un grazie in più

17 febbraio 2017 di: Silvana Fernandez

A Mezzocielo non siamo solite parlare di noi, anzi il nostro compito è di parlare degli altri o della città o di persone in generale e, quando il mondo è in gran confusione, come spesso in questi giorni, dobbiamo perfino allargare il tiro e guardare sempre più con il grandangolare che ormai ci costringe e ci spinge a capire di più, e a volte a soffrire di più.

Di quello che facciamo, dunque, non parliamo mai neanche fra noi. Se scriviamo un bell’articolo, non lo mettiamo in risalto, in fondo é sottinteso, siamo qui per scrivere bene di cose nuove o vecchie, con prosa scorrevole e  occhio sicuro.  Abbiamo un passato di tutto rispetto, venticinque anni fa per protestare contro malgoverno e mafia abbiamo tirato lenzuoli dal cassetto, vi abbiamo scritto moniti per non dimenticare e li abbiamo appesi in piazza.  Abbiamo reso invivibile una delle piazze più importanti della città, organizzando picchetti come donne del digiuno. Questi anni sono dentro di noi come un caldo gomitolo da dipanare al bisogno, ma non lo facciamo, il fatto è che siamo schive anche con noi stesse al momento di raccontarci.

È dunque stata una festa trovarci su tutta una pagina di Repubblica Palermo, giorni fa con le nostre immagini di ragazze e le nostre imprese quotidiane presenti e passate. Il silenzio si è rotto. Rosanna, conoscendola bene anche lei senza enfasi, ha catturato l’attenzione della direzione di Repubblica convincendola che valesse la pena ricordare la strada percorsa da queste donne. E così Gioia Sgarlata ha tessuto un bell’articolo sulle Donne di Mezzocielo uscito lo stesso giorno in cui, nel pomeriggio, con rigore ed allegria le e gli amici Paola Catania, Egle Palazzolo e Gianmauro Costa hanno presentato l’ultimo numero fresco di stampa e di nuovo formato-lenzuolo, ultima creazione di Letizia.

Lo stesso giorno, casualità vuole che sull’Unità Delia Vaccarello, in un suo articolo su Palermo, citi giornale e sito di Mezzocielo.it  proponendo una delle storiche copertine del cartaceo. Siamo state contente, ecco che ci trovavamo dall’altra parte … si parlava di noi! Quel gomitolo di lana era stato srotolato da altri, per raccontare la storia di quel gruppo di donne che 26 anni fa inventarono un giornale per esprimersi. Parlando di loro hanno parlato di Palermo, di storie di donne siciliane e non solo e questo fatto, a ripensarci ora, meritava almeno una citazione. Ne abbiamo avute due, tocca a noi ringraziare di cuore.

Ps. Per una sciagurata distrazione di Rosanna che non ha segnalato la svista, è sfuggito nell’articolo il nome della fondatrice di Mezzocielo Carlo Aleo Nero che pure era stato, ovviamente, inserito nell’elenco delle sette fondatrici.  Ce ne scusiamo profondamente con Carla, contando sulla sua comprensione.

3 commenti su questo articolo:

  1. Anna Lisa ha detto:

    Molte delle donne di Mezzzocielo io le conosco bene, la descrizione fatta da Silvana è molto vicina alla realtà.Viva dunque la discrezione il buon senso, la mancanza di enfasi e di narcisismo.

  2. rossella caleca ha detto:

    Sono felice di collaborare anch’io a Mezzocielo, e ancor più di aver conosciuto le donne che hanno fondato la rivista, ed anche molte delle attuali collaboratrici: le loro voci discrete e tenaci hanno tessuto in questi anni una rete fatta di impegno civile e politico e di qualità artistica e letteraria, una realtà importante e apprezzata in Sicilia e non solo.

  3. Ornella Papitto ha detto:

    Le donne di Mezzocielo sono libere perché non compiacciono e non scivolano nell’autocompiacimento.

    Il riconoscimento e la considerazione da parte de La Repubblica, è sicuramente il frutto dell’onestà militante.

    Molto bene. Molto bene 😉

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