nevica, nevica, nevica!

10 gennaio 2017 di: Rosanna Pirajno

Noi del sud non siamo abituati al freddo polare, ce ne facciamo un vanto dei nostri climi tiepidi e di giornate assolate pure nell’inverno più rigido. Perciò non siamo attrezzati per il freddo e la neve, anche se i paesi montani ne sanno qualcosa di bufere di neve ad altitudini neppure tanto elevate.

Il paese in cui ho abitato da bambina si trova a soli 450 metri sul livello del mare, eppure la neve veniva a visitarci tutti gli inverni magari per qualche settimana, quanto bastava per regalarci il divertimento esclusivo del gioco con quella materia bianca che ci infradiciava e che non smetteva fino al richiamo a rientrare, al calar del sole. Erano pronte per noi coppe di granita con lo sciroppo d’uva, una prelibatezza che ci riservava l’inverno pur nelle ristrettezze dei tempi, quando – si era in guerra e quindi il ferro e l’oro alla Patria, le tessere annonarie per i beni di primissima necessità, le terre date in gabella e gli alimenti razionati, le scarpe cento volte risuolate e le giacchette di lana dura e pungente -, non c’era spazio per il superfluo e la granita in estate lo era pure per i bambini.

A Palermo è rara la nevicata che dura, ne avremo avute tre o quattro in cinquanta anni e sempre vissute come un prodigio da salutare con ohhhh di sorpresa e raffiche di fotografie prima che si sciolga, formando un denso strato di fanghiglia scivolosa.

Erano altri tempi, ma è strano che il fenomeno ci sorprenda ancora oggi che siamo immensamente più smagati. Sarà che i fenomeni della natura li viviamo ancora e sempre con meraviglia mista ad apprensione, sarà che una nuova consapevolezza ci rende più partecipi alle sorti del creato e delle sue creature, i poveri i deboli gli emarginati i perseguitati …, sarà il bambino che sonnecchia pur nei super accessoriati del ventunesimo secolo, fatto sta che il Generale Inverno lo viviamo ancora, almeno al sud, con un misto di sgomento e meraviglia e lo affrontiamo come Totò a Milano, con tanto di piumino e scarponcini e berrettone e sciarpona e cellulare in posizione foto, sfilato a fatica il guantone imbottito.

Le fotografie faranno testimonianza ai nipoti che, a quella nevicata straordinaria in città dove passarono gli spalaneve e si ruppero le tubature, noi c’eravamo.

2 commenti su questo articolo:

  1. franco ha detto:

    il freddo ci ha preso alla sprovvista, meno male però che ha nevicato perchè arriva l’acqua, perchè quando si scongelerà l’acqua, quando si scioglierà la neve, le riserve, le fonti verranno nuovamente riempite…… risolta almeno l’emergenza idrica che avrebbe visto interi quartieri riforniti in giorni alterni

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