Libertà – Sicilia, Federazione della Sinistra Sicilia, Partito Comunista del Lavoratori – Ragusa, Mezzocielo &#8211; Palermo, &#8230;</p>
<p>Adesioni individuali: sen. Fabio Giambrone, segretario IDV Sicilia, Riccardo Orioles, giornalista, …</p>
<p>per adesioni inviare una mail a : vittoria19maggio@gmail.com</p>
<p>pagina fb: Contro il Muos e per un Mediterraneo di pace (http://www.facebook.com/events/391779760866406/)</p>
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		<title>un premio, una medaglia, un riconoscimento, una leggina ancora ad personam</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 08:26:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosanna Pirajno</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mezzocielo.it/wp-content/uploads/2012/05/Immagine-111.png#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed"><img class="alignleft size-full wp-image-12367" src="http://www.mezzocielo.it/wp-content/uploads/2012/05/Immagine-111.png" alt="" width="147" height="180" /></a><a href="http://www.mezzocielo.it/wp-content/uploads/2012/05/Immagine-71.png#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed"><img class="alignright size-full wp-image-12368" src="http://www.mezzocielo.it/wp-content/uploads/2012/05/Immagine-71.png" alt="" width="179" height="180" /></a>Ma cosa gli ha preso, al procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso, che ha proposto di appuntare una medaglia sul petto dell’ex premier Berlusconi, per i meriti del suo passato governo nel contrasto alla mafia? Un deficit di esposizione mediatica, che lo induce alla conquista delle prime pagine con una boutade fra le più incredibili, stile “Ruby è la nipote di Mubarak”? e quindi, meglio ricredersi sullo stantìo “antiberlusconismo” giudicando che sì, vero che B. tramite il suo amico Dell’Utri si era cautelato contro possibili sequestri ingaggiando ad Arcore il boss Mangano, ma che nel ruolo di capo di governo si è distinto in “interventi legislativi  per agevolare il sequestro di beni” ai mafiosi? E che sì, vero che  il “miglior premier degli ultimi centocinquanta anni”, come si è auto definito, ha legiferato in prevalenza per difendersi dai processi che le “toghe rosse” – anche questa sua definizione anzi delegittimazione – gli apparecchiavano per dimostrare, invano, che i cittadini sono tutti uguali di fronte alla legge, ma  che  sul piano legislativo antimafia ha battuto tutti e con largo anticipo sulle vendette mafiose, per via del suo ministro Lunardi che “con la mafia bisogna convivere”, altro che confiscargli i beni?</p>
<p><a href="http://www.mezzocielo.it/wp-content/uploads/2012/05/lettering2.png#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed"><img class="alignleft size-full wp-image-12370" src="http://www.mezzocielo.it/wp-content/uploads/2012/05/lettering2.png" alt="" width="143" height="189" /></a><a href="http://www.mezzocielo.it/wp-content/uploads/2012/05/Immagine-62.png#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed"><img class="alignright size-full wp-image-12372" src="http://www.mezzocielo.it/wp-content/uploads/2012/05/Immagine-62.png" alt="" width="180" height="180" /></a>E questa medaglia, è da appuntargliela sul petto in fuori magari nel ventennale della strage di Capaci, giusto per pareggiare il conto in sospeso con l’eroe Mangano che mutu si stetti sinu alla morti? E tutto il resto, i “consigli” di non pagare le tasse “se giudicate ingiuste” o di evadere “se la pressione fiscale è eccessiva”,  per non parlare delle sanatorie sia edilizie che fiscali che hanno messo nell’angolo il rispetto delle regole, o del rientro “in Italia di capitali mafiosi nascosti all&#8217;estero e della mancata introduzione di norme in grado di colpire le alleanze nell&#8217;ombra tra politici e boss&#8221;, come denuncia il segretario generale di Magistratura Democratica, Morosini, e  la mancata lotta alla corruzione, cioè “i terreni su cui attualmente si stanno rafforzando ed espandendo i clan”, tutto questo non conta niente per  l’immaginifico procuratore Grasso?</p>
