<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>mezzocielo</title>
	<atom:link href="http://www.mezzocielo.it/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.mezzocielo.it</link>
	<description>quotidiano di cultura, politica e ambiente</description>
	<lastBuildDate>Sun, 05 Sep 2010 15:39:32 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9.1</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>SARAH PALIN, FEMMINISTA … MA DI DESTRA</title>
		<link>http://www.mezzocielo.it/2010/09/sarah-palin-femminista-%e2%80%a6-ma-di-destra/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed</link>
		<comments>http://www.mezzocielo.it/2010/09/sarah-palin-femminista-%e2%80%a6-ma-di-destra/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 05 Sep 2010 15:39:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simona Mafai</dc:creator>
				<category><![CDATA[Donne che fanno]]></category>
		<category><![CDATA[Alaska]]></category>
		<category><![CDATA[femminismo]]></category>
		<category><![CDATA[Mama Grizzly]]></category>
		<category><![CDATA[Mezzocielo]]></category>
		<category><![CDATA[mezzocielo.it]]></category>
		<category><![CDATA[Sarah Palin]]></category>
		<category><![CDATA[Tea party]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mezzocielo.it/?p=2776</guid>
		<description><![CDATA[
Fece indubbiamente scalpore, due anni fa, la scelta dei Repubblicani USA di candidare, come vice-presidente a fianco a Mc Cain, Sarah Palin, quarantenne governatrice dell’Alaska, che si qualificò come “un alce col rossetto”. (Pare infatti che ai cosmetici tenga molto, così come all’abbigliamento – per le cui voci avrebbe speso, durante la campagna elettorale per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--StartFragment--></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-top: 0cm;margin-right: 1.0cm;margin-bottom: .0001pt;margin-left: 31.2pt"><span style="font-size: 14.0pt">Fece indubbiamente scalpore, due anni fa,<span> </span>la scelta dei Repubblicani USA di candidare, come vice-presidente a fianco a Mc Cain, Sarah Palin, quarantenne governatrice dell’Alaska, che si qualificò come “un alce col rossetto”.<span> </span>(Pare infatti che ai cosmetici tenga molto, così come all’abbigliamento – per le cui voci avrebbe speso, durante la campagna elettorale per le Presidenziali, cifre inenarrabili). Ma dopo la sconfitta delle elezioni,<span> </span>mentre Mc Cain praticamente si è ritirato,<span> </span>Sarah Palin – sua candidata “vice” mancata &#8211; ha continuato ed esteso <span> </span>una propria campagna mediatico-politica: è<span> </span>divenuta collaboratrice fissa del canale televisivo di destra <em>Fox News; <span> </span></em>sostiene una rete di gruppi femminili chiamati <em>Mama Grizzly </em>(mamme Grizzly), che proclamano di volersi riprendere l’America con soluzioni improntate al <em>buon senso (</em> le donne ritornino a far le madri ed a curare il loro sex-appeal); innalza la bandiera di un <em>femminismo </em>distorto e conservatore.<span> </span>I cosiddetti <em>Tea party</em> sembrano essere le nuove originali forme organizzative per una estesa mobilitazione anti-Obama, che ha avuto un culmine nella manifestazione tenuta a fine agosto a Washington, in occasione del 47° anniversario della famosa marcia di Martin Luther King . Come pare essersi appropriata della parola <em>femminista,</em> volgendola a destra – così tenta di leggere con occhiali conservatori il grande movimento per i diritti civili e l’uguaglianza dei popoli<span> </span>rappresentato da M.L.K. (<em>“I have a dream”). </em></span></p>
<p><!--EndFragment--></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mezzocielo.it/2010/09/sarah-palin-femminista-%e2%80%a6-ma-di-destra/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Sakineh, Sakineh, Sakineh, Sakineh! Tutte le donne d’Italia sono al suo fianco…</title>
		<link>http://www.mezzocielo.it/2010/09/sakineh-sakineh-sakineh-sakineh-tutte-le-donne-d%e2%80%99italia-sono-al-suo-fianco%e2%80%a6/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed</link>
		<comments>http://www.mezzocielo.it/2010/09/sakineh-sakineh-sakineh-sakineh-tutte-le-donne-d%e2%80%99italia-sono-al-suo-fianco%e2%80%a6/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 05 Sep 2010 15:31:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simona Mafai</dc:creator>
				<category><![CDATA[Donne che fanno]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[lapidazione]]></category>
		<category><![CDATA[Mezzocielo]]></category>
		<category><![CDATA[mezzocielo.it]]></category>
		<category><![CDATA[Sakineh]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mezzocielo.it/?p=2774</guid>
		<description><![CDATA[
….e chiedono all’Iran e ai suoi Tribunali di cancellare la condanna a morte inflitta alla donna (per lapidazione) e di liberarla. Numerosissime le iniziative prese a tal fine in Italia e nel mondo da donne, intellettuali, personalità governative, autorità religiose. Uniamo la nostra voce alla richiesta planetaria di clemenza e giustizia. 

