benessere, differenze

18 marzo 2016 di: Ornella Papitto

“Mi fa stare bene” e “mi fa bene”.

Non tutto quello che mi fa star bene mi fa bene, allora devo scegliere con consapevolezza e assumendomene tutte le responsabilità.

Le sostanze psicotrope “fanno stare bene” ma se non si decide di affrontare la causa del bisogno che induce ad assumerle, ci si destina alla dipendenza.

È un buco da riempire. E la scelta cade sulla sostanza e non sulla sostanza di noi stessi. Di quale sostanza siamo fatti? A quali bisogni sentiamo la necessità di rispondere?

La causa è la vigliaccheria. Non avere coraggio di scoprire, di svelare le nostre fragilità, le nostre dipendenze e le colmiamo, le nascondiamo, le riempiamo di sostanze che stordiscono, attutiscono, sedano, calmano le spinte della nostra reale sostanza.

Sintonizzarsi con se stessi, senza pietà, senza cercare alibi ai quali agganciarsi, come il naufrago al legno. Sviscerarsi l’anima, lo spirito e ribellarsi a se stessi, solo a se stessi.

Solo in noi è la felicità. Solo noi ne siamo gli artefici. Non altri, altrimenti consegniamo noi stessi all’altro, oppure, illudendo l’altro, lo prendiamo prigioniero rimanendo prigionieri.

Non possiamo rendere felici gli altri, ma cercare di renderli contenti, farli contenti ma non di accontentarli perché stiamo ponendo le fondamenta per un’altra prigione, perché mi aspetterò altrettanto.

L’aspettativa è l’anello di congiunzione tra la libertà e la dipendenza. Nello stesso momento in cui nutro l’aspettativa, lì mi imprigiono nella dipendenza.

L’amore è agape, senza aspettarsi nulla in cambio, altrimenti è solo interesse bancario: solo il tempo per passare all’incasso.

3 commenti su questo articolo:

  1. Gemma ha detto:

    Per motivi di salute sto facendo una dieta consigliata dalla nutrizionista. Mangio, ora, tutto ciò che prima evitavo per pigrizia: verdura,cruda e cotta, ripassata in padella, frutta, pasta fatta con cereali alternativi al grano, pesce e legumi. Mi sono accorta di essermi alimentata per tanti anni di tutto ciò che mi faceva male, senza rendermene conto, solo per comodità e praticità, perché suggerito dalla pubblicità, convinta che insaccati, formaggi, pasta, pizza, pane lievitato, dolci e quant’altro mi facessero stare bene. Non era così. Non ne ero consapevole…. mi sentivo “libera” di mangiare qualsiasi cosa essendone invece “dipendente”. Prendere consapevolezza dei propri errori e correggere il tiro: questo ti fa star bene. Amare e rispettare innanzi tutto se stessi non ha prezzo. Grazie Ornella per questo articolo

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