un film deludente, peccato per Johnny Depp

30 ottobre 2015 di: Veronica Arena

Se nutrite grosse aspettative nei confronti del biopic firmato da Scott Cooper, posso anticiparvi con mio enorme rammarico che rimarrete delusi.

Il film segue le vicende del criminale realmente esistito James Bulger – uno dei più ricercati dall’Fbi – dalla sua uscita da Alcatraz fino al suo inesorabile declino.

Nonostante il regista si ispiri chiaramente al cinema di genere (pensate a Quei bravi ragazzi, Donnie Brasco o Blow), il film manca totalmente di picchi emozionali, di personalità e soprattutto di introspezione psicologica. La narrazione si presenta come una serie di eventi poco approfonditi che risentono potentemente di colpi di scena e risvolti emozionanti di qualsiasi genere.

Come se non bastasse, desiderosa di ritrovare il Johnny Depp dei tempi d’oro – sono una nostalgica delle grandi interpretazioni di The Libertine, Sweeney Todd e Secret Window – mi sarei aspettata un’interpretazione se non stellare quantomeno convinta e convincente. Seppur la scrittura non permetta di sondare coerentemente e profondamente la psicologia dei personaggi, Depp non è stato assolutamente in grado di riscattare la narrazione attraverso il suo lavoro di attore. Questa è la prova che un camuffamento fisico importante – a mio avviso molto poco riuscito, tanto da non risultare affatto credibile – non sempre porta ad un risultato memorabile.

Persino le vicende personali di Bulger, le stesse che dovrebbero comportare un risvolto emotivo, sono appena abbozzate ed inserite in un contesto che pullula di personaggi e di location senza sapore. Non posso dire che Black Mass sia un brutto film (stilisticamente è piuttosto raffinato), ma è destinato all’oblio delle pellicole senza infamia e senza lode. Che forse è peggio.

1 commento su questo articolo:

  1. Rosy ha detto:

    Efficace ed esauriente!

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