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	<title>mezzocielo &#187; Donne che fanno</title>
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	<description>quotidiano di cultura, politica e ambiente</description>
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		<title>Evghenija Cirikova, ambientalista russa lotta per salvare il bosco e per cambiare il governo</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 17:21:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simona Mafai</dc:creator>
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		<category><![CDATA[ambientalismo]]></category>
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		<description><![CDATA[Evghenija Cirikova, 35 anni,  è l’ambientalista russa che si batte per la difesa del bosco di Khimki, alla periferia di Mosca. Vive a pochi passi dal bosco dove  betulle, pioppi, acacie, vengono abbattuti per fare spazio ad un raddoppio autostradale.  Mamma di due bambine, non ha mai fatto politica, è un&#8217;attivista per caso. E&#8217; una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;font: 12.0px Helvetica">Evghenija Cirikova, 35 anni,  è l’ambientalista russa che si batte per la difesa del bosco di Khimki, alla periferia di Mosca. Vive a pochi passi dal bosco dove  betulle, pioppi, acacie, vengono abbattuti per fare spazio ad un raddoppio autostradale.  Mamma di due bambine, non ha mai fatto politica, è un&#8217;attivista per caso. E&#8217; una cittadina che ha iniziato mobilitando un piccolo gruppo di amici e mamme per protestare contro il cantiere e i lavori di abbattimento degli alberi. Ha fermato i bulldozer con  il proprio corpo. Da quel momento ha cominciato a parlare della causa del bosco sul palco di tutte le manifestazioni di protesta contro il governo russo. Ha fondato una radio ecologista in onda sul web, riuscendo a mobilitare un corteo che ha marciato pochi giorni fa fino alla sede del governo. E’ andata a vivere in un furgone nel bosco per organizzare un presidio fisso che non permette di allargare il disboscamento. Continua a ricevere generose offerte – una casa più grande, denaro, … &#8211; insieme a minacce per fermare la sua protesta. Ma Evghenija resiste e dichiara  “se prendi coscienza dei tuoi diritti, vuoi andare fino in fondo, vuoi semplicemente essere libero. Ecco perché vado in piazza a parlare del bosco, ma anche a chiedere elezioni libere. Basta con questo potere incontrollato e famelico&#8221;.</p>
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		<title>Caterina Chinnici un esempio di stile</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 09:08:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simona Mafai</dc:creator>
				<category><![CDATA[Donne che fanno]]></category>
		<category><![CDATA[caterina chinnici]]></category>
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		<category><![CDATA[raffaele lombardo]]></category>
		<category><![CDATA[Rita Borsellino]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella  baraonda in cui si sta svolgendo la  pre/campagna elettorale per il Comune di Palermo,  risuona, civile e delicata,  la voce di Caterina Chinnici, assessore regionale, proposta da Lombardo, presidente della Regione,  come candidata Sindaco per il MPA e relativi alleati. Dopo qualche giorno di riflessione, Caterina ha rifiutato la candidatura.  Ha confermato la sua volontà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;font: 12.0px Helvetica">Nella  baraonda in cui si sta svolgendo la  pre/campagna elettorale per il Comune di Palermo,  risuona, civile e delicata,  la voce di Caterina Chinnici, assessore regionale, proposta da Lombardo, presidente della Regione,  come candidata Sindaco per il MPA e relativi alleati. Dopo qualche giorno di riflessione, Caterina ha rifiutato la candidatura.  Ha confermato la sua volontà di lavorare come assessore regionale, prevalentemente tecnico;   di mantenere tempi e spazi di vita per occuparsi della propria famiglia; ed ha concluso:  “ non mi interessa essere inghiottita dalla campagna di fango che accompagna le candidature”- esprimendo così un giudizio chiaro (non tecnico, ma politico!) sul clima che sta caratterizzando la campagna elettorale nella capitale della Sicilia. Elemento non esplicitato, ma certamente presente: contrapporre la candidatura di Caterina Chinnici (figlia del giudice Chinnici assassinato dalla mafia) alla candidatura già certa e confermata di Rita Borsellino (sorella del giudice Paolo) avrebbe finito per trasformare la campagna elettorale in una sfida all’interno del mondo dell’antimafia. Un ulteriore degrado del clima politico palermitano. Cara Caterina: possiamo dirti grazie?</p>
