il mercante di sé

1 marzo 2017 di: Carlotta Bertini

Il riflesso nell’acqua increspata rivela un viso deliziato e incuriosito. Un desiderio esaudito, la ricerca della immaginazione si compie, finalmente il ragazzo che non aveva occhi per nessuno, si innamora. L’inclinazione del corpo sottolinea il donarsi totalmente. Quando però realizza che la figura nell’acqua è la sua immagine, distrutto dalla atroce verità, decide di gettarsi in acqua e muore.

Così Caravaggio ha rappresentato il mito di Narciso. Noi ragazze da sempre subiamo il fascino di uomini narcisisti. Li scegliamo perché sono affascinanti, intriganti, pericolosi, molto intelligenti e brillanti. Assolutamente fantastici. La loro sensibilità ed energia determina una marcia in più, una sensualità di solito al femminile li rende unici, e quindi ci attira come api su un miele di rado conosciuto. Emozioni particolari, la certezza di complicità, il carisma ci rende regine assolute di uno stato dell’arte meraviglioso.

Il narcisista ha bisogno di una corte. Da presièdere, che lo segua e lo esalti. Per questo gli amici sono fondamentali e per loro si rinnegano le più elementari forme di educazione e di priorità dovute all’amata. Nei primi approcci ammiriamo la generosità di comportamento e consideriamo il secondo posto in graduatoria con elasticità. Nel tempo che segue però questo atteggiamento diventa pesante, ci sentiamo mollate in un regno dove le regine non hanno ruolo e allora si aprano le danze, si dia inizio alle guerre. Risultato: la scoperta dei tradimenti. Certo non un’altra, tante altre che arricchiscono la corte del nostro principe allo scopo di valenza. Il piacere di piacere sembra una droga, valere per i narcisisti significa conquistare ed avere tante donne, relazioni intense che gratificano e nelle quali si venga ammirati. Alternativa alla guerra dedicare la vita a loro, adorarli, dare conferme sempre, e molto, molto spazio. Diventa difficile mantenere nel tempo tanta dedizione e lasciarsi naufragare nell’ombra.

Fonti autorevoli spiegano che è necessario ricordare le problematiche infantili che hanno influito sulla psiche dei nostri uomini, la solitudine ha danneggiato la normalità del crescere e proprio come Narciso ognuno di loro diventa autoreferenziale. Per sopravvivere fondamentale è tenere uno spazio tutto per sé, non reputarli mostri, ricordarsi che spesso provocano per far arrabbiare l’altro, soprattutto non affidare loro il proprio valore. Aprire il nostro cuore e decidere se un cammino difficile valga la pena di essere percorso.

1 commento su questo articolo:

  1. lorella ha detto:

    Quanti narcisi intorno a noi, l’articolo potrebbe titolarsi ” ritratto di UOMO CONTEMPORANEO” Brava Carlotta.

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