una sera a teatro

29 maggio 2017 di: Silvana Fernandez

Si scende tenendosi al muro con un briciolo di paura, la meta è un garage, il silenzio ci circonda insieme a piccole fiaccole che segnano il cammino, svolti a destra e ti trovi davanti ad una porta aperta. Dopo pochi passi, anche nel buio, noti tante sedie quasi tutte occupate e già senti l’odore delle tavole del palcoscenico organizzato alla meglio. Come sfondo un drappo pieno di stelle. Palermo è una città per me molto viva (tanta gente non è d’accordo), ma durante la settimana della cultura diventa frizzante, ti offre delle chicche, delle piccole cose che fanno notare il talento di tanti. Questa sera sto scoprendo in via De Spuches, al Teatro delle Beffe, la recita di un delizioso monologo scritto dalla giornalista Paola Pottino, portato in scena da Ludovico Caldarera attore che spesso ha recitato con registi come Paolo Sorrentino  (La grande bellezza), Marco Bellocchio (Il commissario Montalbano) ed altri ancora; al suo primo debutto recita anche la deliziosa, quasi eterea Loredana Plaia.

Le note del violino di David Matera non ci lasciano mai, seguono il filo della storia suonando Memory. Comunque si potrebbe dire niente di nuovo ed invece no, a me è piaciuto molto, proprio per la novità dei personaggi: un clochard la sua compagna… che non portano sul palcoscenico il peso della povertà, di cadute nell’alcol o nella delinquenza per aiutarsi a vivere. Sono infatti dei clochard che hanno come scudo il desiderio di vivere senza legami ma solo con i loro sogni.

Improvvisamente mi sembra di stare in una delle cave di Parigi dove la Greco cantava “Io odio la domenica”, oppure mi sembra di essere altrove ed i personaggi mi portano al tempo passato, quando ci facevano impazzire le figure di Peynet, la loro storia appena accennata, il finale pieno di ottimismo. Chiudo gli occhi e sono nel mondo di un pittore famoso: i due protagonisti sono librati in volo, come in un quadro di Chagall, vicini alle stelle come siamo noi, ora vicini al fondale pieno di stelline. Il monologo è piaciuto a tanti e credo presto si trasferirà alla sala Perriera dei Cantieri culturali. Vale veramente la pena vederlo.

 

2 commenti su questo articolo:

  1. licia ha detto:

    come mai una simile delizia(almeno è quello che si dice in questo sito) è stata così poco reclamizzata, capita infatti che chi ha santi in paradiso ha mille voci e gli altri devono dimostrare di essere bravissimi……!!!!

  2. Lorenza ha detto:

    Mi sarebbe piaciuto essere lì con te

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