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--StartFragment--></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-top: 0cm;margin-right: 1.0cm;margin-bottom: .0001pt;margin-left: 1.0cm"><span style="font-size: 14.0pt">….e chiedono all’Iran e ai suoi Tribunali di cancellare la condanna a morte inflitta alla donna (per lapidazione) e di liberarla. Numerosissime le iniziative prese a tal fine in Italia<span> </span>e nel mondo da donne, intellettuali, personalità governative, autorità religiose. Uniamo la nostra voce alla richiesta planetaria di clemenza e giustizia.<span> </span></span></p>
<p><!--EndFragment--></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mezzocielo.it/2010/09/sakineh-sakineh-sakineh-sakineh-tutte-le-donne-d%e2%80%99italia-sono-al-suo-fianco%e2%80%a6/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Le madri di Srebrenica cacciano  dalla città l&#8217;ex-comandante delle forze ONU in Bosnia</title>
		<link>http://www.mezzocielo.it/2010/09/le-madri-di-srebrenica-cacciano-dalla-citta-lex-comandante-delle-forze-onu-in-bosnia/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed</link>
		<comments>http://www.mezzocielo.it/2010/09/le-madri-di-srebrenica-cacciano-dalla-citta-lex-comandante-delle-forze-onu-in-bosnia/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 05 Sep 2010 15:25:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simona Mafai</dc:creator>
				<category><![CDATA[Donne che fanno]]></category>
		<category><![CDATA[caschi blù]]></category>
		<category><![CDATA[generale Morillon]]></category>
		<category><![CDATA[Madri di Srebrenica]]></category>
		<category><![CDATA[Mezzocielo]]></category>
		<category><![CDATA[mezzocielo.it]]></category>
		<category><![CDATA[ONU]]></category>
		<category><![CDATA[Srebrenica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mezzocielo.it/?p=2772</guid>
		<description><![CDATA[
Haditza Mehmedovic, Presidente dell’associazione Madri di Srebrenica, ha dichiarato: “Philippe Morillon non ha diritto di entrare nel cimitero dove i nostri figli sono stati sepolti”. A Srebrenica, durante la guerra civile della ex-Jugoslavia, i musulmani della città avevano chiesto protezione all’ONU, che aveva in loco una postazione di caschi-blù. Ma questi non intervennero quando le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--StartFragment--></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-top: 0cm;margin-right: 1.0cm;margin-bottom: .0001pt;margin-left: 1.0cm">Haditza Mehmedovic,<span> </span>Presidente dell’associazione <em>Madri di Srebrenica, </em>ha dichiarato: “Philippe Morillon non ha diritto di entrare nel cimitero dove i nostri figli sono stati sepolti”.<span> </span>A Srebrenica, durante la guerra civile della ex-Jugoslavia, i musulmani della<span> </span>città avevano chiesto protezione all’ONU, che aveva in loco<span> </span>una postazione di caschi-blù. Ma questi non intervennero quando le truppe serbo-bosniache, occupata la città, <span> </span>“rastrellarono” <span> </span>tutti i musulmani maschi: ragazzi, adulti, vecchi, e li<span> </span>portarono al massacro. Furono uccisi circa 8.000 uomini. La strage di Srebrenica resta una delle più spaventose macchie della guerra civile, una pesantissima accusa contro i serbi, e la triste dimostrazione della impotenza dell’ONU. <span> </span>Il generale Morillon, che tra il ’92 e il 96 comandava la divisione di caschi blù, e che voleva rendere un qualche omaggio alle migliaia di vittime, rispondendo alle “madri di Srebrenica” ha dichiarato: “Io sento la mia grande responsabilità nell’accaduto, ma ugualmente responsabili sono le Nazioni Unite e l’allora governo di Srebrenica”.</p>
<p><!--EndFragment--></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mezzocielo.it/2010/09/le-madri-di-srebrenica-cacciano-dalla-citta-lex-comandante-delle-forze-onu-in-bosnia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>nel frattempo, muoiono anche le domande</title>
		<link>http://www.mezzocielo.it/2010/09/nel-frattempo-muoiono-anche-le-domande/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed</link>
		<comments>http://www.mezzocielo.it/2010/09/nel-frattempo-muoiono-anche-le-domande/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 17:01:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosanna Pirajno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Punti di vista]]></category>
		<category><![CDATA[assistenza]]></category>
		<category><![CDATA[Mezzocielo]]></category>
		<category><![CDATA[mezzocielo.it]]></category>
		<category><![CDATA[ospedale]]></category>
		<category><![CDATA[parto cesareo]]></category>
		<category><![CDATA[policlinico messina]]></category>
		<category><![CDATA[rissa]]></category>
		<category><![CDATA[rosanna pirajno]]></category>
		<category><![CDATA[rossella caleca]]></category>
		<category><![CDATA[verifica ministeriale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mezzocielo.it/?p=2768</guid>
		<description><![CDATA[Un&#8217;assurda rissa tra medici in sala parto, al Policlinico di Messina. Una donna non potrà più avere figli, un neonato è ricoverato in terapia intensiva. Interviene la Procura, partono avvisi di garanzia. Vengono disposte ispezioni, arrivano provvedimenti disciplinari. Le responsabilità, si spera, verranno accertate.