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		<title>Paola Severino Di Benedetto,  Ministra della Giustizia, sobria ed efficiente.</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 13:48:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simona Mafai</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Ministero della giustizia]]></category>
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		<description><![CDATA[Il nuovo Ministro della Giustizia ha tenuto a fine gennaio davanti al Parlamento una relazione lineare e determinata, affrontando con chiarezza i molteplici temi del risanamento del sistema giudiziario italiano, bloccato dall’abnorme durata dei processi, dall’insostenibile sovraffollamento delle carceri, dal “diabolico collegamento tra l’evasione fiscale e la criminalità organizzata.” Consigliamo vivamente (a chi può)di leggere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;font: 12.0px Helvetica">Il nuovo Ministro della Giustizia ha tenuto a fine gennaio davanti al Parlamento una relazione lineare e determinata, affrontando con chiarezza i molteplici temi del risanamento del sistema giudiziario italiano, bloccato dall’abnorme durata dei processi, dall’insostenibile sovraffollamento delle carceri, dal “diabolico collegamento tra l’evasione fiscale e la criminalità organizzata.” Consigliamo vivamente (a chi può)di leggere la relazione integrale (pubblicata su vari siti web), ed intanto ne riportiamo  alcune cifre ed affermazioni.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;font: 12.0px Helvetica">•<span> </span>Cause arretrate da smaltire: 9 milioni; * Durata media dei processi: 7 anni e 5 mesi per il civile; 4 anni e 9 mesi per il penale; * Carcerati in attesa di giudizio. 28.000 (pari al 42% della popolazione carceraria).</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;font: 12.0px Helvetica">•<span> </span>Impegni presi (tra gli altri!) :  migliorare da subito la realtà delle carceri, raggiungendo il giusto equilibrio tra l’aspetto afflittivo e l’aspetto rieducativo della detenzione; combattere tutte le forme di illecita sottrazione di denaro al circuito della legalità, “che si collegano diabolicamente tra loro creando un canale sotterraneo  che va dall’evasione fiscale, alla corruzione, al riciclaggio, alla criminalità organizzata”.</p>
<div></div>
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		<title>Evelina, Gaia, Cecilia (con  Massimo e Fabrizio)  creano un nuovo spazio culturale</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 13:53:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simona Mafai</dc:creator>
				<category><![CDATA[Donne che fanno]]></category>
		<category><![CDATA[centri culturali alternativi]]></category>
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		<description><![CDATA[Si chiama “Artificio” ed è stato inaugurato a Roma, a due passi dal Tevere. L’atrio di accoglinza è a livello di strada, e nel semi-interrato ove si scende, ecco alcuni locali ben attrezzati, utilizzabili  come piccolo teatro, sala espositiva, angolo ristoro. Nella sala più grande un&#8217;installazione a forma di antica cabina armadio permette le entrate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;font: 12.0px Helvetica">Si chiama “Artificio” ed è stato inaugurato a Roma, a due passi dal Tevere. L’atrio di accoglinza è a livello di strada, e nel semi-interrato ove si scende, ecco alcuni locali ben attrezzati, utilizzabili  come piccolo teatro, sala espositiva, angolo ristoro. Nella sala più grande un&#8217;installazione a forma di antica cabina armadio permette le entrate e le uscite di scena durante le rappresentazioni. La “fame (di spazio) aguzza l&#8217;ingegno&#8221;:  così le tre donne (due sorelle ed un&#8217;amica), appassionate di teatro ed arte, dopo aver faticosamente recuperato e restaurato i locali,  hanno promosso corsi di scrittura creativa,  presentazioni di libri ancora &#8220;nel cassetto&#8221;, mostre di giovani artisti  e maestri conclamati, letture di testi di scrittori famosi o non. Due delle fondarici sono attrici e recitano, mentre la sorella di una delle due