come si misura la gravità di un attentato?

23 novembre 2015 di: Marina Gasperini

Siamo tutti Parigi, io per prima, parigina di cuore. Abbiamo tutti seguito minuto per minuto, nelle dirette televisive, su tutti i canali, le vicende francesi, le testimonianze di chi si trovava lì in quel momento, le analisi degli esperti, le reazioni dei politici, il discorso del presidente Hollande. I monumenti del mondo intero si sono illuminati in rosso, bianco e blu.

Sui campi sportivi le squadre di ogni paese hanno intonato la Marsigliese.

Un simbolismo necessario davanti ad un tale dramma.

Mi permetto però di ricordare che il 31 ottobre scorso, sul Sinai, l’airbus A321 russo è esploso in volo a causa di una bomba terrorista. Le vittime, tra le quali molti bambini, sono 224.

2 commenti su questo articolo:

  1. Rita ha detto:

    brava Marina, hai colto sinteticamente il dramma occidentale: siamo tante talpe che vedono solo a
    distanza molto ravvicinata. Speriamo che presto i tempi diventino meno bui .

  2. andrea ha detto:

    c’è una tendenza discutibile: quella di spettacolarizzare tutto, anche il dolore
    che tristezza!

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