Nel frattempo, sui media, ci si indigna, si dibatte, si ricordano altri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un&#8217;assurda rissa tra medici in sala parto, al Policlinico di Messina. Una donna non potrà più avere figli, un neonato è ricoverato in terapia intensiva. Interviene la Procura, partono avvisi di garanzia. Vengono disposte ispezioni, arrivano provvedimenti disciplinari. Le responsabilità, si spera, verranno accertate.</p>
<p>Nel frattempo, sui media, ci si indigna, si dibatte, si ricordano altri casi, altre storie di ordinaria follia. Si accusa il solito devastante intreccio di scarsità di risorse e mancato rispetto delle regole. Si conviene che occorre monitorare la qualità dell&#8217;assistenza alla nascita, si invocano verifiche. Si scopre che in Sicilia i parti cesarei sono più della metà del totale. Non si scopre che nella nostra Regione la percentuale delle donne che muoiono di parto è la più alta di Italia.</p>
<p>Si fanno domande, si sollecitano risposte.</p>
<p>In ogni caso, fra tre giorni tutto questo non farà più notizia. Non lasciamo che si spengano le luci e con esse l&#8217;indignazione. Continuiamo a parlarne, almeno qui.</p>
<p><em>(ruspa in un agrumeto, c&#8217;entra qualcosa? ditemi cosa&#8230;)</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mezzocielo.it/2010/09/nel-frattempo-muoiono-anche-le-domande/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>17 e 18 settembre, Palermo: con Emma Dante e la Società Italiana delle letterate</title>
		<link>http://www.mezzocielo.it/2010/09/17-e-18-settembre-palermo-con-emma-dante-e-la-societa-italiana-delle-letterate/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed</link>
		<comments>http://www.mezzocielo.it/2010/09/17-e-18-settembre-palermo-con-emma-dante-e-la-societa-italiana-delle-letterate/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 21:55:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simona Mafai</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Emma Dante]]></category>
		<category><![CDATA[La Vicaria]]></category>
		<category><![CDATA[Mezzocielo]]></category>
		<category><![CDATA[mezzocielo.it]]></category>
		<category><![CDATA[Società italina delle Lettrate]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mezzocielo.it/?p=2765</guid>
		<description><![CDATA[
Una iniziativa eccezionale promossa a Palermo dalla Società Italiana delle Letterate (S.I.L.)
* venerdì 17, ore 17.30, sala Lanza, Orto Botanico – Assemblea dibattito per conoscere la S.I.L., le sue attività e i suoi fini, introdotta da Bia Sarasini* * sabato 18, ore 17.30, laboratorio teatrale “La Vicaria”, via Polito 5/c &#8211;  Emma Dante terrà una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--StartFragment--></p>
<p class="MsoNormal">Una iniziativa eccezionale promossa a Palermo dalla Società Italiana delle Letterate<span> </span>(S.I.L.)</p>
<p class="MsoNormal">* venerdì 17, ore 17.30, sala Lanza, Orto Botanico – Assemblea dibattito per conoscere la S.I.L., le sue attività e i suoi fini, introdotta da Bia Sarasini* * sabato 18, ore 17.30,<span> </span>laboratorio teatrale “<em>La Vicaria”, </em>via Polito 5/c &#8211; <span> </span>Emma Dante terrà una “<em>lectio magistralis</em>” sul suo lavoro. Seguirà un suo spettacolo.</p>
<p class="MsoNormal">Per la partecipazione ad ambedue le iniziative versare una quota di €20. Per partecipare <em>anche</em> alle cene conclusive (venerdì sera, ore 20.30, una grigliata da ‘zzo Aldo”, in via Torremuzza; <span> </span>sabato sera, ore 22, <span> </span>al Kursaal Kalhesa),<span> quota complessiva </span>€70; per una cena sola, quota complessiva  €.45</p>
<p class="MsoNormal">I versamenti vanno fatti al C/C 92624006, intestato a Società italiana delle letterate. Info: pinamandolfo@virgilio.it //3397202945</p>
<p><!--EndFragment--></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mezzocielo.it/2010/09/17-e-18-settembre-palermo-con-emma-dante-e-la-societa-italiana-delle-letterate/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>ma come un&#8217;aquila può diventare aquilone</title>
		<link>http://www.mezzocielo.it/2010/09/ma-come-unaquila-puo-diventare-aquilone/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed</link>
		<comments>http://www.mezzocielo.it/2010/09/ma-come-unaquila-puo-diventare-aquilone/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 10:37:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosanna Pirajno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Punti di vista]]></category>
		<category><![CDATA[aquiloni]]></category>
		<category><![CDATA[berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[centro commerciale]]></category>
		<category><![CDATA[denunce]]></category>
		<category><![CDATA[impotenza]]></category>
		<category><![CDATA[L'Aquila]]></category>
		<category><![CDATA[lucio battisti]]></category>
		<category><![CDATA[Mezzocielo]]></category>
		<category><![CDATA[mezzocielo.it]]></category>
		<category><![CDATA[new town]]></category>
		<category><![CDATA[ricordi]]></category>
		<category><![CDATA[ricostruzione]]></category>
		<category><![CDATA[rosanna pirajno]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[terremoto]]></category>
		<category><![CDATA[transenne]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mezzocielo.it/?p=2760</guid>