si occupa dell&#8217;ufficio stampa, compila le tessere dell&#8217;associazione, ecc. I compagni di vita svolgono vari ruoli dall&#8217;amministrativo all&#8217;artistico passando dall&#8217;uno all&#8217;altro con la massima disinvoltura e disponibilità. L&#8217;ultimo spettacolo intitolato, forse non a caso, &#8220;Tre donne in breve&#8221;  era composto di tre monologhi e così presentato: &#8220;Tre squarci di vita. Tre volti fra le infinite sfaccettature della donna. Senza concessioni, senza appello, ma non senza credere che vedere, affrontare, conoscere sia la strada per creare il futuro&#8221;. Un futuro, tra diversi linguaggi artistici e culturali,  che auguriamo lungo e positivo per i 3+2: Evelina, Gaia, Cecilia,  e i due soci maschi Massimo e Fabrizio.</p>
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		<title>“SE NON ORA QUANDO” CHIEDE UN INCONTRO CON  MONTI</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Jan 2012 11:54:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simona Mafai</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La rete di donne che si ritrova nella sigla SNOQ,  ha chiesto un incontro urgente con il Presidente del Consiglio per esporre le richieste elaborate dal movimento “. Ribadito che “nuova dignità nazionale delle donne italiane” significa “opportunità e libertà di lavoro, di scelta della maternità, e di presenza nei luoghi delle decisioni politiche, economiche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;font: 12.0px Helvetica">La rete di donne che si ritrova nella sigla SNOQ,  ha chiesto un incontro urgente con il Presidente del Consiglio per esporre le richieste elaborate dal movimento “. Ribadito che “nuova dignità nazionale delle donne italiane” significa “opportunità e libertà di lavoro, di scelta della maternità, e di presenza nei luoghi delle decisioni politiche, economiche e sociali”, si chiede anche  “sviluppo dei servizi alle persone e un welfare adeguato alle esigenze delle donne”, e si afferma:  “Non ci sarà cambiamento e sviluppo senza le donne”. Analoghe richieste d’incontro e confronto sono state inviate ai segretari dei sindacati, delle associazioni di categoria (anche Confindustria), e dei partiti.</p>
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		<title>VI RICORDATE LE CALZE OMSA?  LE OPERAIE TUTTE A SPASSO!</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Jan 2012 11:51:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simona Mafai</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I gestori dello storico marchio “Omsa/ Golden lady” avevano annunciato, già due anni fa, lo spostamento della produzione di calze da Faenza (nel ravennate)  alla  Serbia. 240 dipendenti  (in stragrande maggioranza  donne) furono messi in cassa integrazione, con scadenza il prossimo 14 marzo. Al di là di molteplici  e diverse dichiarazioni dei proprietari, dei supposti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;font: 12.0px Helvetica">I gestori dello storico marchio “Omsa/ Golden lady” avevano annunciato, già due anni fa, lo spostamento della produzione di calze da Faenza (nel ravennate)  alla  Serbia. 240 dipendenti  (in stragrande maggioranza  donne) furono messi in cassa integrazione, con scadenza il prossimo 14 marzo. Al di là di molteplici  e diverse dichiarazioni dei proprietari, dei supposti subentranti, dei sindacati e del  governo, per ora non si vede luce e lavoratori e lavoratrici (alcuni dei quali operano nella fabbrica da oltre 30 anni) rischiano seriamente di essere lasciati sul lastrico. Poscritto (impertinente): “In questo caso a che serve l’art. 18?”</p>
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		<title>DIVENTARE COMMESSE  (E MANEGGIARE DENARO)  PUO ESSERE UNA RIVOLUZIONE ?</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Jan 2012 11:48:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simona Mafai</dc:creator>
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		<category><![CDATA[abbigliamento femminile o]]></category>
