”È il sesso a sconvolgere le nostre vite, solitamente ordinate.” Philip Roth

20 maggio 2018 di: Carlo Bagnara

Che per gli ebrei il problema del sesso sia un grande problema è scontato. Vi sono motivi complessi, ovviamente, e non sempre evidenti o immediatamente chiari. Lo stesso argomento ha una connotazione completamente diversa per gli appartenenti alle altre religioni monoteiste. Io credo che la recente dipartita di Philip Roth (22, maggio, 2018) possa aiutarci a tentare di capire qualcosa di questo grande problema.

E’ ovvio che la sua figura si possa considerare elemento unico della letteratura americana e mondiale e deve esser visto come chi ha cercato di capire, descrivere e rendere accettabile, la realtà americana del XX secolo. Ha avuto tutti i premi letterari possibili e immaginabili, tranne il Nobel! Philip Roth ha scritto oltre venti volumi, uno più interessante e complesso dell’altro, la cui lettura dovrebbe essere sempre facilitata. La sua scomparsa ci può indurre a fare una relazione col problema qui accennato l’ebreo e il sesso. Ora tentiamo di provare a inserire un primo elemento. Ci riferiamo a ciò che è la confessione, per il cristiano: il peccato può essere cancellato con la confessione, al popolo ebraico la confessione manca. Dopo il peccato deve portarsi sempre tutto addosso e invidia il cristiano che può facilmente liberarsi di ciò che ha commesso. O con la preghiera o con l’obolo!

In merito a quanto dicevamo prima, il libro che ha per titolo: Il lamento di Portnoy, evidenzia la sua ossessione fallocentrica che può essere vista da due lati:sfoggio d’ironia e provocazione, o banale descrizione di una famiglia ebraica! Può anche tentare di imitare qualcosa che simuli la confessione ma ovviamente non ci riesce e viene fuori il “lamento”. Le mie osservazioni possono sembrare al limite della critica, ma non lo sono per me. Roth rimane certamente uno dei più grandi scrittori del XX secolo e merita l’attenta lettura e perché no anche rilettura.

4 commenti su questo articolo:

  1. Augusta Lepri ha detto:

    Dalle due recensioni di Bagnara capisco che un puntuale lettore ed un critico di buona cultura ma su Roth non sono d’accordo infondo non è il sesso che regge i suoi romanzi ma tante altre cose.

  2. Antonio ha detto:

    No non si può essere altro che in disaccordo con Carlo Bagnara perché limitare e guardare in morte di Roth solo il sesso nei suoi romanzi significa non avere letto Roth… e poi cosa significa estenderlo a tutti quelli di religione ebraica, no Roth è ben altro.

  3. Maria ha detto:

    Leggete Ogni passione spenta di Vita Sackville West: è un piccolo capolavoro di scrittura.
    Non ho letto niente di Roth. Forse lo farò.
    Grazie dell’ascolto
    Maria l.b.

  4. daria ha detto:

    Sono d’accordo sul fatto che l’opera di Roth è estremamente multiforme, e ridurla al sesso nei suoi romanzi è molto riduttivo. La sua è stata una narrativa eclettica, e l’argomento sesso ha solo occupato alcuni libri in un particolare periodo della sua vita. Per il resto, ha affrontato in maniera magistrale temi di vita universale attraverso racconti toccanti e scoppiettanti che hanno reso la sua scrittura comunque compatta, quasi si trattasse di un unico, gigantesco libro.
    L’ho amato e letto come un grande scrittore, uno di quelli che resterà nella storia della letteratura al pari di un Dostojevski, o altri grandi. De ” Il complotto contro l’America” si è riparlato dopo l’elezione di Trump, “Nemesi”, “Pastorale Americana”I, “La Macchia Umana” e tanti altri suoi libri ne fanno un gigante della scena letteraria, uno che, come ebbe a dire lui stesso, ” non scriveva ebreo, scriveva americano” .
    Mi mancherà.
    Per me Philip Roth è stato una grandissima figura letteraria che resisterà nel tempo, sempre.

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