		<description><![CDATA[Vacanza a L’Aquila. Ne ho fatte tante qui, conosco bene la zona. Conoscevo bene la città. Prima del terremoto. L&#8217;ho visto in tv, il terremoto. L&#8217;ho vissuto attraverso amici e parenti e attraverso loro ho vissuto l&#8217;emergenza, i campi. Ho perso un familiare, vittima indiretta del crollo dell&#8217;ospedale. Ho visto il film Draquila. Le persone [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vacanza a L’Aquila. Ne ho fatte tante qui, conosco bene la zona. Conoscevo bene la città. Prima del terremoto. L&#8217;ho visto in tv, il terremoto. L&#8217;ho vissuto attraverso amici e parenti e attraverso loro ho vissuto l&#8217;emergenza, i campi. Ho perso un familiare, vittima indiretta del crollo dell&#8217;ospedale. Ho visto il film Draquila. Le persone che conosco sono le più fortunate: non vivevano in città, hanno le case intatte e, almeno per ora non hanno problemi di lavoro. Non conosco chi ha avuto la casa distrutta, chi ha perso genitori o figli, chi vive sulla costa e chi non ha più lavoro. Ma i bambini ed i ragazzi mi parlano dei loro amici e compagni che non ci  sono più, morti o lontani sulla costa, delle scuole prefabbricate e la mancanza di spazi in cui giocare e di attività che li allontanino dalla televisione. E gli anziani stanno a casa, quelli che ce l&#8217;hanno, gli altri semplicemente non si vedono. E L&#8217;Aquila?</p>
<p>Mezzogiorno. Attraversando la città percorrendo il corso principale (l’unica strada percorribile liberamente) mi vengono in mente ricordi, sensazioni, voci, idee, volti, parole &#8230;Non ci sono macerie per strada. I palazzi, antichi e non, sono messi “in sicurezza” con sistemi all’avanguardia, un mare di soldi speso per mettere in sicurezza edifici per i quali non si prevede nemmeno il tempo e la reale possibilità di restauro, edifici comunque inagibili e su strade permanentemente chiuse al transito. Edifici caduti, edifici sequestrati dalla magistratura. Le transenne che impediscono l’accesso alle vie limitrofe, sostanzialmente a tutto il centro storico al di fuori del corso, ogni accesso sorvegliato dai soldati; le transenne sono decorate da chiavi, foto dei luoghi prima del terremoto, ricordi, invocazioni d’aiuto, denunce, grida di dolore, grida d’impotenza &#8230; urla del silenzio.</p>
<p>Silenzio assordante, non c&#8217;è un&#8217;anima viva. I negozi semidistrutti hanno ancora i cartelli del giorno del terremoto La via dei cento passi: così è chiamato un tratto del corso. C&#8217;erano negozi, ristoranti, uffici, bar &#8230; gente, giovani che, a tutte le ore del giorno e della notte,  animavano strade e piazze.I turisti vanno a fotografare il corso e la piazza centrale, sbirciano nelle stradine laterali sperando di vedere un po&#8217; di macerie, ma sono accuratamente nascoste&#8230;; le macchinette scattano nella piazza del Duomo, la piazza del mercato del mattino, cuore della città. Facciate imbracate, facciate come quinte teatrali: dietro il nulla. Sul corso ci sono persino due bar ed un’edicola aperti! Si fanno fotografie con lo sfondo di questa Pompei il cui cuore batte ancora in un corpo in coma che sembra irreversibile.</p>
<p>Centro Commerciale “L&#8217;Aquilone”, alcuni chilometri fuori città, un centro commerciale uguale a tanti altri altrove. E&#8217; stato il primo grande esercizio commerciale a riaprire dopo il terremoto. Oggi, a qualsiasi ora di qualsiasi giorno della settimana c&#8217;è gente di tutte le età che si incontra per una passeggiata, per andar per negozi, per prendere un gelato, bere qualcosa. La nuova piazza. Il nuovo punto di incontro. Ma non è L&#8217;Aquila. L&#8217;agorà, il cuore della comunità: fast food e macchinette, esposizione di infissi e gelaterie, giochi per bambini, negozi. «Ci vediamo all&#8217;Aquilone», prima ci si dava appuntamento a Piazza Duomo.Fuori, le case che non sono state danneggiate. E a un passo ci sono le new town (perché poi devono avere un nome inglese?), allora qualcuno le chiama “le case di Berlusconi”: agglomerati di palazzine su palafitte o moduli ad un piano costruiti su terreni agricoli o boscati. Pare che il Comune non sappia come gestire i servizi a rete per insediamenti disseminati in un territorio così vasto, così lontano dal centro e senza soldi da spendere.</p>
<p>Lavori in corso nelle campagne intorno a L&#8217;Aquila. C&#8217;è un grande movimento di operai e camion: si costruiscono nuove strade di collegamento. E rotonde. E&#8217; impressionante la quantità di rotonde che si stanno costruendo «La città delle 99 chiese sta diventando la città delle 99 rotonde» dicono con sarcasmo amaro gli aquilani. E colpisce, in un territorio così ferito, dove le imprese chiudono e licenziano, il sorgere di capannoni industriali e strutture per centri commerciali. E tanti soldi spesi in rotonde fatte a tempo di record con le autorizzazioni della protezione civile.</p>
<p>E la città è chiusa. E la gente è disorientata. I punti di riferimento della comunità non ci sono più. E l&#8217;impressione è che nessuno voglia ripristinarli. Non si sa da dove cominciare e intanto si ascoltano le voci di tanti….«I bambini dormono con la luce accesa», «Mio figlio disegna sempre case crollate e il nonno morto», «Della mia classe quelli che si iscriveranno all’Università dell’Aquila sono solo due, gli altri andranno tutti fuori», «Noi anziani soli, non abbiamo niente da fare. Non si può sempre leggere e guardare televisione! Ho passato molti pomeriggi invernali a guardare fuori dalla finestra: almeno vedevo passare le macchine! Ma ora quella casa di legno mi ostruisce la vista &#8230;.», «Ho pagato tasse per 30 anni: l’elemosina me la sono fatta da solo», «Qualche professore dell&#8217;Università se ne sta andando. Se muore l&#8217;Università è la fine».</p>