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		<description><![CDATA[Piccoli venti di libertà femminile soffiano anche in Arabia saudita, dove Re Abdullah sta assumendo  progressivamente alcune misure minimali, di riconoscimento della individualità femminile.Tempo fa è stato concesso alle donne il diritto di voto attivo e passivo (nelle future elezioni comunali); è seguita una tolleranza di fatto nei confronti delle donne alla guida di  automobili;  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;font: 12.0px Helvetica">Piccoli venti di libertà femminile soffiano anche in Arabia saudita, dove Re Abdullah sta assumendo  progressivamente alcune misure minimali, di riconoscimento della individualità femminile.Tempo fa è stato concesso alle donne il diritto di voto attivo e passivo (nelle future elezioni comunali); è seguita una tolleranza di fatto nei confronti delle donne alla guida di  automobili;  ad inizio d’anno, la clamorosa (anche se per noi abbastanza ridicola) decisione: i negozi di abbigliamento intimo femminile e le profumerie potranno utilizzare come commesse personale femminile (il che significherà migliaia di posti di lavoro per le donne). In tal modo verrà aggirata anche un’altra proibizione  dettata dagli “ulema”:  quella secondo cui le donne non possono maneggiare denaro! Commentando questi cambiamenti, Renzo Guolo, esperto di cultura islamica ha scritto: “Come spesso accade nel mondo islamico, il corpo femminile  è il sensibilissimo sensore del mutamento politico e culturale di quelle società …Alla primavera araba era seguito un mugugnante inverno dello scontento e la monarchia saudita aveva frenato. Ora il prudente riformatore Abdullah ha deciso di forzare la mano. A costo di entrare in collisione con gli ulema” (Repubblica, 6 gennaio).</p>
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		<title>Sorpresa! Al comune di Palermo  una donna ingegnere capo.</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Jan 2012 08:54:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simona Mafai</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
L&#8217;architetto Valentina Vadalà,  funzionaria del comune di Palermo, è stata nominata CAPO AEREA INFRASTRUTURE (il vecchio ruolo dell’”ingegnere capo”). Tradotto in termini pratici Valentina Vadalà assume la  direzione e il  coordinamento di molti uffici dell’area tecnica del comune: opere pubbliche, edilizia scolastica, espropri, viabilità. Le facciamo i nostri auguri, accompagnati dalla speranza che – pur nei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;font: 12.0px Helvetica">
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;font: 12.0px Helvetica">L&#8217;architetto Valentina Vadalà,  funzionaria del comune di Palermo, è stata nominata CAPO AEREA INFRASTRUTURE (il vecchio ruolo dell’”ingegnere capo”). Tradotto in termini pratici Valentina Vadalà assume la  direzione e il  coordinamento di molti uffici dell’area tecnica del comune: opere pubbliche, edilizia scolastica, espropri, viabilità. Le facciamo i nostri auguri, accompagnati dalla speranza che – pur nei limiti dell’amministrazione esistente, e finché (speriamo) col voto popolare venga  cambiata &#8211;   la sensibilità e il rigore femminili, accompagnati alla competenza, garantiscano fin d&#8217;ora aria nuova in un settore così importante della pubblica amministrazione.</p>
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		<title>Emma Dante mette in scena la passione di Artemisia</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Dec 2011 21:46:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simona Mafai</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Emma Dante è la curatrice della scenografia e degli allestimenti della mostra Artemisia Gentileschi -  Storia di una passione - Palazzo Reale di Milano fino al 22 Gennaio 2012. Gli interventi di Emma Dante si dividono in quattro fasi, e si concentrano sulle vicende personali della vita di Artemisia, per far entrare il pubblico nella “vita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Emma Dante è la curatrice della scenografia e degli allestimenti della mostra <em>Artemisia Gentileschi -  Storia di una passione </em>- Palazzo Reale di Milano fino al 22 Gennaio 2012. Gli interventi di Emma Dante si dividono in quattro fasi, e si concentrano sulle vicende personali della vita di Artemisia, per far entrare il pubblico nella “vita della pittora”,  così da meglio comprenderne il percorso artistico. Emma Dante, con la sua regia, focalizza l’attenzione a far risaltare la forza, il coraggio e l’indipendenza di questa singolare artista. Inserisce nella prima un letto macchiato di rosso come il sangue dello stupro che Artemisia ha subito. Da un lampadario pendono gli atti del processo, si prosegue e si sente la voce di Emma Dante che legge le dichiarazioni di Artemisia davanti ai giudici. Aggiunge dei grandi specchi nella sala dei dipinti più grandi che hanno come protagoniste le donne. Creando smarrimento e dialogo tra tele e spettatori. Le note acide delle chitarre dei Led Zeppelin, Communication Breackdown, fanno da colonna sonora alla mostra.</p>
