anteprima del film di Lucchetti su papa Francesco

8 dicembre 2015 di: Clara Margani

L’aula delle udienze pontificie, posta alla sinistra della Basilica di San Pietro e intitolata al pontefice Paolo VI sotto il quale venne edificata, è più nota con il nome del suo architetto Pier Luigi Nervi a cui fu commissionata nel 1964 e che la realizzò tra 1966 e 1971. Costruita in calcestruzzo armato, è caratterizzata da una volta parabolica, da grandi vetrate ad opera di Janos Hajnal e da un palco in cui è presente una scultura di Pericle Fazzini che rappresenta la resurrezione di Cristo.

Ma la cosa più stupefacente di questo luogo è la sua capienza, infatti può contenere 12 mila persone e transitando dalle porte laterali si ha l’impressione di entrare in un’immensità, pur se razionalmente circoscritta in settori, da capogiro sia in senso orizzontale che verticale. In questa sede si è tenuta, il primo giorno di dicembre, l’anteprima del film di Daniele Lucchetti intitolato “Chiamatemi Francesco”, in cui viene raccontata la vita di papa Bergoglio dalla sua vocazione all’elezione a pontefice, sullo sfondo delle tragiche vicende politiche argentine. Il tutto davanti ad una platea sterminata di persone provenienti da culture, paesi e anche religioni diverse, che quasi disciplinatamente hanno fatto una fila di due ore prima per entrare e una di un’ora per uscire, a cui aggiungere un’altra ora e mezza nell’attesa che tutti prendessero posto.

Prima della proiezione la banda delle guardie svizzere ha tenuto un concerto, di cui sono stati molto apprezzati due pezzi eseguiti con i lunghi corni delle Alpi, che si sono conclusi a sorpresa con un urlo dei due compassati strumentisti in divisa di gala. A seguire i ringraziamenti del produttore, del regista e degli interpreti principali, Rodrigo De la Serna e Sergio Hernandez, che hanno impersonato papa Bergoglio nella giovinezza, nella maturità e nella vecchiaia. E poi le immagini hanno catturato l’immensa platea con la loro dignitosa semplicità, senza guizzi geniali ma anche senza cadute agiografiche, grazie ad una sceneggiatura chiara ed emotivamente contenuta e ad una recitazione sobria e calzante, proponendo alla fine la ripresa dell’affaccio del vero papa dal balcone di San Pietro, subito dopo la sua elezione con quel suo sorriso sincero e la famosa frase: ”Sorelle e fratelli, buonasera”, che ha strappato un applauso scrosciante e prolungato dedicato più alla persona che al personaggio.

All’uscita alcuni volontari distribuivano alle persone bisognose buste con cibi e generi di conforto. Ma nella sera romana qualche persona impellicciata o tutt’altro che bisognosa, si allontanava con una o più buste sotto lo sguardo paziente dei santi del colonnato e lo splendore dei marmi di una piazza San Pietro illuminata e misericordiosa.

2 commenti su questo articolo:

  1. silvia ha detto:

    C’è chi è abituato a condividere con naturalezza ciò che ha ed invece chi, con spirito rapace, si prende avidamente anche ciò di cui non ha nemmeno bisogno approfittando di ogni situazione…lecita o illecita che sia. Purtroppo non ci sono anteprime di film sulla vita del papa che tengano: non appena le luci della sala si riaccendono ognuno torna nella sua realtà di sempre e le contraddizioni si fanno, come ha notato Clara, a volte stridenti.

  2. floriana ha detto:

    Ho visto il film al cinema e mi ha un po’ deluso. E’ un prodotto dignitoso ma non aggiunge niente a quello che sapevo di papa Francesco. Certo che vederlo nella sala Paolo VI o Nervi deve essere stata una bella esperienza!

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