<p>A meno che non abbia usato un tono ironico che nessuno ha afferrato, davvero non si capisce il senso di queste parole, davvero si profila un “mondo alla rovescia” ma senza il sense of humour che l’arte &#8211; per consolarci? – ci regala (vedi le istallazioni dell’artista Urs Fischer in mostra a Venezia), davvero c&#8217;è un ribaltamento di valori che dobbiamo – e questa ne è la conferma – al ventennio berlusconiano che ha distillato e istillato “disvalori” come fossero pregi.</p>
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		<title>aggiornamenti da Panormuck</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 07:59:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosanna Pirajno</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mezzocielo.it/wp-content/uploads/2012/05/pa1.png#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed"><img class="alignleft size-full wp-image-12358" src="http://www.mezzocielo.it/wp-content/uploads/2012/05/pa1.png" alt="" width="274" height="180" /></a>Sembra che la storia del tunnel per l’accelerazione dei neutrini che arrivava fino al Gran Sasso, rilanciata dall’allora Ministro per l’Istruzione, l’Università e la Ricerca Maria Stella Gemini, non fosse proprio una bufala. Il tunnel esiste veramente e se a sud arriva fino al Gran Sasso, al Nord  arriva fino a Panormuck. Per studiare gli strani fenomeni di trasporto dell’energia correlati alle elezioni del nuovo Governatore, la task force internazionale di scienziati che si è già occupata degli inspiegabili incendi di Canneto, in provincia di Messina, in Sicilia, si è trasferita qui a Panormuck. Pare, infatti che, benché non ci fosse nessun apparentamento né dichiarato né supposto, Hirondell abbia preso delle grandissime sberle ma il mal di testa sia venuto a Lombardon. Altro fenomeno piuttosto inspiegabile riguarda Kostass che, avendo dietro la tribù più potente dell’isola, quella guidata a livello locale dal Maligno Wikkykè e a livello nazionale da Rabitt Alphanon, si dichiara contento di aver raggiunto un misero 10% quando il suo predecessore dopo i primi 5 anni di festini e sfracelli aveva raggiunto il 52.</p>
<p><a href="http://www.mezzocielo.it/wp-content/uploads/2012/05/pa5.png#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed"><img class="alignleft size-full wp-image-12359" src="http://www.mezzocielo.it/wp-content/uploads/2012/05/pa5.png" alt="" width="276" height="180" /></a>Il fatto che Hirondell non abbia preso bene il risultato di questa prima tornata e abbia definito il vincitore Horlandon “un cialtrone”, sembra invece non avere niente a che vedere con l’accelerazione dei neutrini ma la dice lunga sullo spessore morale e sull’educazione dello stesso.   Detto questo, vorrei approfittare per fare le mie scuse alla popolazione di Panormuck che nel precedente post ho definito “festaiola e gozzovigliatrice”. Evidentemente stanchi della “malura” provocata dai dieci anni  di governo dell’inetto Kubalybr, hanno approfittato della situazione facendosi trascinare nel vortice delle feste, degli aperitivi a sbafo e delle serate danzanti ma in realtà, al momento dell’azione ha preferito dare un segnale univoco di rottura con tutto quello che ha rappresentato e rappresenta l’establishment e il recente governo del regno. E non si deve pensare che questo sia dovuto semplicemente al carisma e al prestigio personale del vecchio Horlandon, da un’attenta analisi del voto si scopre, infatti, che uno sconosciuto Ricky Crickett della tribù dei five stars ha preso più del doppio dei voti di Monastir, che aveva avuto l’ardire di candidarsi a Sindaco e che poi si era schierata nel blindatissimo esercito del Feroce Kracolick. Si vede che un po’ dello spirito dei “Vespri di Panormuck”, la famosa rivolta che portò alla liberazione di Panormuck  dall’occupazione dei Francesi, ancora aleggia sulla città.</p>
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		<title>Evviva: una donna ambientalista,  Giusi Nicolini,  eletta sindaca di Lampedusa</title>