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		<title>La voce delle donne afghane</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Dec 2011 21:44:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simona Mafai</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Selay Ghaffar, 28 anni,  è la responsabile della ong  Hawca. Questa giovane donna afghana conduce l’ong che, insieme all’aiuto di ActionAid, lotta per difendere e trasformare il ruolo delle donne all’interno del misogino governo di Kabul.  Ha contribuito alla redazione nel 2009 per tutelare i diritti delle donne dalla violenza, ed è riuscita ad inserire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Selay Ghaffar, 28 anni,  è la responsabile della <em>ong</em>  Hawca. Questa giovane donna afghana conduce l’<em>ong </em>che, insieme all’aiuto di ActionAid, lotta per difendere e trasformare il ruolo delle donne all’interno del misogino governo di Kabul.  Ha contribuito alla redazione nel 2009 per tutelare i diritti delle donne dalla violenza, ed è riuscita ad inserire i concetti di diritti “economici, sociali e culturali” a fianco delle parole “diritti umani”  nel dossier delle Nazioni Unite sull’Afghanistan.  Gli obiettivi perseguiti da Hawca sono la difesa legale delle donne maltrattate, offrire loro dei rifugi, l’alfabetizzazione &#8211; in Afghanistan solo il 12% delle donne sa leggere e scrivere – e, inoltre, formare donne “paralegali” per difendere le loro assistite contro le interpretazioni feroci della tradizione islamica nei tribunali. Poter rendere le donne indipendenti attraverso la creazione di gruppi, chiamati “Reflect”, sparsi in oltre 70 villaggi,  per creare una rete virtuosa per le donne che vogliono studiare, o imparare ad allevare animali o coltivare l’orto. Selay Ghaffar è la voce delle donne afghane, invitata a parlare alla conferenza di Bonn lo scorso 5 dicembre.</p>
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		<title>Nuda per difendere la libertà d’espressione</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Dec 2011 00:07:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simona Mafai</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Magda Aliaa El Mahdy, 20 anni. E’ la blogger egiziana che si definisce nel suo profilo come “laica, liberale, femminista, vegetariana, individualista”.  Ha pubblicato le sue foto a figura intera senza veli per invocare la libertà d’espressione, contro il divieto del nudo (in vigore dagli anni ’70) imposto alle modelle delle Accademie delle Facoltà di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Magda Aliaa El Mahdy, 20 anni. E’ la blogger egiziana che si definisce nel suo profilo come “laica, liberale, femminista, vegetariana, individualista”.  Ha pubblicato le sue foto a figura intera senza veli per invocare la libertà d’espressione, contro il divieto del nudo (in vigore dagli anni ’70) imposto alle modelle delle Accademie delle Facoltà di Belle Arti. Una provocazione, con cui espone se stessa a pericolose ritorsioni, che ha scatenato accese polemiche anche all’interno dello schieramento laico e liberale. Ma continua la sua protesta contro l’oppressione sociale e religiosa. Nel suo blog ha pubblicato adesso una foto che ritrae un gruppo di donne salafite &#8211; seguaci di un’interpretazione estremista dell’islam &#8211; coperte dal velo integrale in sostituzione delle immagini di nudo.</p>
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		<title>Uccisa perchè lottava per i diritti dei contadini</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Dec 2011 00:05:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simona Mafai</dc:creator>
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		<category><![CDATA["India"]]></category>
		<category><![CDATA[compagnie del carbone]]></category>