<p>Dopo un breve soggiorno si torna a casa, ma ci si porta dietro un senso di vuoto, di impotenza, di rabbia e di tristezza, la voglia di lottare e ricominciare che luoghi e persone trasmettono. E vengono in mente, e nel cuore, le parole di una vecchia canzone di Lucio Battisti che, casualmente, si intitola <em>L&#8217;aquila</em></p>
<p><em>ma come un’aquila puo’</em></p>
<p><em>diventare aquilone</em></p>
<p><em>che sia legata oppure no</em></p>
<p><em>non sarà mai di cartone no</em></p>
<p><em>cosa son io non so</em></p>
<p><em>ma un’auto che va</em></p>
<p><em>basta già a farmi chiedere se io vivo*</em></p>
<p><em>* Lucio Battisti, L’aquila - Album: Il mio canto libero (1972)</em></p>
<p><em>(albero mangia aquiloni, ricordando Charlie Brown)</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mezzocielo.it/2010/09/ma-come-unaquila-puo-diventare-aquilone/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>c&#8217;era una volta il circo&#8230;</title>
		<link>http://www.mezzocielo.it/2010/09/cera-una-volta-il-circo/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed</link>
		<comments>http://www.mezzocielo.it/2010/09/cera-una-volta-il-circo/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 10:03:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosanna Pirajno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Punti di vista]]></category>
		<category><![CDATA[aborto]]></category>
		<category><![CDATA[amazzoni]]></category>
		<category><![CDATA[berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[commerci]]></category>
		<category><![CDATA[corteo]]></category>
		<category><![CDATA[elefante]]></category>
		<category><![CDATA[gay]]></category>
		<category><![CDATA[gheddafi]]></category>
		<category><![CDATA[intrallazzi]]></category>
		<category><![CDATA[Mezzocielo]]></category>
		<category><![CDATA[mezzocielo.it]]></category>
		<category><![CDATA[pagliacci]]></category>
		<category><![CDATA[pagliacciata]]></category>
		<category><![CDATA[rosanna pirajno]]></category>
		<category><![CDATA[silvana fernandez]]></category>
		<category><![CDATA[Vaticano]]></category>
		<category><![CDATA[veline]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mezzocielo.it/?p=2756</guid>
		<description><![CDATA[Apriva il corteo un elefante, la proboscide al vento, gli occhi sacrificati da un triangolino luccicante gli rendevano incerto il passo e l’umore, ogni tanto barriva, dietro di lui alcune  amazzoni a cavallo mimavano, solo con gesti, galoppi  sfrenati. Chiudeva il tutto un personaggio sui trampoli vestito da generale: cento stellette sulla sua [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Apriva il corteo un elefante, la proboscide al vento, gli occhi sacrificati da un triangolino luccicante gli rendevano incerto il passo e l’umore, ogni tanto barriva, dietro di lui alcune  amazzoni a cavallo mimavano, solo con gesti, galoppi  sfrenati. Chiudeva il tutto un personaggio sui trampoli vestito da generale: cento stellette sulla sua giacca generosamente cosparsa di medaglie, in mano un fucile, dalla cui canna, ogni tanto, uscivano fiori di cartapesta! No, no, vi rassicuro non voglio descrivere il corteo con cui Gheddafi si è mosso per Roma, malgrado le somiglianze, quello che racconto è solo il ricordo della sfilata con cui il circo Togni annunziava il suo arrivo nelle strade principali di Palermo quando io ero ragazzina e il traffico permetteva simili cose. Fra tutti i preferiti dai bambini  erano i pagliacci dal naso rosso che promettevano, dai loro megafoni, un divertimento assolutamente gioioso che a me, però, per quel tanto di fatica che traspariva dai loro gesti sempre uguali e dai sorrisi stereotipati, davano un senso di vaga malinconia. Niente di paragonabile dunque con l’arrivo del libico dittatore che promette affari futuri e immediate risate. No, malinconie e sensazioni delicate non sono cose attribuibili a Gheddafi. Le amazzoni con tuta mimetica dai vari colori e tacchi a spillo, i cavalli berberi e la tenda verde, dotata anche di una Jacuzzi, sono  fondali da operetta e sono sempre gli stessi, non varrebbe neanche la pena parlarne. Forse basterebbe unirsi alle risate che sarcastiche che infiorano tutti i giornali soprattutto quelli esteri.</p>
<p>Non servono pagliacci a una simile situazione, già di per sé una pagliacciata. Poi però ti rendi conto che qualche parola devi pur dirla, almeno per sottolineare  come questa classe di potere continui ad avere, per capro espiatorio e vessillo, il disprezzo della donna. Non importa se la maschera del potente è quella  di un uomo dai capelli trapiantati e spazzolati con lucido da scarpe o quella di un truce guerriero arabo che ricorda solo il lavoro dell’imbalsamatore, l’importante è fare sapere a tutti che, tramite agenzia e compenso di 80 euro,  si sia di nuovo approfittato della povertà di mente o di fatto  di alcune ragazze riunendole tutte insieme, quasi fossero un gregge di pecore, per illuminarle sulla bellezza di essere musulmane e  proporre una conversione di massa.  Ma come mai non si sono scandalizzati il Papa o Bagnasco che sono sempre pronti, dall’alba al tramonto, a scandalizzarsi per l’aborto ed i gay anche quando il discorso verte su altro? Dove sono Calderoli e Bossi che non sopportano neanche la vista di un musulmano che prega e pretendono per questo truppe speciali? Sì, qualche parolina di biasimo si è detta ma poi la speranza di nuovi commerci e intrallazzi attira tutti e, insomma, se Berlusconi ha creato una società di letterine, veline, velone perché mai dobbiamo vietare a Gheddafi che dice di portare con sé incenso, oro e mirra di creare le sue Gheddafine?</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mezzocielo.it/2010/09/cera-una-volta-il-circo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>cose da uomini (di stato)</title>
