La Banda degli onesti da “Rosalio” dell’11.09.17 di Giovanni Callea

11 settembre 2017 di:
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La Sicilia ha un cuore che batte, si emoziona, la fa vivere, sognare e suonare. La nostra è una terra ricca di realtà stupende, una delle quali ha il volto di Suor Antonina della congregazione delle suore collegine, ed ha il suono della Banda di Bisacquino….

..io sono capitato una sera di prove, per caso, i ragazzi hanno voluto farci un omaggio musicale. Ne ho rubato un pezzetto, sperando di avere in qualche modo registrato anche le emozioni contrastanti di quella sera. Rabbia, sempre, ancora e tanta, per ciò che dovrebbe essere e non è, una rabbia che cresce ogni giorno che giro questa nostra terra; ma anche affetto per questi ragazzi ed il loro professore/direttore/maestro. Sono i nostri avamposti in trincea ed hanno già iniziato a costruire la Sicilia che sarà, se sapremo ascoltarli e capirlo. Quella immaginata da una sorella settantenne, che sale e scende le scale del convento come fosse una ragazzina, portando affetto e gelato a dei ragazzi che suonano in nome del futuro che meritano.

Mi sono emozionato, pensando quanta vitalità e gioia, in questa voglia di fare, in questa banda, che io credo dovrebbe diventare la Banda ufficiale della Sicilia, il simbolo di volere e saper fare a qualunque costo e contro ogni ragionevolezza, nonostante si viva in un posto troppo lontano da tutto, nel quale chi doveva ha dimenticato di rifare perfino le strade. Ebbene si, pensando alle emozioni di quella sera mi viene da dire che siamo gente che crede alle sirene ed ai sogni impossibili qui in Sicilia. La terra nella quale, lo ricordo, le piante trovano modo di attecchire su gessi ed argilla. Qui una banda di ventenni è nata nonostante tutto, arrampicata contro ogni ragionevole previsione, come le piante di cui parlavo lo sono alle pareti friabili dei calanchi. Io sogno un governo per la nostra terra, un governo che sappia prendersi cura di tutto questo, di questa musica, di questi sogni, di questi ragazzi.

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