viaggio di istruzione in Sicilia

30 marzo 2018 di: Magdalena Marini

Anche quest’anno viaggio di istruzione organizzato dalla scuola in cui presto servizio. Come ogni anno metto da parte i miei impegni personali e la stanchezza legata all’età che avanza, dando la mia disponibilità a partire con circa sessanta tra alunne e alunni e cinque adulti accompagnatori. L’itinerario questa volta è di tutto rispetto: viaggio in treno da Roma a Catania, incontro con il pullman che ci accompagnerà in giro per la parte orientale della Sicilia con la guida didattica del posto, il netino signor Corrado. Prima visita all’Etna, il vulcano più grande d’Europa, nato 600.000 anni fa dallo scontro tra la zolla euroasiatica e quella africana. Non è ancora primavera, fa freddo, un vento tagliente soffia tra i crateri del gigante ma resistiamo ammirati. Pranzo in un accogliente ristorante in Contrada Belpasso, ottima caponata e squisitezze locali. Pernottamento, cena in Contrada Zaiera, Solarino. Animazione serale a cura dell’accompagnatrice dell’agenzia, la simpatica Simona.

Ai docenti il compito arduo di contenere l’esuberanza degli alunni, augurarsi che apprezzino la cucina e dormano almeno qualche ora senza fare chiasso. Gli inseparabili smartphone vengono ritirati dopo la cena per evitarne un uso improprio durante la notte, per essere poi restituiti la mattina successiva a colazione ma, il dubbio che ne abbiano qualcuno di riserva, non dichiarato, viene confermato dalla comparsa di foto e filmati sui social più frequentati: si sa che per gli adolescenti più che un campo scuola si tratta di una “vacanza” dalla scuola. Dopo la prima colazione mattinata a Catania, visita guidata al Museo dello Sbarco in Sicilia 1943 e al Museo del Cinema. Molto bene organizzati e interessanti. Ottime ricostruzioni storiche degli anni della guerra. Pomeriggio e serata in hotel per riposarsi un po’. Il giorno dopo il paziente e bravissimo autista Michele ci accompagna a Ragusa Ibla per la visita guidata della cittadina e successivamente a Modica dove apprezziamo il cioccolato lavorato a freddo a bassa temperatura con lo zucchero che rimane intrappolato al suo interno senza sciogliersi.

Infine la barocca Noto, gloriosamente risorta dalle sue rovine dopo il terremoto del 1693, amorevolmente descritta dalla guida locale, signor Corrado che, nel farci visitare la cattedrale di San Nicolò ci parla dell’affetto che lega i netini a San Corrado Confalonieri festeggiato sia il 19 febbraio che l’ultima domenica di agosto. Il sole sta per tramontare e fa risplendere di una luce rosa la pietra calcarea che si presta ad essere modellata e a prendere forma nelle chiese, nei palazzi nobiliari, negli edifici. Ci aggiriamo tra grate in legno, le gelosie delle suore benedettine di clausura che hanno ispirato Franco Zeffirelli nel raccontare la storia della capinera costretta dalla famiglia a fare vita di clausura sebbene innamorata di colui che poteva vedere proprio da quelle gelosie senza essere vista dall’esterno.

Il pullman, tra uliveti e limoneti ci riaccompagna in hotel, ci aspetta una cena sostanziosa. Ultimo giorno. Visitiamo Siracusa: l’area archeologica, il teatro greco, l’orecchio di Dionisio. Una melodiosa nenia intonata da Corrado ci accompagna al suo interno con una straordinaria amplificazione acustica. I ragazzi intonano l’inno della loro squadra del cuore. Altre scolaresche rispondono con canti folkloristici. Nel pomeriggio l’isola di Ortigia, il tempio di Apollo, il Duomo che ingloba il tempio di Diana, la Fonte Aretusa sede eterna della storia di amore tra la ninfa Aretusa trasformata in sorgente e il fiume Alfeo. Viaggio in treno da Siracusa a Roma. Attraversiamo lo stretto di Messina, il treno entra nel traghetto, facciamo un giro sul ponte, ceniamo con arancine, focaccia e dolci al pistacchio. Gustiamo un delizioso latte di mandorla. Salutiamo la bella e ospitale Sicilia. Baciamo le mani, come ci ha insegnato Corrado.

5 commenti su questo articolo:

  1. Giorgio ha detto:

    Viaggio molto interressante con un itinerario ricco di posti da intenditori direi. Dall’articolo deduco che sicuramente il viaggio sia piaciuto a chi realmente sa apprezzare tutto questo, sicuramente un po’ meno ai ragazzi , troppo attenti al loro telefonino, forse ancora non in grado di cogliere la belezza della Sicilia, una regione dai mille sapori e dalle mille tradizioni. Un viaggio di istruzione in Sicilia equivale ad un viaggio indietro nel tempo…Ci vuole un pizzico di sensibilità e di imprintig per capire certe cose: non paragonerei e non scambierei, di conseguenza, questa passione a quella del telefono però bisogna dire che obiettivamente ed oggettivamente, ormai, se prima eravamo una generazione con il telefono fisso, ora abbiamo una generazione che “fissa” il telefono.
    Saluti

  2. Grazia ha detto:

    Gentile Giorgio trovo il tuo commento molto adatto alla categoria degli insegnanti in quanto l’articolo è ben corrispondente alla realtà. Io adoro la Sicilia (anche se preferisco la parte occidentale dove ho vissuto un altro tipo di infanzia e di adolescenza). Cosa resterá ai ragazzi di questo viaggio di istruzione?

  3. Gabriele ha detto:

    Anche se i ragazzi (apparentemente) sono stati disenteressati ricorderanno nel tempo dove sono stati.
    È ovvio alla loro età pensare che l’importante è ANDARE, chi se ne importa dove!
    Paragonerei gli insegnanti in questi contesti a dei martiri: condannati in vita, ridotti a sangue e sudore; osannati nei tempi!

    Buona Pasqua.

  4. RitaS. ha detto:

    Ho letto con piacere questo resoconto ricordando i viaggi fatti con la scuola quando ero molto giovane. Ricordo che mi interessava poco quello che dicevano le guide e non mi rendevo conto della responsabilità dei docenti accompagnatori rispetto alle nostre intemperanze. Posso garantire che comunque le cose viste con la scuola uno non se le dimentica mai!

  5. silvia ha detto:

    I ragazzi di oggi hanno maggiori opportunità di fare dei viaggi d’istruzione con la scuola, fin dalle medie rispetto alle generazioni precedenti. Se penso che l’anno della mia maturità classica eravamo andati qualche giorno a Firenze, mi viene da sorridere al confronto. Viaggiare è conoscere altri luoghi e altra gente, aprire gli occhi e la mente alla cultura ed alla bellezza, qui in Italia come all’estero. Peccato se per i ragazzi è solo un’occasione di distrazione e divertimento. Grazie per l’articolo che a me, donna d’altri tempi, invece ha fatto…sognare

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