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		<pubDate>Sun, 13 May 2012 10:21:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simona Mafai</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="//606E33F2-67EA-4D43-B414-F3991614CA5A/application.pdf" alt="" /><span style="font-family: Helvetica;line-height: normal">Giusi Nicolini, direttrice della riserva nturale di Lampedusa, è stata eletta sindaca della cittadina,  con il 26% dei voti. Dopo aver dichiarato di non ignorare certamente i grandi problemi delle isole di Lampedusa (e Linosa)- dal maiuscolo problema della immigrazione, al turismo, ai piani urbanistici, ecc.  ha detto: “C’è bisogno di sensibilizzar tutte le istituzioni affinché possano essere presi provvedimenti importanti, ma c’è anche bisogno di molta professionalità e dedizione nell’amministrare la cosa pubblica”. Professionalità e dedizione che a Giusi Nicolini non mancano. La abbracciamo con ammirazione e fiducia. </span></p>
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		<title>Oltre cento donne deputate in Algeria</title>
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		<pubDate>Sun, 13 May 2012 10:17:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simona Mafai</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;font: 12.0px Helvetica">Quasi in silenzio (per quanto riguarda la nostra stampa)  si sono tenute le elezioni politiche in Algeria, per il nuovo Parlamento. E, con sorpresa, sono risultate elette 108 donne – presenti in tutti e tre i principali schieramenti: l’FLN , l’RND ed i partiti islamici. Costituiscono il 30% del Parlamento. E’ la cifra più alta di donne parlamentari di tutti i paesi arabi, ed anche di molti paesi europei. Noi siamo contente, anche se ciò non vuol dire che in Algeria le cose andranno bene per tutti e  per tutte. L’astensione elettorale, derivante da rassegnazione e sfiducia nei possibili cambiamenti (una faccia della tradizione culturale islamica) è  stata  molto elevata, ma minore rispetto alle elezioni precedenti. Non ci resta che fare alle neo-elette una montagna di auguri, sperando che possano attraversare il mare!</p>
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		<title>una città da risanare</title>
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		<pubDate>Sat, 12 May 2012 08:56:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosanna Pirajno</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mezzocielo.it/wp-content/uploads/2012/05/munniz.png#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed"><img class="alignleft size-full wp-image-12343" src="http://www.mezzocielo.it/wp-content/uploads/2012/05/munniz.png" alt="" width="247" height="180" /></a><a href="http://www.mezzocielo.it/wp-content/uploads/2012/05/scopino.png#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed"><img class="alignright size-full wp-image-12344" src="http://www.mezzocielo.it/wp-content/uploads/2012/05/scopino.png" alt="" width="248" height="180" /></a>Avevamo detto di stare alla finestra in attesa del ballottaggio per l’elezione del sindaco. Ma ogni ipotesi di accordi e patteggiamenti più o meno palesi, dopo il 6 e 7 maggio, è andata a farsi benedire. Il risultato della prima tornata consegna ad Orlando una percentuale di voti a prova di rischio. Quindi possiamo chiudere la finestra e tenerci per noi tutta quanta una serie di considerazioni che, sin dal “gioco” delle primarie, ci ha lasciato perplessi e delusi.</p>
<p>Leoluca Orlando che dopo anni, trascorsi a fare politica in altri luoghi e con altri ruoli, si riprende la poltrona di primo cittadino, ci ha ricordato con martellante pubblicità che “il sindaco lo sa fare”. Non ci resta che sperarlo, poiché oggi  occorre  avere autentica voglia di risanare,  per quel che è possibile, questa città, di dare nuovo senso alla sua storia. Nella panoramica, la più varia forse, dell’elettorato del 47,33% di sostegno, vi sono molti cittadini semplici e onesti che guarderanno con attenzione all’opera che Orlando si prefigge. Non ci si attende miracoli e non è più tempo di “primavere”. Ma che si spazzi via ogni tempesta invernale, certamente sì. Chi affronta un arduo compito e ha mostrato di volerlo fare, sa che, nel bene e nel male, Palermo può, in ogni momento, diventare una città sveglia e cosciente.</p>