		<category><![CDATA[suora indiana]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p>India &#8211; Suor Valsa, 53 anni, uccisa da un linciaggio. In cinquanta nella notte l’hanno aggredita ed uccisa a colpi d’ascia. Da anni conduceva una battaglia per frenare gli espropri delle terre ed ottenere compensazioni minerarie, nello stato del Jharhkand (India nord-orientale) dove la maggiore risorsa è il carbone. In un’India sempre in difficoltà di fonti energetiche, sfidava con la sua organizzazione le grandi compagnie del carbone, per ottenere compensazioni per le piccole comunità come denaro, posti di lavoro garantiti, scuole per bambini.</p>
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		<title>Corona d’alloro per il futuro</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Dec 2011 00:02:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simona Mafai</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Palermo]]></category>
		<category><![CDATA[studentesse immigrate]]></category>
		<category><![CDATA[tamil]]></category>

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		<description><![CDATA[Votazione 110 lode. Priya Mary Angshalah Gnanaseeelan, 25 anni, è la prima donna di origine tamil, laureata in Sicilia. Dopo la laurea conseguita in Tecniche di radiologia medica per immagini e radioterapia, presso l’università di Palermo, adesso studierà la specializzazione. Priya Mary non è ancora una cittadina italiana, vive qui da 18 anni, è arrivata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Votazione 110 lode. Priya Mary Angshalah Gnanaseeelan, 25 anni, è la prima donna di origine tamil, laureata in Sicilia. Dopo la laurea conseguita in Tecniche di radiologia medica per immagini e radioterapia, presso l’università di Palermo, adesso studierà la specializzazione. Priya Mary non è ancora una cittadina italiana, vive qui da 18 anni, è arrivata con la sua famiglia molto piccola. Studia e lavora anche come mediatrice culturale e traduttrice.  In lei, dice, convivono l’anima della tradizione tamil legata alla sua infanzia, e l’idea di un futuro da adulta palermitana.</p>
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		<title>Yasemin e Nesrin Samdereli, giovani cineaste turche portano al successo un film</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Dec 2011 17:32:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simona Mafai</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Almanya]]></category>
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		<category><![CDATA[germania]]></category>
		<category><![CDATA[integrazione turco-tedesca]]></category>
		<category><![CDATA[mezzocielo.it]]></category>
		<category><![CDATA[sorelle Coen]]></category>
		<category><![CDATA[Turchia]]></category>
		<category><![CDATA[Yasemin e Nesrin Samdereli]]></category>

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E’ una specie di miracolo. Le due giovani cineaste (meno di 40 anni ciascuna),  Yasemin regista, Nesrin sceneggiatrice, sono state ribattezzate   “le sorelle Coen” del cinema turco. Il titolo integrale del loro film (opera prima): “Almanya, la mia famiglia in Germania”. Ai botteghini tedeschi il film ha  già raccolto una cifra record (11 milioni di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="//C272B6D8-63D0-4DFB-ADEB-C46DCDB48E2B/application.pdf" alt="" /><img src="//C4B58AA5-39C1-43F8-A949-5B6AEF80A2D5/application.pdf" alt="" /><img src="//F9D4AE12-2246-465C-8BB5-36B1CEFDB3BD/application.pdf" alt="" /></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px;font: 12.0px Helvetica">E’ una specie di miracolo. Le due giovani cineaste (meno di 40 anni ciascuna),  Yasemin regista, Nesrin sceneggiatrice, sono state ribattezzate   “le sorelle Coen” del cinema turco. Il titolo integrale del loro film (opera prima): “Almanya, la mia famiglia in Germania”. Ai botteghini tedeschi il film ha  già raccolto una cifra record (11 milioni di €), ma  è  in programmazione anche in Finlandia, Argentina, India, Stati Uniti, Singapore…Dal 7 dicembre, sarà in Italia. E’ la storia ironica di una famiglia di “turchi normali”, né vittime né carnefici, e di un ininterrotto confronto—scontro  tra  due culture. Si denunciano i  luoghi comuni contenuti nei giudizi turchi nei confronti dei tedeschi, e dei tedeschi nei confronti dei turchi; e si ride delle reciproche ottusità. Il film è anche il segno che (forse!)  la pur difficile integrazione turco-tedesca, dopo più di mezzo secolo,  si sta realizzando. Ed è  bello che siano due donne giovani, attraverso un’opera artistica, a farlo capire.</p>
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