Una sfida di troppo

2 maggio 2017 di: Stefania Di Filippo

C’era stato appena il tempo di dimenticare la moda del Neknomination (la sfida tra ragazzi a bere tutto d’un fiato alcolici e filmarsi) che ne è nata un’altra. Questa volta, però, la faccenda è ben più grave e ha portato alla morte di 130 adolescenti (secondo quanto affermato dalle autorità russe che stanno al momento indagando su questo fenomeno). Infatti, il Blue Whale, letteralmente balenottera azzurra, prende il nome da una delle sfide che vengono lanciate durante i 50 giorni al limite della pressione psicologica. Nella fattispecie Blue Whale sarebbe la balena che i ragazzi che decidono di “partecipare” devono incidersi sul corpo con un coltello. Altre tappe di questo percorso verso la morte includono la visione, per un giorno intero, di film dell’orrore e altresì lo svegliarsi alle 4.20 del mattino ogni giorno. Al cinquantesimo giorno i ragazzi vengono invogliati a cercare il palazzo più alto nella città in cui vivono e a saltare giù, di solito, prima di quest’ultimo folle gesto i “partecipanti” scrivono sui social frasi di addio, più o meno, esplicite. Al momento la polizia russa trattiene un ragazzo di 21 anni, che sarebbe l’ideatore di tale pazzia. Quest’ultimo sarebbe, quindi, se le accuse fossero confermate, quasi coetaneo delle ultime due vittime di 15 e 16 anni. Ma anche se l’arresto del giovane non venisse convalidato dietro tutto ciò, dietro queste morti senza senso ci sta, certamente, una mente poco lucida che, grazie al potere di internet ha la possibilità di raggiungere e di manipolare adolescenti. Infatti, facendo leva sui sentimenti e sugli stati d’animo che contraddistinguono questo particolare periodo della vita di ognuno, li porta, letteralmente, per mano incontro alla morte. Si è partiti, dunque, da un “gioco” descritto dai più come una goliardata, una ragazzata come quello degli alcolici fino ad arrivare a questo punto, ma si arriverà oltre? Quali potrebbero essere delle precauzioni per evitare ciò? In che modo si può stare  più vicini alle persone che ci circondano, siano essi compagni di scuola, fratelli, figli, amici in un mondo che sembra mettere in contatto tutti per 24h su 24 mentre, invece, ci ha disabituati all’ascolto?

2 commenti su questo articolo:

  1. andreag ha detto:

    Che miseria di mondo…

  2. Rosalba Leto ha detto:

    Quante verità sui giovani in poche righe, Brava!

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