acqua, acqua delle mie brame

6 agosto 2017 di: Clara, Magdalena e Silvia

Spaparanzate davanti allo specchio d’acqua della piscina, tre amiche romane riflettono sull’eventualità di tornare a casa e trovarsi ad affrontare l’emergenza idrica di cui parlano da giorni giornali e notiziari. Fin dall’antichità abitare a Roma vuol dire non preoccuparsi di questo problema; da sempre per i romani l’acqua è stata una riserva inesauribile, come testimoniano i ruderi delle terme e degli acquedotti costruiti dagli imperatori e le fontane volute dai papi, monumenti conosciuti in tutto il mondo. Quale turista non ha gettato una monetina nella fontana di Trevi, nella speranza di tornare nella città eterna? Lanciare una monetina in una fontana vuota non avrebbe lo stesso magico effetto.

Fino ad ora non si era mai creato il problema dell’emergenza idrica, ma l’abbassamento del livello del Lago di Bracciano, una delle riserve ufficiali dell’acquedotto romano, ha determinato un notevole allarme e la possibilità di razionamento per più di un milione di romani. Pare però che nel territorio braccianese siano attivi da tempo allacci abusivi, di cui ci si è resi conto solo in questa fase, il che ha comportato controlli per sanzionare e impedire prelievi indiscriminati che causano in concomitanza della siccità l’abbassamento del livello del lago.

L’obiettivo delle autorità è di evitare il razionamento ma anche e soprattutto l’utilizzo sconsiderato e illegale dell’oro blu della capitale. In più si è “scoperto” solo ultimamente che le condutture necessitano di manutenzione e che l’incuria e la scarsa attenzione nei confronti della rete idrica, testimoniano della mancata considerazione da parte di tutti di salvaguardare la ricchezza comune, anche per evitare le ricadute negative nel settore turistico, della ristorazione e alberghiero su cui si basa buona parte dell’economia cittadina.

Di tutto questo parlano le tre amiche sotto l’ombrellone e anche del fatto che i gestori hanno loro assicurato che nella piscina esiste un sistema di ricircolo, e che potranno usufruire della struttura al di là dell’emergenza idrica. Consultando internet dopo un breve bagno ristoratore, apprendono che è stata prevista una proroga al razionamento. Tirano un respiro di sollievo e decidono di fare un sonnellino, che a Roma si chiama pennichella. Sognano di tuffarsi nell’acqua della piscina un po’ titubanti per il timore di ritrovarsi spiaccicate sul fondo vuoto della vasca, assieme al grande e “profetico” ragionier Ugo Fantozzi.

2 commenti su questo articolo:

  1. Francesco ha detto:

    Per il momento soffriamo tanto il caldo e temiamo il razionamento idrico perchè potrebbe peggiorare la già difficile situazione. Sappaimo però che è questione di pochi giorni: arriverà la pioggia torrenziale e ci lamenteremo del traffico in tilt nella capitale. Abitare in una metropoli comporta inevitabilmente una convivenza forzata con i disagi per i residenti

  2. Alberto ha detto:

    Le previsioni meteo trasmettono ansia e il rischio catastrofe ambientale accompagna le nostre giornate. Eppure il nostro Paese è circondato dal mare ed è ricco di corsi d’acqua, laghi e sorgenti termali. Spiagge e luoghi di vacanze accolgono chiunque sia alla ricerca di refrigerio sotto i raggi del sole….chi rimane in città fa il confronto con le altre stagioni dimenticando che siamo in piena estate e che, ci piaccia o no, fa caldo….

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