sull’amicizia tra donne e uomini

29 aprile 2017 di: Clara Margani

Mi è capitato qualche giorno fa di leggere due frasi di Oscar Wilde.   

In una egli dichiarava: “Fra uomini e donne non può esserci amicizia. Vi può essere passione, ostilità, adorazione, amore, ma non amicizia”. Nell’altra rincarava la dose: “Non può esserci amicizia tra uomo e donna, se non vi è un minimo di antipatia reciproca”.

Mi è venuto spontaneo di pensare che il caro Oscar Wilde rispetto a questo fatto non avesse capito granché, anzi avesse, come si dice, ‘toppato’ clamorosamente.

Sarà perché viveva in un’altra epoca e ad un’altra latitudine rispetto a quella in cui viviamo noi, anche se le donne del suo periodo storico stavano già costruendo un’immagine e una sostanza dell’universo femminile a dir poco rivoluzionarie e sicuramente alla base di quelle attuali. Per questo ho pensato di perdonarlo un poco, ma solo un poco.

C’è da dire però che aveva evidenziato, chiamandole alternative, gli aspetti che invece è possibile considerare costitutivi del rapporto di amicizia tra una donna e un uomo.

Vorrei esaminarli uno per uno, dopo aver dichiarato che per me l’amicizia tra un uomo e una donna è una misteriosa e appassionante prova che i rapporti tra gli esseri umani valgono la pena di essere vissuti e non evitati.

La prima alternativa evidenziata è la PASSIONE. E’ chiaro che per essere amici un uomo e una donna devono avere una passione in comune e che, in più, l’essere appassionati dell’altro da noi è la dimostrazione di una lodevole apertura mentale che chiaramente giova al rapporto e lo rende più solido. Sull’OSTILITA’ sottolineata da Wilde potrei dilungarmi ampiamente; cito però solo il modo di dire molto diffuso che ‘l’amore non è bello se non è litigarello’; riflettiamo dunque sul fatto che, se in amore due persone devono avere dei contrasti per rendere bello il loro rapporto, ancora di più questo avverrà nell’amicizia come salutare sfogo di incomprensioni e differenze di carattere. L’ADORAZIONE, che poi potrei chiamare più semplicemente stima, sembra essere proprio non un ostacolo ma un valore aggiunto nel rapporto amichevole. Quando poi la stima è grande e reciproca, fa da sostegno ad entrambi nello svolgimento di attività comuni o individuali. Esaminiamo ora l’ultimo aspetto, l’AMORE. Questo dipende dalla mentalità corrente che, quando una donna e un uomo si frequentano, hanno piacere di farlo e condividono esperienze comuni, subito chi li osserva o li conosce è portato a definire il loro rapporto come un rapporto amoroso in maliziosa contraddizione con altri rapporti anche amorosi che i due possono avere. Ma lasciamo i pettegoli spettegolare. C’è da dire invece che i sentimenti non sono così definiti e confinati nei limiti della loro etichetta e che sotto la parola AMORE possono essere raccolte varie sfumature di quello slancio che ci fa preferire una persona ad un’altra, che ci fa stare a nostro agio con una persona piuttosto che con un’altra, che ci fa provare sia a livello psicologico che fisico sensazioni di piacere e di appagamento. Dunque il confine tra l’AMICIZIA e l’AMORE non è così definitivo, e ci possono essere delle salutari incursioni in quei territori confinanti che danno ai due sentimenti una ricchezza e un’eccezionale varietà.

Siamo così arrivati all’esame della frase lapidaria con cui Wilde liquida questo rapporto, a cui crede poco, dichiarando la necessità di un minimo di “antipatia reciproca” tra una donna e un uomo perché si realizzi tra loro un rapporto di amicizia. Qui Wilde entra in contraddizione con se stesso perché la piccola dose di antipatia, quel certo sentire agli antipodi o in maniera alternativa, è il vero sale dell’amicizia tra donna e uomo e salvaguarda la loro identità diversa e spesso opposta. E’ proprio questo che definisce la peculiarità del rapporto. Sentire all’opposto stabilisce un’attrazione più salda di quella che avviene tra elementi dello stesso segno e cementa il sodalizio, proprio perché stabilito tra diversi.

Tutto questo per dire che, a differenza di Oscar Wilde, io credo nell’amicizia tra donne e uomini e mi piacerebbe conoscere l’opinione delle lettrici e dei lettori della rivista sull’argomento.

