ancora pensieri sul giorno dopo

7 marzo 2018 di: Fortunata Pace

L’ultima barzelletta seriamente annunciata da uno dei tanti onnipresenti soloni in forza ai teleschermi, è che i pentastellati sono di sinistra. Ma è di quelle barzellette che non fanno ridere, anzi che ti fanno alzare in fretta dalla poltrona credendo di essere proprio capitato male. Ma non ti va meglio se dopo un po’ cambi canale perché ti imbatti nell’attacco isterico di Di Battista che, appena dopo le poco o mal meditate dichiarazioni di Renzi al dopo voto, si è dato a grida e insulti dimostrando che il gioco delle parti era proprio quello che il segretario del Pd aveva annunciato di poter stravolgere. Cioè: noi 5S siamo i primi, qualunque cosa facciamo o diciamo sta bene alla gente. E se candidi il ministro Minniti, che ha fatto di tutto a suo modo o come gli era permesso per sistemare anche un poco la strumentalizzata, angosciosa vicenda migranti, noi te lo facciamo fuori pure con l’ultimo o quasi dei nostri, uno di quelli che avevamo già buttato nel cestino. Dunque, se nessuno è pronto a riconoscerti uno straccio di merito in questi anni , giusto che fare su di te il tiro al bersaglio paga assai di più, ora che hai perso, dimettiti a fine giornata lasciando che la giacchetta a righe per servire la formazione del nostro governo la faccia uno dei soliti tuoi amici di partito, che è già pronto a indossarla. E poi magari siediti in Senato che il nostro futuro, come Raggi insegna, contraccolpi non ne avrà.

L’Italia davvero non è messa granché. Ci piacerebbe tanto essere pieni di speranza verso questi baldi giovani che hanno le soluzioni in tasca per ogni nostro male, che si pongono come il nuovo indossando atteggiamenti e parole logore per chi del tutto distratto non è, ma, francamente, non ci riesce, pronti, ove fosse doveroso, a ricrederci. Però né loro né altri ci raccontino che sono di sinistra. Più volte non c’è stata sinistra, nella misura che intendevamo, con Matteo Renzi. Né ci ha creato illusioni la rabberciata composizione dei LeU. Forse oggi, chi lancia con un certo rigore un suo “assolo” di sinistra è Potere al Popolo. Ma piccolo com’è, pure se ha superato, rispetto a tanti minimi, la sua percentuale, non trova spazio di cronaca o voce di attenti opinionisti.

A conti fatti di riconoscibile, persino di dichiarato, non c’è oggi che la destra. Quella del salvinismo e di   Salvini a fianco di una anch’essa assai palese e agguerrita signora Meloni e di un più cauto cavalier Silvio, che dal suo cappello a cilindro pare ormai non abbia molto da tirar fuori. Ma quì siamo e passeranno due lunghi mesi per sapere come davvero è andata.

In quanto alla sorte del Pd, ci teniamo alcune nostre convinzioni, alcuni accettati compromessi e aspettiamo i soliti corsi e ricorsi di una storia che tutto è (fiume che scorre, fiume che si ingrossa, fiume senza tempo) meno che magistra vitae. Ma se anche lo fosse, non saremmo buoni alunni.

(Staino su Avvenire del 4 marzo 2018)

 

 

1 commento su questo articolo:

  1. Rita ha detto:

    l’orrore che suscitano i 5 stelle, è solo per chi ricorda le adunate segrete, il divieto di parlare ai giornalisti, gli
    ignominiosi attacchi a Boldrini, le bufale fatte circolare in rete per istigare odio verso Renzi ed i suoi…
    insomma, vive felice chi non ricorda….spero solo che nessuno del pd sia stato colpito da amnesia

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