le giuste parole di Clara Margani

13 ottobre 2016 di: collettivo romano

Il 7-8-9 ottobre al teatro Documenti di Roma, è andata in scena la pièce “Le giuste parole” di Clara Margani, tre atti composti da
 ”Ignoto Limiti” interpretato da Vincenzo Longobardi, 
”Le giuste parole” con Maria Colucci e Rosario Gargiulo, 
”La parrucchiera” con Maila Barchiesi. Scene, costumi, grafica e regia degli attori.

Lo spettacolo ha avuto un ottimo successo di critica e pubblico, di cui i commenti sotto riportati danno testimonianza insieme al nostro particolare plauso per il lavoro dell’autrice, importante mattone del nostro piccolo edificio editoriale, che interviene a fondo pagina insieme agli attori.

Lo spettacolo di Clara stava per debuttare. La sera dello spettacolo eravamo tutte emozionate, non sappiamo dire, né spiegare il perché ma questo era il nostro stato d’animo. Poi si è alzato il sipario…

Non dirò che sono venuta a Roma solo per vedere questo spettacolo, ma quasi. Comunque sia, sono andata alla prima, con tre amiche, una peruviana, una svizzera francese ed una svizzera tedesca, tutt’e tre con una conoscenza dell’italiano molto approssimativa. Eppure sono riuscite a percepire il senso e l’intenzione di una rappresentazione teatrale suggestiva e suggerente dei testi di Clara, alla quale voglio esprimere anche il mio personale apprezzamento e l’incoraggiamento a continuare sulla strada della drammaturgia, che ha felicemente già imboccato.

Marina Gasperini

Noi, amiche di Roma, avevamo seguito passo passo la gestazione di questo bel lavoro di Clara, di cui avevamo ricevuto da parte sua già qualche anticipazione, ma la “prima” ci ha ugualmente sorpreso. Non poteva essere diversamente, conoscendola sappiamo bene che ha sempre un asso nella manica che al momento giusto tira fuori coniugando profondità di pensiero ad una leggera nota di ironia.

Silvia Romanese

Negli ultimi anni ho condiviso con Clara lavoro, amicizia al di fuori del lavoro, momenti difficili, momenti tristi e anche tanta allegria. Ho sempre saputo che la profondità dei suoi pensieri non poteva esaurirsi tra i banchi di scuola dove per anni ha insegnato. La sua saggezza, la sua capacità di analizzare le diverse sfaccettature dell’esistenza di ciascuno, di percepirne i sentimenti e descriverli con dovizia di particolari, sono alla base di questo suo ultimo lavoro appassionato, serio, profondo, attento.

Gemma Settembrin

Belli i personaggi cui Clara Margani ha dato voce nel suo pezzo Le giuste parole: un ignoto milite, una signora malata che vive da sola e una parrucchiera alle prese con le difficoltà della vita quotidiana. Fresco il testo e magnifica l’interpretazione degli attori, che hanno saputo dare forma alle tante sfumature di “blues” e “pink”, che hanno sempre colorato le nostre solitudini

Rita. Annaloro

Che cosa hanno in comune il protagonista del testo “Ignoto militi”, la donna e l’uomo che si incontrano ne “Le giuste parole” di Clara Margani e il personaggio femminile de “La parrucchiera”? Tutti e quattro si impegnano più o meno volutamente nella difficile impresa di comunicare il proprio disagio, di trovare le “giuste parole” per dare voce alla propria condizione di sofferenza e soprattutto di solitudine. La loro è una ricerca difficile e dolorosa, ma non priva di momenti autoironici e liberatori.

Sembrano essere lontanissimi sia nel tempo che nello spazio, invece in un tempo e in uno spazio comune fittizio, dato dal loro vivere sulla scena, si comunicano e ci comunicano questo desiderio condiviso di entrare in contatto con qualcuno, la loro necessità di essere ascoltati e di illustrarci le ragioni della loro condizione.

