la danza per la gioia dei non vedenti

11 ottobre 2017 di: Federica Aluzzo

Senza pausa. Potrei definire così la mia vita dopo la fine dell’esperienza di Consigliera Comunale a Palermo e della campagna elettorale per le amministrative di giugno 2017. Infatti a luglio sono stata coinvolta da Federica Spena, psicologa, danzatrice, che svolge il servizio civile presso l’Unione Italiana Ciechi, a dare il mio contributo volontario presso il Campus UICI Palermo “Estate Insieme 2017” all’Istituto dei ciechi, un’esperienza rivolta a bambini, ragazzi ciechi, ipovedenti e con minorazioni aggiuntive. Un percorso socio-educativo coinvolgente, costruttivo nel rispetto degli interessi dei disabili, in un clima di divertimento e gioco. Abbiamo potuto condurre differenti gruppi di danza meditativa (danza del Diamante); oltre ai due citati, infatti, sono stati coinvolti anche i genitori dei ragazzi del centro, insegnando a tutti la stessa danza che poi è stata presentata con un’esibizione unica, comprendente i tre gruppi, nella festa di chiusura del campus; un momento di unione ed emozione che ha visto protagonisti 35 ragazzi e le loro famiglie, accompagnati in un percorso di arte-moda, espressione di sé e della propria creatività. Il laboratorio di danza del diamante è stato uno tra le tante attività proposte dal Campus all’ insegna del divertimento e aggregazione: musica, laboratori di cucina e arte, autonomia, mare, barca a vela, attività ludico-ricreative che hanno contribuito ad allenare la fantasia e creatività, l’autonomia del movimento nello spazio, favorendo l’autostima e la socializzazione e crescita reciproca.

Nel pomeriggio inoltre ho frequentato un corso di lettura e scrittura e di insegnamento del metodo Braille con la prof. Franca Secci e la Coop Progetto Salute. E’ stata una full immersion nel mondo dei non vedenti e della disabilità in generale. Tutto questo mi ha arricchita umanamente e professionalmente. Entrare così in stretto contatto con il mondo della disabilità, vivendo il punto di vista delle persone disabili e delle famiglie che se ne fanno carico, mi ha resa ancora di più consapevole di quanto occorra che le istituzioni sostengano queste realtà, per poter garantire una vita decorosa ai ragazzi. Fondamentale in tal senso è garantire la continuità dei progetti di assistenza scolastica ed attività integrative extrascolastiche che si intraprendono; perché altrimenti si dà solo un assaggio, pochi stimoli limitati nel tempo di un percorso che se bruscamente interrotto può provocare un effetto rebound, di fare cioè cadere ancora di più nella frustrazione e nella non accettazione della propria condizione.

Mi auguro quindi che le istituzioni si impegnino al massimo per garantire le risorse e le coperture necessarie affinché siano prese in considerazione non solo le esigenze delle persone disabili, ma anche delle famiglie e delle associazioni e cooperative che a loro si dedicano, oltre ovviamente a garantire una copertura istituzionale e pubblica come fatto con gli insegnati nelle scuole di sostegno e gli assistenti all’autonomia e alla comunicazione. In tal senso anche la formazione degli insegnanti dovrebbe essere più approfondita e specifica in base alle differenti disabilità (psichiche, sensoriali, motorie ecc..). Non aspettiamo di nuovo che torni Pif ad alzare la voce. Manteniamo alta l’attenzione su questi temi per far sì che la gioia vissuta da questi ragazzi e loro famiglie non debba essere un’esperienza limitata all’estate.

 

Danzare per vedere l'essenziale

Danza del diamante Campus estivo 31 luglio 2017 Uici Palermo Onlus. Con non vedenti e ipovedenti, pluriminorati e familiari. Uniti nella danza!

Pubblicato da DANZA DEL DIAMANTE su Lunedì 7 agosto 2017

 

 

 

2 commenti su questo articolo:

  1. Gemma ha detto:

    Grazie per questo contributo anche visivo. Molto interessante bello e coinvolgente. Farò leggere l’articolo ai miei ragazzi e vedremo il video a scuola per approfondire questa delicata tematica in modo costruttivo e alternativo.

  2. Adriana ha detto:

    Se ognuno offrisse una parta di se per aiutare gli altri, se gli insegnanti avessero come obblico studi speciali per insegnare ad altri meno fortunati—- sarebbe un’altra Italia!!!!

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