anche in America, essere donna non vale un voto

11 novembre 2016 di: Rosanna Pirajno

La solidarietà femminile, se mai è esistita, è svaporata con la sconfitta di Hillary Clinton alle elezioni presidenziali degli Usa. L’incredibile vittoria del magnate Donald Trump, divenuto il 45° Presidente degli Stati Uniti d’America con il sostegno convinto delle donne che non hanno dato peso alle sue pesanti allusioni, alla misoginia esibita come un vanto durante la violenta campagna elettorale, questa vittoria è dovuta in buona parte alle donne che lo hanno votato con convinzione.

E con indifferenza verso le sue anche troppo esibite bassezze, passate in secondo piano a fronte delle odiate “virtù” della candidata donna alla quale non si è perdonata, viceversa, l’appartenenza all’establishment politico e finanziario del Paese, una colpa ben più grave, agli occhi della middle class bianca e bionda che le ha preferito Trump, delle sparate razziste, xenofobe, omofobe e misogene, e dalle intenzioni più guerrafondaie di quelle attribuite alla Clinton, del candidato maschio. Nessuno scatto d’orgoglio, potendo scrivere la memorabile pagina di storia del primo presidente donna, ha incrinato le certezze di un elettorato deciso a far pagare alla “strega” – come è stata definita da antipatizzanti donne sui social di casa nostra, tanto per allargare la solidarietà femminile – la sua superiorità intellettuale e professionale sul neofita miliardario che, avendo urlato alla pancia di un elettorato guidato più dall’istinto che dalla ragione, è stato incongruamente assimilato a “uno di noi”, “uno che ci somiglia” ma che in realtà cavalca i disagi sociali e vomita rimedi improbabili e ottenebranti che non vanno alla radice dei mille problemi che affliggono l’umanità.

Ora possiamo dirlo con cognizione di causa: le donne non sostengono le donne, se queste non riescono a penetrare la sfera dei convincimenti interiori che giustifichino la preferenza.

Davanti ad una donna candidata presidente, sentita come antipatica e scostante nonostante le indubbie competenze ne sosterrebbero le ambizioni, prevale il maschio populista e impreparato ma che sa intercettare paure e bisogni elementari. Anche nella profonda America, cara Hillary, il conflitto di genere genera mostri.

p.s. la vignetta di Gianni Allegra è terribile, ma è uno schock che rende l’idea.

7 commenti su questo articolo:

  1. ilaria ha detto:

    forse tante donne non si sono riconosciute in Hillary Clinton
    essere donna non necessariamente comporta l’identificazione con chiunque appartenga al genere femminile

  2. Roberto Di Natale ha detto:

    La vittoria di Trump dovrebbe far riflettere sulla situazione italiana e a quanti voteranno NO al referendum (rispetto le idee cmq) vorrei dire che la “deriva renziana” sarà sempre e comunque inferiore a quella che verrà dopo Renzi perché forse non ci si è domandati chi guiderà il paese: se si va alle lezioni anticipate qualcuno vede da qualche parte una SINISTRA? …l’alternativa sarebbero i 5 stelle? cambio paese.Sono più ipocriti e ambigui di tanti altri, dietro gli slogan si nascondono incompetenze e fanciullaggine nonché arroganza, saccenza e prepotenza più di REnzi. I 5 stelle hanno anche il “vizietto” delle epurazioni con chi non segue gli ordini dei guru Grillo e Casaleggio…Piccoli trump crescono…Salvini impazza e noi saremmo pazzi a cacciare Renzi in questo momento senza avere costruito un’alternativa di governo.

  3. fabiana ha detto:

    Durante la campagna elettorale Obama era l’ombra della Clinton.
    Gli anti-Obama, uomini o donne che fossero, in ogni caso americani, che hanno mal sopportato
    il quarantaquattresimo presidente o che lo hanno considerato responsabile di tanto malessere
    hanno preferito non eleggere la sua “prosecuzione” e passare ad altro, nel bene e nel male

  4. gianna ha detto:

    la nuova first lady Melania Tramp slovena, non americana, ex modella, elegante
    incanta il mondo e, probabilmente, la solidarietà femminile ha sostenuto lei 🙂

  5. Daria ha detto:

    Mi è piaciuto l’articolo, e ringrazio Roberto Di Natale per il suo commento che sintetizza in maniera precisa ed appropriata le ragioni del voto al prossimo referendum italiano. In un momento così delicato fa bene leggere tanta saggezza .

  6. Umberto ha detto:

    Proprio oggi Il ” MAGNIFICO TRUMP” ha detto che è pronta la lista di tre MILIONI di clandestini da cacciare!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    Votate SI’ al referendum se non volete che accada anche da noi, se non volete un governo di FAscisti al governo!!

  7. Rita ha detto:

    E’ inutile, l’uomo forte piace, rassicura, protegge, vendica; ecco qua, paparino, le tue fedeli ochette hanno
    tanto bisogno di te e i maschi sperano che ce ne sia anche per loro!

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