Natale in blues (e feste comandate)

28 dicembre 2017 di: Francesca Traìna

La definiscono Christmas Blues quella tristezza che accompagna i giorni di festa; quella malinconia, in parte nascosta, che rende apatici e interiormente intolleranti alle luci, ai festoni, ai riti della tradizione. Gli occhi rivelano la mestizia dell’anima anche se nessuno pare accorgersene.

Il Natale per molte persone rappresenta un’occasione per stare accanto ai propri affetti, alla propria famiglia. Per molte altre, invece, la convivenza con i familiari viene vissuta come una costrizione, una convenzione subìta fino alla sofferenza fisica e psichica.

All’improvviso può sopraggiungere una febbre strana, un dolore addominale, un mal di schiena bloccante, un malessere che il corpo presenta a se stesso, ma anche agli altri, per autogiustificarsi e rendersi immune dal senso di colpa che inevitabilmente lo attanaglierebbe se non fosse così valida e visibile a tutti/e la ragione dell’assenza al cenone e ai noiosi conviviali.

Ma la gioia (non sappiamo quanto finta e quanto vera) è palpabile nell’aria della città.

Palermo sbriluccica di finzioni e contraddizioni. Tutti/e sembrano volare – e pur con l’aspetto stanco e stressato – vivono l’impegno, spesso compulsivo, di acquistare regali, preparare l’albero, il presepe etc… Ma l’atmosfera del Natale rende acuta la solitudine, la tristezza di quanti/e vivono dimensioni di malinconia e di insoddisfazione.

Molti psicologi chiariscono che questo malessere può colpire, con maggiore probabilità, persone al di sopra dei 30 anni che si vedono costrette ad uscire dalla routine quotidiana per convivere con familiari ed amici in un confronto che, spesso, si rivela frustrante e che fa emergere problemi, disagi emotivi ed esistenziali. Magari quei medesimi disagi che nella vita quotidiana, al contrario, vengono gestiti e contenuti.

Secondo uno studio della Loyola University, infatti, il christmas blues si scatena in forme molto gravi se agli elementi di cui si è scritto prima, si aggiungono le difficoltà economiche determinate dalla crisi attuale. In quei casi l’acuzie dello stato di malinconia e la depressione favoriscono la proliferazione di idee suicidarie. Il problema, come appare, non è di facile soluzione.

Forse bisogna ripensare il concetto di feste natalizie ricordando a se stessi/e che possono essere un’occasione per prendersi cura di sé, per dedicarsi a ciò che più appassiona, per rispondere a desideri sopiti, per prendere coscienza di ciò che fa davvero male e trovare infine il coraggio di dichiararlo senza ipocrisie.

 

 

 

 

3 commenti su questo articolo:

  1. gemma ha detto:

    Leggere questo articolo mi fa venire in mente
    che il Natale è proprio potente!
    Per alcuni ha un significato religioso,
    per molti è un momento di riposo.
    Per i negozianti rappresenta una ripresa,
    per le famiglie una corsa a far la spesa…
    Puoi viverlo con i parenti, con poche persone o con te stesso
    l’importante è non essere depresso….

    AUGURI A TUTTI GLI AMICI DI MEZZOCIELO

  2. giuseppe ha detto:

    complimenti per il profondo e acuto testo sulle festività natalizie e il modo di trascorrerle.

  3. rossella caleca ha detto:

    Un articolo molto bello, che esprime verità spesso sottaciute e un pensiero che condivido

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