La Spagna e sei verità dal “Corriere della Sera” del 18.08.17 di Guido Olimpio

18 agosto 2017 di:
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La strage di Barcellona ci porta sei messaggi. Primo. Lo Stato Islamico è predatore mutante e adattabile. Così rilancia grazie anche alle iniziative dei protagonisti degli attacchi. Accanto all’azione individuale — ma non solitaria — cresce la cellula ibrida organizzata. Un insieme di elementi, non sempre addestrati, a volte pasticcioni, che partono all’assalto. Terroristi privi della capacità guerrigliere di quelli che hanno agito a Parigi, ma che cercano di emularli con le armi che hanno. Esplosivo fai da te, veicoli-ariete e i soliti coltelli, come a Tuku (Finlandia). Nella città catalana intendevano usare delle bombole di gas a bordo dei furgoni. E’ un’evoluzione che abbiamo visto in alcuni episodi in Francia e Gran Bretagna, probabile che diventi una tendenza. Magari con metodi sempre più distruttivi. C’è un’ambizione criminale e politica. Da capire se tutto ciò nasca dall’idea della casa madre o piuttosto per l’intraprendenza dei singoli che vogliono superare chi li ha preceduti. Ciò significa che il quadro potrebbe cambiare nuovamente….

…Sesto. L’Isis più di al Qaeda ha preparato i suoi al mito della sconfitta e alla possibile morte del Califfo. La perdita di Mosul o Raqqa deve essere usata per spingere i militanti alla riscossa. La caduta della roccaforte non è la fine, ma l’inizio. Parole d’ordine per mobilitare soprattutto gli estremisti rimasti in Occidente. La guerra non finirà presto.

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