		<link>http://www.mezzocielo.it/2010/08/cose-da-uomini-di-stato/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed</link>
		<comments>http://www.mezzocielo.it/2010/08/cose-da-uomini-di-stato/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 23:17:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosanna Pirajno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Punti di vista]]></category>
		<category><![CDATA[berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[cheddafi]]></category>
		<category><![CDATA[conversione]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[culto]]></category>
		<category><![CDATA[dittatore]]></category>
		<category><![CDATA[fanatismo]]></category>
		<category><![CDATA[fatwa]]></category>
		<category><![CDATA[fede]]></category>
		<category><![CDATA[irshad manji]]></category>
		<category><![CDATA[islam]]></category>
		<category><![CDATA[maiale]]></category>
		<category><![CDATA[mezzocielo.it]]></category>
		<category><![CDATA[monica lanfranco]]></category>
		<category><![CDATA[musulmano]]></category>
		<category><![CDATA[occidente]]></category>
		<category><![CDATA[religione]]></category>
		<category><![CDATA[rosanna pirajno]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mezzocielo.it/?p=2753</guid>
		<description><![CDATA[Può un governo ospitare in modo faraonico e circense il capo di un paese musulmano dove l’islam è religione di stato, e contemporaneamente osteggiare la realizzazione di luoghi di culto sul suo territorio per chi crede in questa fede? E’ possibile che in questo stesso governo che ingaggia centinaia di giovani donne per allietare l’autorevole [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Può un governo ospitare in modo faraonico e circense il capo di un paese musulmano dove l’islam è religione di stato, e contemporaneamente osteggiare la realizzazione di luoghi di culto sul suo territorio per chi crede in questa fede? E’ possibile che in questo stesso governo che ingaggia centinaia di giovani donne per allietare l’autorevole ospite straniero, in modo che questi abbia la possibilità di invocarne la conversione (con un effetto comico straordinario, dato che le hostess oggi prezzolate per ricevere con deferenza il sacro libro del Corano domani saranno a qualche festa assai meno religiosa) ci siano personaggi che a intervalli regolari insultano persone credenti che vengono da paesi musulmani, e che istigano i loro scherani a gettare urina di maiale sui terreni dove dovrebbero sorgere le moschee?</p>
<p>Certo che è possibile, quando a capo di questo governo c’è un uomo come Silvio Berlusconi, e che l’Italia è ormai da anni, nella comunità internazionale, nota assai più per le bravate goliardiche e da postribolo del suo premier piuttosto che per le riforme sociali e le soluzioni ad una crisi economica che sta impoverendo fette sempre più grandi di popolazione.</p>
<p>Mentre alcune donne stanno per essere lapidate per adulterio nell’Iran del dittatore Ahmadinejad, qui da noi va in scena lo spettacolo testosteronico di un analogo dittatore che straparla nel nome della religione islamica e che ha in comune con il nostro premier il culto virile della propria personalità e la retorica istrionica di un mediocre capo clan.</p>
<p>Anche se non serve consigliare qualcosa di colto e intelligente a chi è del tutto impermeabile allo spirito critico e al pensiero, sarebbe utile, a Gheddafi come a Berlusconi e ai molti leghisti di governo e di lotta, la lettura del libro di una giovane intellettuale e attivista musulmana per i diritti umani. Lei si chiama Irshad Manji e nel 2004 dette alle stampe un testo dirompente, <em>The trouble with</em> Islam tradotto in quasi tutte le lingue e diventato un manifesto politico per le masse giovanili progressiste nel mondo musulmano, il cui titolo in italiano suona come una domanda molto, ma molto pertinente: Quando abbiamo smesso di pensare?</p>
<p>Irshad Manji si rivolge direttamente alle sue «sorelle e fratelli musulmani» scrivendo una lunga e accorata lettera nella quale invita donne e uomini nel mondo islamico, credenti e non, ad assumersi la responsabilità di evolvere culturalmente e politicamente, rifiutando le derive fondamentaliste e dittatoriali di alcuni paesi a maggioranza musulmana.</p>
<p>Credente islamica, lesbica e femminista dichiarata, Manji spiazzò il mondo scrivendo che erano i fanatici islamisti che la volevano morta perchè lesbica ad essere contro Allah, e non certo lei, creatura di Dio.</p>
