un poeta e un bambino siriani

21 marzo 2016 di: Viviana Corvaia

Un bambino siriano mi mostra il suo passaporto, in cambio di soldi, attraverso il vetro dell’auto che mi conduce all’aeroporto di Casablanca. La questione siriana rimane una delle più complesse da gestire…le immagini dei reporter ai confini della Turchia o dalla Grecia, ad esempio, nei mesi scorsi ce lo hanno raccontato. Per ragioni ovvie, ho cancellato i dati anagrafici dal passaporto del bambino, posso solo dire che il suo nome è Mohammed ed ha 13 anni. Di lui conosco solo i dati anagrafici e il suo sguardo dolce e simpatico.

Una foto che riguarda il nostro tempo, quello che viviamo, quello che esiste e che ci appartiene.

Diario di Beirut sotto assedio, 1982

La mia epoca mi dice francamente

Tu non hai appartenenza.

Io rispondo francamente:

Non ho appartenenza.

Cerco di capirti.

Ora sono un’ombra

Perduta nella foresta

Di un teschio

Sto sui miei piedi, il muro è una barriera –

La distanza si riduce, una finestra si allontana.

La luce del giorno è un filo che faccio

A pezzetti coi polmoni per suturare la sera.

Adonis, poeta siriano.

Oggi, Giornata mondiale della Poesia, niente di più adatto che i versi di un poeta siriano e la foto di un bambino siriano, mentre mostra un passaporto che non ha più valore e che lo sta condannando alla fuga dalla sua terra. La foto ed il breve commento sono della nostra collaboratrice Viviana Corvaia, documentarista fotografica e responsabile della comunicazione visuale Mete onlus.

In copertina, il poeta Adonis.

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