 

 

 

 

 

9 commenti su questo articolo:

  1. Gabriella ha detto:

    Anch’io credo nell’amicizia tra donne ed uomini come Clara e sono d’accordo che questo rapporto ha in più un pizzico di ambiguità che lo rende misterioso, talvolta rischioso e pertanto mai noioso.

  2. silvia ha detto:

    In base alla mia esperienza posso dire che alcune amicizie sono nate sorprendentemente proprio da uno scontro iniziale, a volte anche decisamente aspro ed acceso, per poi diventare le più lunghe e sincere. Forse perché avevamo avuto il coraggio di mostrarci per ciò che eravamo realmente senza falsi veli, né ipocrite accondiscendenze dell’una verso l’altro.

  3. Fabrizia ha detto:

    Ho un carissimo amico fin dal tempo dell’università. Non ci vediamo spesso perché lui si è trasferito in un’altra città, ma ci sentiamo regolarmente. Continuiamo a credere negli ideali che avevamo allora e manteniamo vivi i sogni che avevamo, anche se non siamo riusciti a realizzarli completamente né lui né io. E’ un rapporto che fa bene ad entrambi.

  4. Rosanna Pirajno ha detto:

    molte belle le esperienze di cui ci avete messe a parte, grazie.

  5. carla ha detto:

    Anch’io vorrei aggiungere la mia esperienza. Ho conosciuto il mio migliore amico nella scuola superiore. Poi più tardi, scambiando il nostro rapporto come amore, ci siamo sposati. Ma avevamo fatto un errore e dopo dieci anni ci siamo separati. Il nostro rapporto di amicizia però ha resistito e ancora resiste, perché era quello vero.

  6. marta ha detto:

    Per tanti anni della mia giovinezza ho avuto un amico con cui ho condiviso momenti tristi e allegri, esperienze ed avventure senza coinvolgimenti sentimentali. Quando si è fidanzato con l’attuale moglie, la nostra amicizia è finita perchè non accettata da lei che si è dimostrata possessiva e diffidente nei miei confronti. Mi sono messa in buon ordine e il mio “amico” ha preferito evitare discussioni e malumori. Il loro matrimonio non ha subito scossoni, almeno non per causa mia….Morale: un’amicizia tra uomo e donna può esistere salvo interferenze dovute a gelosia altrui e insicurezza di fondo.

  7. Lucio ha detto:

    Ma che disastro io mi maledico
    ho scelto te una donna per amico
    ma il mio mestiere è vivere la vita
    che sia di tutti i giorni o sconosciuta
    ti amo forte debole compagna
    che qualche volta impara a volte insegna

  8. Franco ha detto:

    Ha ragione Clara “l’amicizia tra un uomo e una donna è una misteriosa e appassionante prova che i rapporti tra gli esseri umani valgono la pena di essere vissuti e non evitati”. Ne ho una lunga, personale e plurale esperienza. Penso che, in generale, l’amicizia è una espressione preziosa dell’amore. E lo è perché libera l’amore dalla sua soggezione alla sessualità. Da quando Freud e la psicanalisi hanno sessualizzato ogni relazione tra gli esseri umani c’è una certa paranoia su questi temi. Il sesso è senz’altro una gran cosa, soprattutto quando non è funzionale soltanto alla riproduzione della specie. Ma sta proprio qui il punto: un’amicizia tra uomo e donna è una delle forme più alte di liberazione dell’amore dall’imperativo riproduttivo. E ci sta che anche in questa amicizia resti un alone di attrazione reciproca che ne è un sapido ingrediente. Grazie dunque a Clara per averci riproposto questo tema così pieno di senso.

  9. Paolo ha detto:

    Gentile Clara, le voglio raccontare quello che mi è successo di bello in conseguenza del suo articolo. Ieri sera ho festeggiato il mio compleanno insieme alla mia famiglia e agli amici. Prima di spegnere le candeline le mie amiche Laura, Lucia, Ornella e Patrizia hanno chiesto il silenzio e si sono messe a leggere, dedicandole a me, le frasi che lei ha scritto riguardo l’amicizia tra donne e uomini. E’ stato per me un momento molto emozionante, perché ciò che lei ha scritto esprime quello che caratterizza il bel rapporto che ho con queste quattro donne a me molto care. Sono state loro, lettrici di Mezzocielo, a invitarmi a commentare il suo articolo. La ringrazio e le invio i miei complimenti.

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