<p>«I musulmani devono stare più attenti alla passività, -scrive-. A causa della nostra smisurata dipendenza da Dio troppo spesso finiamo infatti per sminuire il valore della iniziativa personale. Inshallah, sospiriamo. A Dio piacendo. No. A noi piacendo. Dio è più grande, più grande delle sue creature, ma questo non significa che non contiamo. Nel lungo viaggio verso la giustizia dobbiamo dimostrarci collaboratori attivi del Signore. Io accetto di non poter essere una narcisista spirituale, ma lo stesso vale forse per coloro che lanciano le loro fatwa contro la ragione? E per quelli di noi che li assecondano? Riusciremo a vincere la superstizione che ci impedisce di mettere in discussione il Corano, chiedendo apertamente da dove vengono i suoi versi, perché sono contraddittori e come è possibile interpretarli diversamente, per scrollarci di dosso tutti i nostri rituali e a far scoccare la scintilla della immaginazione per liberare i musulmani del mondo dalla paura, dalla fame e dall&#8217;ignoranza? All&#8217;Occidente devo la mia determinazione a contribuire alla riforma dell&#8217;Islam. In tutta onestà, sorelle e fratelli musulmani, all&#8217;Occidente dovete anche la vostra».</p>
<p>Questa intellettuale, impegnata da anni dopo il successo planetario del libro a costruire libertà e cultura tra i giovani di fede islamica, è una delle voci più importanti che arrivano dal mondo musulmano, e la sua domanda su dove sia andato a finire il pensiero è così universale da poter essere girata anche ad altri, in particolare ai credenti al governo di casa nostra.</p>
<p>Certo, per lei non si dovrebbero ingaggiare né centinaia di hostess né scenografie da Cinecittà, perchè la sua intelligenza e il suo impegno sono ambiti impossibili anche solo da concepire per il nostro premier e il suo amico libico, avezzi solo a maneggiare merci e a ragionare in termini esclusivi di immagine e di tornaconto. Archivieremo anche questa ulteriore brutta pagina, ma fino a quando dovremo subire queste umiliazioni da parte di chi sta al governo di un paese civile e democratico?</p>
<p><em>(la tenda beduina a villa Pamphili, nella visita precedente)</em></p>
<p>&#8211;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mezzocielo.it/2010/08/cose-da-uomini-di-stato/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Quando la rabbia prende (e non dovrebbe)</title>
		<link>http://www.mezzocielo.it/2010/08/quando-la-rabbia-prende-e-non-dovrebbe/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed</link>
		<comments>http://www.mezzocielo.it/2010/08/quando-la-rabbia-prende-e-non-dovrebbe/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 11:50:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefania Savoia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Liberissime]]></category>
		<category><![CDATA[messina]]></category>
		<category><![CDATA[mezzocielo.it]]></category>
		<category><![CDATA[ostetricia]]></category>
		<category><![CDATA[rabbia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mezzocielo.it/?p=2751</guid>
		<description><![CDATA[

 
Si sa che la rabbia è un sentimento che ci fa perdere il controllo, è un sentimento non facilmente domabile. Si conosce bene la teoria del contare fino a 10, 100 o 1000, quando c’è qualcosa che fa arrabbiare, quando si sente la bestia rossa e nera, il moto che viene dal centro della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><br />
</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Si sa che la rabbia è un sentimento che ci fa perdere il controllo, è un sentimento non facilmente domabile. Si conosce bene la teoria del contare fino a 10, 100 o 1000, quando c’è qualcosa che fa arrabbiare, quando si sente la bestia rossa e nera, il moto che viene dal centro della pancia, quel centro dove è concentrata tutta la nostra energia e che in un baleno diventa l’apice di un’energia nera.</p>
<p>In quel momento allora sì che si dovrebbe contare anche fino a 10000, se c’è bisogno o non avendo troppo tempo bisognerebbe domare la bestia, chiedersi se vale veramente la pena di perdere il controllo, se i motivi per perderla sono importanti, dare uno sguardo oggettivo distante che farebbe sicuramente calmare.</p>
<p>Poi se i motivi sono fondamentalmente d’orgoglio, di avere semplicemente ragione in una disputa mentre accanto c’è una paziente gravida in brutte condizioni con un grosso rischio per se stessa e per la vita che porta in grembo, allora là veramente sarebbe necessario valutare.</p>
<p>Valutare in maniera responsabile, se vale veramente la pena di arrabbiarsi e di perdere il controllo uscendo dalla sala con del sangue nelle mani che non è quello dei pazienti ma è quello di una scazzottata per chi avesse ragione.</p>
<p>E’ quello che è accaduto pochi giorni fa a Messina a due medici con una paziente in sala parto che subito dopo il parto ha avuto un’emorragia ed è stata operata per l’asportazione dell’utero e il cui piccolo è andato due volte in arresto cardiaco e di cui si deve ancora valutare lo stato mentale.</p>
<p>Il prof. Granese, direttore dell&#8217;unità operativa di ostetricia e ginecologia del Policlinico di Messina, ha detto con leggerezza “Litigi ne avvengono spesso, tra i due c&#8217;era qualche ruggine, ma non doveva succedere in quel momento&#8221;. No, decisamente non dovrebbe succedere mai quando sono coinvolte le vite di altre persone.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mezzocielo.it/2010/08/quando-la-rabbia-prende-e-non-dovrebbe/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>parliamo di donne, per (ri)cominciare</title>