Di fronte ad un pubblico reale, quello degli spettatori, ma anche di fronte ad un loro pubblico immaginario, i quattro personaggi si offrono indifesi e fragili con le loro debolezze, i loro difetti, le loro domande senza risposta, forti però della sincerità della loro condizione di uomini e donne alla ricerca di un rapporto autentico che giustifichi e dia valore alla loro esistenza.

Clara Margani

E’ stato interessante trovare assieme il filo rosso che lega i tre testi e lasciarsi andare alle ipotesi più interessanti e, perché no?… probabili, che solo in uno spazio così magico hanno potuto prendere la “giusta” forma”.

Gli attori

9 commenti su questo articolo:

  1. Gabriele ha detto:

    Sarò di poche parole, come l’uomo che incontra l’anziana signora:

    Spettacolo eccellente.

    Grazie Clara.

  2. Arturo ha detto:

    Lo spettacolo mi ha coinvolto soprattutto per il fatto che i tre attori hanno portato in scena, per oltre 15 minuti ciascuno, una sorta di monologo interiore davanti al pubblico, senza interruzioni e senza batter ciglio, a prova di elevata competenza, serietà e professionalità. Si tratta di tre tipologie di solitudine che si riflettono negli animi di ognuno di noi…

  3. Nuccia ha detto:

    La solitudine purtroppo è un male invisibile che fa star male le persone senza rendersene conto. é quindi importante parlarne e rappresentarla come hai fatto tu Clara.bravissima!

  4. Rita ha detto:

    è difficilissimo parlare della morte e dell’abbandono in modo naturale senza paure ed inutili retoriche. bravissima Clara

  5. Michela ha detto:

    Vorrei trovare le giuste parole per esprimere quello che ho sentito nel profondo ascoltando il monologo del milite ignoto e la logorroica anziana signora che parla a ruota libera e la parrucchiera solitaria e chiacchierona che travolge le sue clienti con tutto il suo vissuto…..non le trovo….. ma mi è piaciuto molto assistere a questo spettacolo. Bravi gli attori e l’autrice.

  6. Virginia ha detto:

    Un’idea e parole piene di finezza e di sensibilità sulla solitudine di tutti noi, soprattutto di quelli che non trovano ascolto o che sono inconsapevoli della loro sofferenza. Attori bravissimi.

  7. ilaria ha detto:

    All’inizio dello spettacolo, nello spazio compreso tra il pubblico seduto ai lati della scena, tre statue viventi, una maschile e due femminili, attendono il loro turno per animarsi e raccontare la loro storia. Sono espressioni diverse della stessa umanità che prendono forma nel racconto e nei racconti, ognuna con la propria irriducibile identità…persino quel milite ignoto al quale, per sua stessa definizione, la Storia con la esse maiuscola ha negato per sempre. Ottima prova teatrale sia dell’autrice che degli attori!

  8. stefania ha detto:

    Dopo aver assistito alla rappresentazione de “Le giuste parole”, ho fatto una riflessione sulla base di quanto ho ascoltato e visto. Le parole giuste in realtà forse non esistono ma questa è una conclusione a cui deve/può arrivare il pubblico.
    Esistono però parole di vita che non sempre sono giuste ma proprio per questo creano vita, condivisione, scambio.Ciò che è giusto sono le relazioni all’interno delle quali prende forma la vita più nel dare che nel ricevere, più nell’ascolto che nella parola.

  9. Francesca ha detto:

    Menomale che alla fine dello spettacolo la sala è rimasta nella penombra, così non si è visto che piangevo come un vitello slattato. E’ stata un’esperienza veramente emozionante che ha smosso dentro di me tante cose, ma da quello che ho potuto vedere anche negli altri spettatori. Per me la parte più emozionante è stata quella della parrucchiera, una donna più o meno della mia età e con qualche brutta esperienza in comune. L’attrice è stata bravissima, ma anche gli altri attori e soprattutto l’autrice dei testi.

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