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		<title>Gli infedeli: non si gioca con gli stereotipi senza il coraggio di andare fino in fondo.</title>
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		<pubDate>Sat, 12 May 2012 06:28:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefania Savoia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Michel Hazanavicus e Jean Dujardin si affrettano a cogliere il successo di “The Artist”, da loro rispettivamente diretto e interpretato, con un altro film, stavolta alludendo alla commedia italiana a episodi. Il risultato di quest&#8217;operazione commerciale è “Gli infedeli”, un film a otto episodi su storie di infedeltà maschile nella borghesia della Francia moderna, diretto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Michel Hazanavicus e Jean Dujardin si affrettano a cogliere il successo di “The Artist”, da loro rispettivamente diretto e interpretato, con un altro film, stavolta alludendo alla commedia italiana a episodi. Il risultato di quest&#8217;operazione commerciale è “Gli infedeli”, un film a otto episodi su storie di infedeltà maschile nella borghesia della Francia moderna, diretto da sei registi e una regista francesi: Emmanuelle Bercot, Fred Cavayé, Alexandre Courtes, Jean Dujardin, Michel Hazanavicius, Eric Lartigau, Gilles Lellouche.</p>
<p>Senza soffermarsi troppo sui singoli episodi, la visione del mondo proposta dalla pellicola francese è, non troppo celatamente, falsata e stereotipata.</p>
<p>Le donne? O giovani vogliose e disponibili o isteriche e apatiche mogli frigide.</p>
<p>Gli uomini? Ricchi e fascinosi signori di mezza età, goliardici e arrapati.</p>
<p>I rapporti di coppia? Le donne isteriche a casa con i bambini, gli uomini a caccia di bombe sexy.</p>
<p>La società sullo sfondo di questa che dovrebbe essere una commedia parodistica della tipica famiglia borghese occidentale? Manco a dirlo, stereotipata. I protagonisti sono ricchi e girano per strada in Suv e cabriolet. Della crisi economica ce ne viene dispensato solamente un accenno “pro forma” in una battuta del fitto dialogo tra i due uomini durante il “Prologo”, il primo episodio: “Le metto più corna dalla crisi economica, sarà la povertà?”.</p>
<p>Nel complesso si tratta di un film superficiale, sessista e cristallizzato in stereotipi. Niente moralismi o condanne etiche, queste caratteristiche vanno anche bene in un film d&#8217;evasione. O meglio, andrebbero bene, se solo il film fosse onesto fino in fondo, puntando schiettamente su toni smaliziati e provocatori e dissacrando temi controversi come il ruolo della donna o la condizione della famiglia borghese moderna. Infatti, se la struttura episodica ricorda quella de “I Nuovi mostri”, diretto dai maestri Risi, Monicelli e Scola, la timida satira de “Gli infedeli” non ricorda certamente quella caustica e sfacciata della storica pellicola della commedia italiana. Nella pellicola francese il <em>politically correct</em> fa capolino di tanto in tanto per non fare indispettire nessuno: ed è così che in alcuni episodi figurano mogli mature e comprensive, o psicologhe <em>sui generis</em> che aiutano gli uomini a guarire dalla malattia dell&#8217;infedeltà.</p>
<p>“Gli infedeli” è dunque una pellicola stilisticamente confusa, che, se proprio volesse giocare sulla goliardia maschile zeppa di luoghi comuni, lo dovrebbe fare fino in fondo, senza cercare di salvare capra e cavoli inserendo tra i vari episodi qualche donna che tiene alta la bandiera di genere senza accorgersi che in realtà è un altro panno sporco da lavare (o meglio, che lei dovrà lavare) in famiglia.</p>
