chi giudica il valore delle persone nella scuola italiana

7 agosto 2016 di: Magdalena Marini

Nei prossimi giorni, i Dirigenti Scolastici decideranno quali docenti assumere nel proprio istituto scolastico. Avverrà, infatti, la chiamata diretta degli insegnanti assegnati agli ambiti territoriali. Ciascun Dirigente Scolastico pubblicherà un bando con i posti disponibili nel proprio istituto; dopo, tutti i docenti in possesso di abilitazione, assegnati a quell’ambito territoriale, potranno presentare una lettera professionale di presentazione e il proprio curriculum in uno o più istituti presenti in quella zona. I Dirigenti Scolastici dopo aver esaminato le domande e i curricula, valuteranno le competenze dei richiedenti e stileranno una graduatoria. I nuovi docenti dovranno essere aggiornati, dimostrarsi bravi pedagoghi, conoscere bene l’inglese, saper gestire il sostegno, se specializzati. Tutti gli insegnanti che non saranno chiamati direttamente dai Dirigenti, verranno assegnati agli Uffici Scolastici in base al punteggio di mobilità e ai posti residui. Secondo il Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini e il sottosegretario Davide Faraone: «È un’innovazione profonda: si passa da un meccanismo che premiava l’anzianità, basato su punteggi e burocrazia, a una procedura che valorizza il percorso professionale dei docenti e consente alle scuole, per la prima volta, di poter scegliere gli insegnanti di cui hanno bisogno».

Ma attenzione, chi la fa l’aspetti! Chi valuta sarà valutato! Nel corso dell’anno scolastico, ispettori ministeriali ed esperti esterni si esprimeranno in merito all’operato dei Dirigenti Scolastici, sulla gestione e valorizzazione delle risorse umane, sull’attribuzione del bonus attribuito agli insegnanti in base all’effetiva efficacia ed efficienza produttiva, sull’indirizzo specifico dato all’istituto da essi diretto e l’apprezzamento e la stima da parte della comunità in cui operano. Ai Dirigenti meritevoli verrà assegnato un premio in denaro, mentre quelli giudicati negativamente verranno trasferiti. Se anche dopo il trasferimento l’operato continuerà ad essere negativo, resteranno a disposizione dell’Ufficio scolastico regionale e saranno costretti a cambiare mestiere, poiché giudicati non idonei a lavorare nel comparto scuola con mansioni di responsabilità, come specificato dal Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini.

E gli alunni? Anche per loro sono previste novità: i giudizi relativi alla certificazione delle competenze saranno espressi con lettere dalla A alla D. Per assegnare la A, B, C o D, gli insegnanti saranno chiamati ad osservare, nel corso del ciclo scolastico, lo stile di vita, le emozioni, gli atteggiamenti, la capacità di problem solving, le abilità e tutte quelle caratteristiche che, misurate e schematizzate in una scheda, saranno messe a disposizione delle famiglie a conclusione del percorso formativo dello studente, documentandone così il processo di crescita con un profilo più dettagliato che affianchi la classica scheda di valutazione redatta invece con i voti espressi in forma numerica. Nella parola “valutare” vi è il concetto del “misurare” e anche quello del “giudicare”. Il valore delle persone è sottoposto, inevitabilmente, a criteri di giudizio quantitativi e qualificativi che, come sappiamo, non sempre risultano oggettivi né universalmente condivisi.

5 commenti su questo articolo:

  1. stefania ha detto:

    mi aspetto un buon lavoro di squadra nel prossimo anno scolastico dal momento che i nuovi arrivati sono abilitati, motivati e ben disposti ad intraprendere percorsi innovativi e costruttivi…forse la scuola ha bisogno di una ventata di novità e il cambiamento va vissuto positivamente, anche se, per alcuni, comporterà sacrifici legati alla distanza dalla propria abitazione e organizzazione della vita privata in funzione di un lavoro che comporta impegno e presenza quotidiani.

  2. Gabriele ha detto:

    Speriamo che vinca sempre e comunque il merito!
    Che non diventi un “insegnante mercato” che si commenti nei bar, così come il “calciomercato” estivo.
    Pensiamo al vero bene per gli studenti.

    Buon lavoro a tutti e viva la Scuola.

  3. marta ha detto:

    si continua a parlare di proteste contro gli spostamenti obbligati, per alcuni insegnanti, necessari secondo la legge della buona scuola per sanare definitivamente il problema del precariato… la ricerca del posto fisso comporta anche l’accettazione di ottenerlo in posti distanti dalla propria collocazione familiare. non per sempre, il tempo necessario per il trasferimento dove si desidera, una volta maturati i requisiti richiesti per ottenerlo. non sempre si può avere tutto e subito.

  4. Susanna ha detto:

    L’idea di essere controllati nel proprio operato piace a pochi, ma io credo che sia giusto.Se si è fatto il proprio dovere il controllo è solo la verifica della giustezza delle nostre azioni. D’altra parte, come diceva Bertolt Brecht, viene però da domandarsi:”Chi controlla i controllori?”

  5. Giuseppe ha detto:

    Capire il valore di quello che si fa secondo noi ma anche secondo gli altri è un segno importante di maturità e serietà.
    La scuola è un mondo che accoglie e conduce in un processo di crescita gli alunni ma, chi accoglie e accompagna deve avere doti e qualità controllabili e affidabili e non temere giudizi e valutazioni ma avere la coscienza a posto. La scuola è sempre relazione tra persone: lo devono capire i ragazzi ma anche gli insegnanti.

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