voglia di vivere alle Paralimpiadi

2 ottobre 2016 di: Daria D’Angelo

Le Paralimpiadi si sono concluse con un bilancio positivo per l’Italia. La squadra azzurra ha portato atermine la manifestazione con un bottino che ha garantito al Team Italia il nono posto nel medagliere complessivo.

Ho l’impressione che quest’anno se ne sia parlato di più, e mi fa piacere che si dimostri un meritato interesse verso giovani pieni di coraggio. Oggi le Paralimpiadi lanciano un insostituibile messaggio per l’abbattimento delle barriere architettoniche e culturali, per l’inclusione e l’integrazione delle persone disabili nella società.

A proposito di Alex Zanardi, medaglia d’oro di ciclismo, ho letto una bellissima lettera aperta scritta da Davide Tambone su un blog, dal titolo “Zanardi ci hai fregato” :

«Caro Alex,

lo sapevi che la tua medaglia d’oro ha dato un duro colpo allo sport nazionale?

No, non il calcio. Il lamento.

E sì caro Alex, come faremo ora a sostenere di non avere la possibilità di fare ciò che desideriamo?

Come faremo, se tu continui a dimostrare che possiamo andare oltre i nostri limiti?»

Alex Zanardi ha iniziato con i kart per arrivare in formula 1. Un incidente gli ha portato via le gambe, ma non si è lasciato andare. Sarebbe stato facile sentirsi una vittima del destino, avrebbe avuto l’appoggio del mondo, la sua compassione, ma a 46 anni è andato alle Olimpiadi sfidando chi gli diceva che sarebbe stato “troppo vecchio” . Ha dimostrato, testardamente, che si può andare oltre i propri limiti, anzi oltre i limiti che gli altri impongono.

Ogni atleta che partecipa (se ne potrebbero nominare tanti altri, oltre Zanardi) è spinto dalla voglia di vivere, ognuno di loro è un testimonial di coraggio, di forza, di gioia di vivere.

Un esempio per chi resta inerte in questa società, e per chi la cerca, questa forza. La voglia di andare oltre, e la consapevolezza di riuscirci sono già un traguardo fondamentale per mantenere integra la dignità nella disabilità.

Gioie, vittorie e fama più che meritate che dovrebbero essere in grado di bandire lamentele e inerzia di una giovane società troppo spesso distratta e indifferente ai valori della vita.

Quando si parla dei giochi Paralimpici, si deve parlare di sport, di abilità e non di disabilità, di quello che le persone possono fare, non di quello che non possono.

3 commenti su questo articolo:

  1. gemma ha detto:

    Quello di Alex Zanardi è sicuramente un esempio da seguire. Esistono alcune preziosissime persone che, come lui, dopo un grave incidente, dopo un intervento serio, dopo una grave malattia non si arrendono mentre, nella maggioranza dei casi, ci si abbandona alla depressione e alla voglia di mollare tutto. Certo, è questione di carattere e di forza interiore. Occorre fare un grande lavoro su se stessi e vincere la tentazione di compiangersi e sentirsi sconfitti. Un applauso caloroso a tutti gli atleti che hanno partecipato alle paralimpiadi e a tutti i “disabil”i e gli “invalid”i che lottano quotidianamente affiancati da familiari e persone straordinarie che lavorano con loro e per loro. A questi ultimi un grazie di vero cuore.

  2. nunzia ha detto:

    Concordo con il titolo scelto per questo articolo:” Voglia di vivere!” che non è la stessa cosa di “Voglia di vincere” che caratterizza gli altleti “normali”, quelli che non hanno arti mancanti o disabilità diverse relative alla vista o a sindromi varie e che ricorrono in qualche caso ad aiuti discutibilissimi come il doping. Evviva i professionisti seri e onesti para o non para che ce la mettono tutta per affrontare la vita a testa alta, con grinta e determinazione e vera sportività.

  3. Lorenza ha detto:

    Mi hanno commosso le lacrime, le grida di gioia, i volti nelle smorfie più assurde per urlare la vittoria, i gesti liberi e liberatori per gridare la scommessa alla vita .La loro vita di atleti schiacciata dalla fatica per gli allenamenti esasperati ma non schiacciata dal dolore fisico e dalla diversità. Nessuno di loro sconfitto dalla malattia o da un incidente ma tutti trionfanti su una sorte pesante. Vorremmo tutte la loro forza e il loro coraggio.

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