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		<title>on y change, en France, et chez nous?</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 08:49:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosanna Pirajno</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Durante uno degli ultimi comizi, Hollande ha gridato alla folla: «Io amo più la gente che il denaro». Lo ha accolto un’ovazione. Se al suo posto ci fosse stato Strauss Kahn, nessuno gli avrebbe creduto dato l’accumulo di ricchezze e di fasti della sua vita. Cito Strauss Kahn perché sarebbe stato lui il candidato che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mezzocielo.it/wp-content/uploads/2012/05/Immagine-18.png#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed"><img class="alignleft size-full wp-image-12332" src="http://www.mezzocielo.it/wp-content/uploads/2012/05/Immagine-18.png" alt="" width="267" height="180" /></a><a href="http://www.mezzocielo.it/wp-content/uploads/2012/05/Immagine-53.png#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed"><img class="alignright size-full wp-image-12333" src="http://www.mezzocielo.it/wp-content/uploads/2012/05/Immagine-53.png" alt="" width="259" height="180" /></a>Durante uno degli ultimi comizi, Hollande ha gridato alla folla: «Io amo più la gente che il denaro». Lo ha accolto un’ovazione. Se al suo posto ci fosse stato Strauss Kahn, nessuno gli avrebbe creduto dato l’accumulo di ricchezze e di fasti della sua vita. Cito Strauss Kahn perché sarebbe stato lui il candidato che avrebbe lottato contro Sarkozy, se non fosse stato travolto dagli scandali sessuali. Ma dato che i francesi sono meno teneri di noi davanti a pochard e burlesque, odiavano già le maratone del sesso di Berlusconi, personaggio non gradito, fu inevitabile ripiegare sulla candidatura Hollande, ex compagno di Segolene Royale da cui ha avuto quattro figli, fino ad ora considerato uno stimabile funzionario di partito, un ottimo seguace di Mitterand ma privo della sua creatività. Dopo la fine del rapporto con Segolene, Hollande, quasi uscisse da un cono d’ombra, ha cominciato a farsi notare diversamente: più fluido nel parlare, più deciso nelle idee, fa coppia con la giornalista Valérie Trierweiler, donna bella ed elegante ma soprattutto competente e disinvolta, la quale può  dare ai francesi un’idea differente  della  femminilità proposta da Carla Bruni, ingessata dal bon ton. E’ importante rimarcare le diversità di scelte e di modi di vivere, perché sia la destra di Sarkozy sia quella italiana di Berlusconi, negli ultimi anni, hanno cercato di unire le loro ideologie con quella della sinistra in unico pensiero legato dal mercato, dalle esigenze dell’acquisto, dall’approvazione delle imprese, sperando che questa manipolazione fosse rassicurante per la gente.</p>
<p><a href="http://www.mezzocielo.it/wp-content/uploads/2012/05/Immagine-42.png#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed"><img class="alignleft size-full wp-image-12334" src="http://www.mezzocielo.it/wp-content/uploads/2012/05/Immagine-42.png" alt="" width="265" height="180" /></a><a href="http://www.mezzocielo.it/wp-content/uploads/2012/05/Immagine-36.png#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed"><img class="alignright size-full wp-image-12335" src="http://www.mezzocielo.it/wp-content/uploads/2012/05/Immagine-36.png" alt="" width="260" height="180" /></a>Che la gente non vi abbia creduto, abbiamo lampanti prove. D’altra parte Hollande, la cui voce, i gesti e le idee, nell’andare avanti nella corsa alla presidenza, diventavano sempre più sicuri, ha impostato la sua campagna non solo sul cambiamento, ormai inevitabile dato lo stato dell’economia, ma anche su scelte di vita. Subito dopo la sua precedente elezione, Sarkozy raccomandò “Austerità!” e partì sul panfilo del miliardario Bollore, con a seguito la modella famosa  che poi avrebbe sposato all’Eliseo. La sera della sua elezione, Hollande ha camminato per la strada fino alla sede del suo ufficio elettorale tenendo sottobraccio la sua sorridente giornalista che nessuno pensa sposerà, come non ha mai sposato Segolene malgrado i quattro figli avuti. Sarkò, durante la campagna elettorale, ha assicurato che avrebbe fatto tagli seri agli sprechi, ma lui non ha mai rinunziato a presentarsi a qualunque appuntamento in una macchina extra lusso, ben diversa dall’utilitaria di Hollande. Non ho niente contro macchine super dotate, ma in momenti difficili tutto acquista un suo significato, non si può dare alla gente un doppio messaggio. Hollande ha preferito uno stile di vita che rispecchiasse le sue idee e un sorriso sempre rassicurante.</p>
