l’autunno per me

28 settembre 2017 di: Paola Pottino

Le foglie in autunno non cadono, almeno a Palermo. I raggi del sole riscaldano ancora, alternandosi a innocui temporali. Eppure, anche da noi è arrivata questa stagione definita dai più come triste e melanconica, dimenticando, tuttavia, il senso della rinascita che essa porta con sé. La pseudo spensieratezza estiva lascia il posto ai pensieri, ai programmi e ai progetti, rimescolando le carte di un io ancora stordito che in autunno cambia e non sempre in peggio. I flirt estivi, i baci al sapore di salsedine, i colori accesi e prepotenti diventano ricordi sbiaditi perché l’aria fresca ci conduce verso una leggerezza profondissima e consapevole. Quale migliore destino?

Inizia così il Capodanno dell’Io dalle infinite nuances. Sta a noi scegliere la tonalità più adatta e decidere i festeggiamenti più consoni. Ci si incammina su un lungomare svuotato dai cicaleggi della gente perennemente in festa, per ricominciare, o iniziare un nuovo percorso alla ricerca di un io interiore qualche volta bistrattato, molte altre ignorato. Ecco, l’autunno, con quell’aria un po’ mesta, ha in sé delle grandi potenzialità che parlano di vita dal low profile, senza per questo dovere necessariamente tacere. L’epoca delle brave bambine è terminato, adesso, in autunno, non è consentito tacere. Al limite bisbigliamo, ma non abituiamoci a zittirci in vista dell’inverno, dove ogni parola avrà il peso di una notte gelata. Gli alberi prima o poi si spoglieranno delle foglie che noi, con gioia, calpesteremo come un passato da dimenticare, come qualcuno che ci ha fatto del male, come un nodo alla gola da liberare.

 

5 commenti su questo articolo:

  1. gemma ha detto:

    Bello e poetico questo articolo che ci invita a riflettere sui colori della Natura e il loro significato: gli alberi si difendono per via della diminuzione delle ore di luce e riducono la funzione clorofilliana, i colori nascosti dal prepotente verde estivo, il rosso, il giallo, il dorato, prendono il sopravvento e manifestano la loro presenza

  2. Agnese ha detto:

    articolo che richiama alla leggerezza della stagione intermedia, ma anche profondo perchè il futuro è la che ci attende.

  3. Elena ha detto:

    Io penso che fa Paola un ritratto preciso della nostra fine estate che forse è l’inizio di tante di tante cose mentre noi la consideriamo soltanto per quello che appare una coda del bel tempo

  4. Donatella ha detto:

    La mia stagione preferita è l’autunno, forse perché è la stagione in cui sono nata e i suoi colori sono quelli che mi piacciono di più. Quando frequentavo il liceo, per arrivarci, dovevo percorrere un tratto di un viale alberato, i cui marciapiedi in autunno erano ricoperti da un tappeto di foglie cadute dai colori innumerevoli. Immergermi tra quelle foglie e calpestarle producendo un rumore particolare, è un’immagine che porto sempre con me.

    • silvia ha detto:

      Cara Donatella, con le tue parole hai richiamato alla mente anche a me un ricordo d’infanzia che può rendere bene l’idea di quanto è cambiato il “panorama” urbano della mia città nel corso di cinquant’anni. La via Nomentana (antica strada consolare che collegava Roma all’odierna Mentana) è una trafficata arteria cittadina, composta da una larga carreggiata centrale fiancheggiata da platani secolari e da due corsie laterali. Ebbene, quando ero bambina, queste ultime erano ancora pedonali e permettevano di fare lunghe passeggiare. D’autunno si ricoprivano di un tappeto spesso di foglie e, come dici tu stessa, ricordo bene il rumore secco delle foglie calpestate, il piacere di raccogliere quelle più belle per farne delle composizioni e poi la gioia più grande era per me sfrecciare in mezzo con la bicicletta come in un mare…oggi quegli stessi platani sono sempre più soffocati tra asfalto e smog e quella stessa sensazione di libertà che provavo allora non sarebbe più possibile.

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