“Indicibile” di Clara Margani al Teatro Di Documenti

7 giugno 2017 di: Susanna Prio

Non è solo il Festival di Siracusa che continua a celebrare il mito greco, l’archetipo della società di ogni tempo. A Roma, oltre a “Elettra”, andata in scena al Teatro Vittoria e a “Achilleide” al Teatro del Centro, al Teatro Di Documenti dal 19 al 21 Maggio il pubblico ha applaudito senza riserve il nuovo lavoro di Clara Margani dal titolo “Indicibile”.

Il testo esplora in due serrati monologhi la fine di un amore e la rivalsa di uno dei coniugi sui figli, inconsapevoli capri espiatori. Inizialmente la tragedia di Medea viene rivisitata e vista attraverso gli occhi di un Giasone narcisista, sfiorito ma non troppo, interpretato dal bravissimo e affascinante Vincenzo Longobardi, a cui fanno da controcanto la nutrice, un’intensa Masaria Colucci e il messaggero, un accorato Rosario Gargiulo. Senza soluzione di continuità ritroviamo più tardi i due attori, l’una nel doloroso racconto della nonna e l’altro nel formale resoconto di un giornalista televisivo, entrambi testimoni di un noto fatto di cronaca nera accaduto alcuni anni fa in Svizzera.

E’ il padre di due gemelle, questa volta, a compiere il gesto scellerato, prima di togliersi la vita. La moglie, interpretata dalla brava e bella Maila Barchiesi, è il personaggio narrante, la vittima dell’orribile vendetta di un marito egocentrico. Cambiano i tempi e le situazioni sociali, sembra voler dire l’autrice, ma all’interno di un rapporto di coppia spesso non si è esenti dalla brama di possesso e dalla condizione di dipendenza affettiva. Tali sentimenti sono ben vivi dentro di noi, nascosti tra le pieghe più buie dell’animo umano e la loro esplosione dà origine a dolori indicibili. Nonostante che la parola indicibile esprima l’impossibilità di dire, di parlare di qualcosa, l’autrice ha voluto affidare ai personaggi l’arduo compito di farlo, presentandosi uno alla volta sotto le luci dei riflettori e vivendo in una disperata solitudine il loro dramma sia nel mito come nella vita reale. La scenografia essenziale, un velo nero trasparente, davanti e dietro al quale si muovono i personaggi, due sedili posti ai lati di un drappo rosso sangue disteso a terra, l’utilizzo di luci e suoni evocativi, sapientemente dispensati da Barbara Cadoni, hanno contribuito ulteriormente al successo dello spettacolo.

7 commenti su questo articolo:

  1. Elena ha detto:

    Leggo sempre con piacere gli articoli di Clara Margani su Mezzocielo e mi fa piacere sapere che scrive anche per il teatro.
    Deve essere stato uno spettacolo interessante e le foto sono molto belle. Peccato non esserci stata! Posso solo augurare a Clara e agli attori di continuare con successo il loro lavoro.

  2. Gemma ha detto:

    e non esistono parole adeguate per esprimere l’INDICIBILE
    o per raccontare il dolore che lacera un genitore
    per la morte dei propri figli
    trovo che questo lavoro teatrale esprima con grande maestria
    tutto questo

  3. francesca ha detto:

    A ottobre dell’anno scorso ho visto lo spettacolo ‘Le giuste parole’ della stessa autrice e con gli stessi attori e mi aveva molto colpito emotivamente, ma questo ha superato le mie aspettative e mi ha sorpreso per l’originalità del testo e la particolarità della regia e dell’interpretazione. Ho già fatto i miei complimenti a tutti alla fine dello spettacolo, ma li rinnovo su Mezzocielo perché li meritano veramente.

  4. silvia ha detto:

    Dopo le “giuste parole” Clara in questo suo nuovo lavoro ha cercato di dar voce all’indicibile attraverso due serrati monologhi costruiti in modo da fare da contrappunto l’uno all’altro, quasi a voler condurre il pubblico a sperimentare quale sia il confine possibile e narrabile dell’esperienza umana che dall’attrazione fisica e l’amore scivola lungo la china di rancori e tradimenti fino all’abisso dell’odio e della vendetta. Prova teatrale molto coraggiosa alla quale tutti gli attori hanno saputo dare il giusto spessore.

  5. Pinuccia ha detto:

    Mi sono già congratulata con l’autrice per la sua creatività e la sua cultura. Ho trovato nel suo testo molti riferimenti letterari, dal mito e dalla classicità fino al ‘900 e all’inquietante cronaca contemporanea. Lo spazio del Teatro Di documenti mi è sembrato molto adatto ad accogliere questa rappresentazione e gli attori ad incarnare i quattro personaggi, che in realtà sono otto, perché ognuno ha un suo doppio nelle due epoche. La scena e le luci molto evocative.. Uno spettacolo emozionante.

  6. Rocco ha detto:

    Sono stato doppiamente felice di aver assistito allo spettacolo: prima di tutto per l’affetto che nutro nei confronti di Clara e averla vista contenta di quanto creato e gestito mi ha fatto veramente piacere; secondo motivo perchè Clara è riuscita con il suo far teatro a coinvolgere anche me, piuttosto ignorante in materia, che, spinto da una curiosità legata a questa mancata conoscenza, ho potuto assistere a uno spettacolo intrigante ed emozionante.

  7. Rita ha detto:

    E, come sempre, brava Clara!

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