		<link>http://www.mezzocielo.it/2010/08/parliamo-di-donne-per-ricominciare/#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed</link>
		<comments>http://www.mezzocielo.it/2010/08/parliamo-di-donne-per-ricominciare/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 30 Aug 2010 11:01:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosanna Pirajno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Punti di vista]]></category>
		<category><![CDATA[amicizia]]></category>
		<category><![CDATA[avallone]]></category>
		<category><![CDATA[carriera]]></category>
		<category><![CDATA[donne doubleface]]></category>
		<category><![CDATA[isola]]></category>
		<category><![CDATA[Mezzocielo]]></category>
		<category><![CDATA[mezzocielo.it]]></category>
		<category><![CDATA[romanzo]]></category>
		<category><![CDATA[rosanna pirajno]]></category>
		<category><![CDATA[terragni]]></category>
		<category><![CDATA[tv]]></category>
		<category><![CDATA[veline]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mezzocielo.it/?p=2687</guid>
		<description><![CDATA[Non ero in un’isola, ma era come se lo fossi. Un paesino alle porte di San Vito Lo Capo, perché la chiavetta che anch’io mi ero portata diligentemente appresso per «non perdere i contatti», non ne voleva sapere di collegarsi, anche se il computer è di ultima generazione. Avrei voluto parlare di tre episodi che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non ero in un’isola, ma era come se lo fossi. Un paesino alle porte di San Vito Lo Capo, perché la chiavetta che anch’io mi ero portata diligentemente appresso per «non perdere i contatti», non ne voleva sapere di collegarsi, anche se il computer è di ultima generazione. Avrei voluto parlare di tre episodi che mi sono capitati, e che mi hanno fatto riflettere, aventi lo stesso soggetto: donne giovani(ssime).  Ve ne parlo ora.</p>
<p>1°- Le prime tre giovanissime le ho incontrate leggendo Acciaio della Avallone. E’ venuta a presentare il suo libro a due passi da dove stavo io. Dico tre perché le altre due, che hanno tredici e quattordici anni, sono le protagoniste del suo romanzo. Lei credo ne abbia 26. Il libro è potente e ascoltandola mi è venuto il dubbio che una 26enne possa avere una maturità tale da scrivere in quel modo sulle fabbriche d’acciaio e sulla classe operaia, e che invito tutte/i a leggere. Come dire, non mi è sembrata tutta farina del suo sacco, ma questo non ha alcuna importanza, perché certamente del suo sacco era la forza, la grinta che, durante l’intervista, da lei sprigionava, rispetto al suo stare al mondo da donna, che ha ricevuto la sua forza da un’altra donna, la madre, come lei stessa ha detto. La stessa grinta e forza che sprigiona dalle due giovanissime protagoniste del romanzo. La storia di una fortissima amicizia, che sconfina da parte di una delle due – Francesca – nell’amore, che alla fine vincerà su tutto, a scapito e “a prescindere” dalla presenza dei ragazzi maschi, fratelli, amici, semplici conoscenti o amanti che siano. A sostenerle, nel bene e nel male, le madri. I padri, se presenti, insulsi o violenti. La storia dell’amicizia, dice la Avallone, è autobiografica.</p>
<p>2°- Le altre sei giovanissime le ho incontrate ad un a festa nella piazzetta davanti la chiesa (orrenda!) dello stesso paesino, con dolci di ricotta, vino e liscio, nel mezzo della quale il conduttore annuncia uno spettacolo di danza di un gruppo di ragazzi del luogo.  Invece sono sei ragazzine tra i 13 e i 15 anni che si esibiscono in diverse performance. E’ vero. Imitavano lo stile e le mosse delle veline, come mi faceva immancabilmente notare la mia amica Daniela, ma la grinta e la voglia di essere protagoniste, di esserci in quel momento, offuscava e sminuiva ai miei occhi la verità delle sue parole. Come dire, con la mente avrei dovuto indignarmi e dire: sono tutte uguali ste’ ragazzine, tutte veline vogliono diventare, non c’è speranza, la tivvu di berlusconi le rende schiave, etc, etc. Invece, a vederle ballare, chi più brava, chi meno, il mio stato d’animo era diverso. Sprigionavano tanta di quella grinta, riempivano così tanto col loro corpo la scena, che me ne sono tornata a casa più ottimista e leggera, malgrado i cannoli.</p>
<p>3°- L’ultima l’ho incontrata al ristorante. Entra una coppia. Lei, forse 25 anni, è vestita come una velina di striscia la notizia, con un fiore rosso tra i capelli cortissimi, come il vestito, anche questo rosso fuoco, tacchi vertiginosi, bellissima. Commento con la persona che è seduta al tavolo con me: ma l’hai vista quella? Lui risponde: la conosco, adesso te la presento. Mi dice che è biologa, che fa un lavoro di alta responsabilità, e che è una delle più brave nel suo posto di lavoro. Me la presenta, parliamo. Aveva perfettamente ragione. Una giovane donna brillante, in carriera. L’altro che gli sta accanto è il marito, ingegnere informatico nella stessa azienda. Dire che l’apparenza inganna è troppo banale. Allora mi torna in mente la definizione che di queste giovani donne fece una giornalista, Marina Terragni: donne doubleface, con la mente di un uomo in uno splendido corpo da donna. Il mio ottimismo, in fatto di nuove generazioni di donne, cresce.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mezzocielo.it/2010/08/parliamo-di-donne-per-ricominciare/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