<p>Non sarà una via facile quella che dovrà confermarlo nella stima dei francesi. Perché se Sarkozy era ormai identificato come il presidente dei ricchi, le facce che aspettavano Hollande in piazza simboleggiavano un mondo variegato e diverso. Erano i volti dei giovani della banlieue, dei pied-noirs figli degli emigrati, erano quelle di una coloratissima moltitudine gay che spera nel matrimonio, quella di tanta gente che crede nella patrimoniale e  tanta altra ancora  che  crede nella sua promessa di assumere sessantamila professori nelle scuole pubbliche. La situazione è di attesa, ma anche di speranza. La prima cosa che i francesi vogliono è che sparisca il populismo di Sarkozy,  così come noi italiani vorremmo avvenisse con i residui del populismo berlusconiano. Se guardiamo lo scenario europeo con la Grecia  battuta dai venti di bufera, con Italia, da  nord a sud,  in preda ad incerte vittorie e ancor più incerte sconfitte,  con  la Germania improvvisamente imperiosa ma insicura, l’unica cosa che ci gratifica è l’elezione di Hollande, che ha gridato ai suoi elettori «on y change!».</p>
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		<title>to Rome, with love &#8230; and irony</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 08:32:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosanna Pirajno</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mezzocielo.it/wp-content/uploads/2012/05/Immagine-25.png#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed"><img class="alignleft size-full wp-image-12321" src="http://www.mezzocielo.it/wp-content/uploads/2012/05/Immagine-25.png" alt="" width="268" height="180" /></a>Mancava solo il calcio, nella lista dei luoghi comuni che aleggiano sugli italiani da parte dell’opinione pubblica internazionale, poi il resto c’era tutto: il traffico, le indicazioni stradali, il vaticano, il cinema, l’opera, le escort, le interviste televisive al cosiddetto uomo della strada, perfino i rischi della passionalità e i furti. Tutto vero, insomma, o verosimile, anche a carico degli americani e al loro modo romanticamente pragmatico di vedere l’Italia tra entusiasmi e pregiudizi, ma questo collage di dejavu è condito da tale raffinata ironia da rasentare la genialità. Nel film di Woody Allen tutto è banale e grottesco contemporaneamente, le vite dei personaggi a volte si intrecciano e a volte no, vengono solo mostrate in parallelo in un caleidoscopio di situazioni che possono accadere dovunque nel secondo millennio e che “miracolosamente” nel film capitano a Roma, città eternamente affascinante, capace di rigenerarsi grazie alla forza della sua bellezza vitale.</p>
<p>La malinconia di Melpomene evocata dal “fantasma” dell’architetto Isaac Davies, aggiunge agli episodi un tocco di ironico disincanto tipico della città eterna, tratto colto da Allen forse per caso, che spiega la scelta della location aldilà del suo non malcelato proposito di “batter cassa” con la “grancassa”. Ho sentito molti pareri sfavorevoli sul film e mi chiedo se ci siamo così disabituati all’ironia, qui in Italia, da non essere più capaci di ridere degli altri e di noi stessi. L’aspetto positivo, per una volta, è che il degrado descritto colpisce sia il Nord (la coppia di Pordenone) che il Centro-Sud (gli ambienti  di potere della Capitale e la stampa), e questa volta gli italiani che hanno per anni applaudito la  retriva satira regionalista di Zelig, si indignano tutti.</p>
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