Un tuffo nell’infanzia per maturare

29 gennaio 2016 di: Stefania Di Filippo

Non so chi, o se mai qualcuno l’abbia scritto sotto forma di aforisma, ma sono certa che (quasi) tutti gli adulti abbiano, almeno una volta nella loro vita, detto: “Ma perché non posso guardare un cartone animato?”. Rispondendo, magari, alla presa in giro di qualcuno che, per sentirsi un po’ più “in”, decide di guardare solo film che hanno grandi titoloni, di registi con nomi che per essere letti correttamente, nella maggior parte dei casi, hanno bisogno di un certificato di lingua straniera, che sia pure di un livello medio alto. Chi ha detto, però, che, anche nei movies animati non ci sia una morale filosofica all’altezza di quella di altri capolavori del cinema classico? Chi ha detto che una scena di un cartone non possa essere acqua per i germogli di riflessioni che, fino ad allora erano rimasti sopiti nelle nostre menti?. Se volessimo prendere ad esempio uno degli ultimi capolavori della Pixar, ossia il famosissimo Inside Out,  ci potremmo soffermare su uno dei personaggi “sorpresa” (nel trailer non c’è nessun riferimento a lui e non è presente), ossia Bing Bong, amico immaginario della piccola Riley, che, in una delle scene più tristi della pellicola si sacrifica rimanendo nella valle della dimenticanza. Ecco, questo frangente qui, ha portato due ragazzi di 25 anni, che avevano deciso di passare un pomeriggio infantile, a pensare su come bisogna, in alcuni casi, rinunciare, dimenticare, una parte della nostra infanzia per dare spazio a quella matura, adulta, quella che ci ricorda di studiare, andare a lavoro, trovare una buona posizione sociale, o comunque, di riuscire a sopravvivere in questa palestra giornaliera che è la vita. Ci ricorda come bisogna rinunciare a qualcosa del nostro passato per far spazio al nostro futuro, a quello che saremo, ma senza esagerare, senza dimenticare troppo i bambini che siamo stati, senza allontanarci troppo dai bambini che, un giorno, chissà, avremo, ma tanto, fino a quando ci saranno i cartoni animati a ricordarci ciò, potremmo liberare il fanciullo che è in noi dalle catene della società adulta.

8 commenti su questo articolo:

  1. Desy ha detto:

    Un cartone animato non è per forza solo per bambini,specialmente uno fatto con tanto accuratezza,consiglio a tutti di vederlo,una riflessione,una lacrima,un sorriso pensando con nostalgia all’infanzia,credo non faccia male a nessuno.

  2. Andrea g ha detto:

    Dici benissimo, ho pianto sia nel vedere inside out sia nel vedere up!, molto più che per altri filmoni “seri”, mi trasmettono con la srmplicità dei sentimenti umani molto profondi e sostengo che siano educativi sia per i piccoli ma anche per i grandi!!!

  3. Andrea ha detto:

    Non bisogna mai smettere di essere un po’ bambini nemmeno da grandi.. Alcune doti tipiche dei bambini, quali la curiosità, la spontaneità e la bontà farebbero la differenza in tanti uomini. E credo che in qualsiasi grande uomo del nostro tempo questo lato sia visibile e mai completamente assopito:)

  4. labbè ha detto:

    A parte l’animazione e le vocine da bambini è un film d’animazione per ogni età con grandi spunti per la vita di tutti i giorni. Ogni sintimento ha pari dignità e valore.Attendo il sequel …..dell’articolo 🙂 al prossimo inside out

  5. Matteo ha detto:

    mi è piaciuto tantissimo Inside Out, e Bing Bong è senza dubbio il mio personaggio preferito, quella piccola parte giocosa e distaccata dalla realtà presente in tutti noi che spesso viene persa crescendo, e forse sono proprio i cartoni animati a mantenerla viva, lunga vita ai cartoni animati!

  6. silvia ha detto:

    Di solito ogni bambino va al cinema a vedere i film a cartoni animati accompagnato almeno da un adulto, quindi credo che siano senz’altro da interpretare secondo una doppia lettura: una più spontanea ed immediata da parte dei piccoli spettatori ed una più riflessiva da parte degli adulti. Inside ut descrive in modo leggero e molto delicato quel mondo interiore di sentimenti ed emozioni a volte così contrastanti dell’animo umano…esserne consapevoli, non farsi dominare dalla rabbia né vincere dalla tristezza, vivere il presente e le sue difficoltà conservando i ricordi più belli del passato ma senza farsi vincere dalla malinconia, continuare a credere in noi stessi e conservare la fiducia negli altri anche quando ci sentiamo traditi o abbandonati è importante ad ogni età! Parola di una 56enne che è rimasta incantata da questo film (si è divertita, ha sorriso, si è commossa) e che ha ancora tanto da imparare

  7. ludovica ha detto:

    Bellissimo articolo; i cartoni sono una delle poche cose che permettono a noi adulti di ristabilire il contatto con quello che eravamo e che, volenti o nolenti, complice la vita frenetica, dimentichiamo di essere stati. Complimenti.

  8. Francesca ha detto:

    Articolo bellissimo, da cui trarre spunto per molte riflessioni, complimenti!! All’apparenza Inside Out, come molti altri cartoni, sembra diretto solo ad un pubblico di bambini ma regala delle chiavi di lettura molto profonde. Spero che vedendo questo cartone animato, molti adulti e ragazzi siano riusciti a ritrovare, anche solo per un pò, il “fanciullino” che è in tutti noi per meravigliarsi e assaporare questa “palestra quotidiana” anche con uno spirito da bambini, che a volte serve.

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