che meraviglia il museo del giocattolo a Bagheria

14 febbraio 2017 di: Natalia Damiani

C’è a Bagheria, nella singolare Certosa di villa Butera, il Museo del Giocattolo e delle Cere Pietro Piraino, luogo magico di ricordi, ponte prezioso con il passato, che ci consente di ripercorrere antiche emozioni. Ritenuto di rilevante interesse demo-etno-antropologico per le collezioni di giocattoli d’epoca e di opere di cera, la Sopraintendenza ai BB.CC.AA. di Palermo, nel 2002 ne ha disposto la tutela, vincolando le stesse, custodite nella settecentesca Certosa.

Questa, fu fatta costruire dal Principe Ercole Michele Branciforte Pignatelli, e fu destinata ad accogliere gli ospiti importanti, le cui sembianze furono riprodotte da Ferretti in dodici statue di cera a grandezza naturale, successivamente rubate. Le statue in cera, rifatte dal prof. Pietro Piraino Papoff, antiquario restauratore ed eccellente ceroplasta, sono ambientate nella scenografica ricostruzione di un monastero di frati Trappisti, intenti allo svolgimento delle attività quotidiane. ll professor Piraino ha dedicato la sua vita alla ricerca, allo studio ed al restauro filologico di vecchi giocattoli (in legno, cartapesta, porcellana ecc.), è particolarmente attento al restauro delle bambole – in esposizione secondo un’accorta ambientazione d’epoca- dei presepi, dei manufatti in cera, presenti con oltre centoventi pezzi (l’arte di modellare la cera, creando immagini tridimensionali, è quasi scomparsa ai primi del ‘900).

ll Museo nasce da un progetto di advocancy per l’infanzia a più livelli, allo scopo di educare i bambini, e gli adulti, al concetto di “interculturalità”. Attraverso il gioco ed il “viaggio virtuale nel tempo”, si vuole creare un legame di solidarietà ed accettazione delle diversità, dove i giocattoli sono proposti come frammento di vita passata, documenti atti a mostrare il mutare della moda e dei costumi, della famiglia e della società, l’avanzare della tecnologia e dei materiali, e dove il gioco, nella sua evoluzione, diviene specchio veritiero del nostro divenire.

Tale percorso è immediatamente percepito visitando il Museo, dove sono raccolti oltre milleduecento giocattoli di ogni epoca, provenienti da ogni parte del mondo, ed appare evidente che il gioco ha annullato le diversità culturali di bambini di epoche ed etnie differenti, quale attività socio culturale ad essi comune, irrinunciabile anche nei momenti più bui della storia umana. Ne è esempio la pistola giocattolo in legno, proveniente dal campo di sterminio di Mathausen, fulgido esempio della forza dell’amore di un padre che, con il “gioco”, seppe sconfiggere anche la morte. La ricca collezione del prof. Piraino, frutto di una paziente opera di recupero e restauro, è dedicata ai bambini, perché abbiano conoscenza di “come eravamo”.

Ecco così presentarsi ai nostri occhi ammirati, case di bambole e botteghe di mestieri, come quella della stiratrice, realizzato in Francia nel 1900; ed ancora, gli automi più sofisticati (a trascinamento, a carica, ad acqua, a leva, che nulla hanno da invidiare a quelli esposti nei Musei europei), giocattoli meccanici, rari giocattoli russi in legno, calessi, trottole, automobili a pedali, raffinate marottes francesi datate 1800, bambole (Lenci, Bulgarella, in porcellana, in biscuit, in celluloide, in cera) abitini da neonati e da bambini d’epoca, completi di accessori (guantini e copri-manichette), borsette Lenci, sino ad un fazzoletto da collo, quale corredo scolastico per gli italici “figli della lupa”, decorato con svastiche e fasci littor….

Ognuno di essi, è anche un dono per noi adulti, che ci consente di non dimenticare di essere stati bambini; il sogno del professor Piraino, bambino sognatore (come egli stesso si definisce), che si rifugiava nel Pianeta del Piccolo Principe per sfuggire ad una realtà, divenuta precocemente dura, si è avverato con la creazione di questo Museo, dove si è liberi di entrare in quella magica dimensione di vita, legata alla fantasia, capace di restituire a ciascuno uno spazio, forse, ormai lontano.

3 commenti su questo articolo:

  1. giuseppina Burgio ha detto:

    ecco tante cose belle e raffinate che ci sono a Palermo quasi ignorate.

  2. Rivolgo un sentito e immenso grazie alla rivista Mezzocielo per lo spazio che ha voluto riservare alla mia istituzione culturale, frutto di un lungo impegno e di grandi fatiche cui ci siamo dedicati io e le mie figlie Laila e Lucilla Piraino. Anni di delusioni, di lotte, di momenti di euforia hanno segnato la nascita del nostro museo, spesso dovendo agire nel disinteresse o, peggio, nel contrasto delle Istituzioni. Per fortuna spesso intervengono estimatori sensibili alle cose dell’arte e del bello che con i loro suggerimenti e apprezzamenti ci danno la spinta a non mollare e a continuare a lottare. Noi ne abbiamo sempre fatto tesoro di questi incoraggiamenti fedeli come eravamo e come siamo alle parole di Che Guevara de la Sernas: “Chi non combatte ha già perso , chi combatte può sperare nella vittoria”
    Un mio grazie va pure a Natalia Damiani che ha scritto il testo; a lei faccio soltanto notare, ma non ne ha colpa, che la dotazione dei reperti presenti nel museo si aggiorna e implementa quotidianamente: Oggi il museo espone 1800 giocattoli d’epoca e una collezione di 130 opere in cera.
    Un personale mio plauso al vostro lavoro nell’informazione e nella cultura
    Pietro Piraino Papoff

  3. Silvana. F ha detto:

    La ringraziamo noi professore per la sua bella creazione certamente arricchente per Palermo, se le fa piacere ci comunichi pure qualunque sua iniziativa e noi la faremo conoscere attraverso gli appuntamenti alla città.

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