Mettere al mondo bambini orfani

22 ottobre 2015 di: simona mafai

Si fanno nascere bambini orfani: questo avviene,  quando si mettono  al mondo “figli biologici”,  con l’utilizzazione di uteri in affitto (per ora solo all’estero).

Le opinioni su questo delicato tema sono diverse, anche diversissime: ma io desidero dire la mia. A cosa serve del resto,  se non a questo, Mezzocielo,  nostro “spazio di libertà”?.

Commissionando la fecondazione del proprio “seme” dentro un ventre estraneo (e a pagamento: ma questo in fondo è secondario), con l’acclarato proposito di acquisirne il frutto non appena tagliato il cordone ombelicale, si nega alla radice l’apporto materiale e spirituale, singolo e insostituibile,   che la donna fornisce per nove mesi all’embrione cresciuto dentro di lei. E si condanna il nuovo nato ad essere orfano di madre. Per sempre.

Si porta alla vita una creatura mutilata in partenza, privata dell’apporto materno, insostituibile per una formazione umana sana e  completa.  E questo non per caso (come può tristemente avvenire nel corso della vita di ogni bambino o bambina) ma perché ciò è iscritto in partenza nel suo progetto esistenziale.

Non sarà il convivente del padre biologico, si faccia chiamare “mamma” o “genitore due”, a compensare una mancanza così profonda, possa egli “adottare” o no, secondo la curiosa formula proposta da qualche legislatore, la piccola creatura . Che non avrà mai una madre, qualsiasi zuccherosa vicenda inventino gli autori dei recenti consolatori libri, scritti per bambini orfani appena nati.

Domanda: siamo di fronte ad un discutibile “diritto alla paternità” per tutti, o alla  manifestazione di una  arrogante  incapacità di riconoscere i propri limiti?

5 commenti su questo articolo:

  1. marina ha detto:

    Grazie Simona,
    per aver osato andare contro il politicamente corretto.

    Quando ero ancora giovincella e scrivevo per un giornale del movimento cooperativo italiano, , all’inizio degli anni ’80, fui inviata in una grande fattoria della campagna romana dove si era messa in pratica una grande innovazione. onde non ingombrare con gravidanze debilitanti le mucche più pregiate, venivano ingravidate artificialmente con il seme di tori di grande valore le mucche di minor valore. Scrissi un articolo elogiativo del progresso nella scienza veterinaria, perché questo si aspettava da me, ma conclusi augurandomi che mai e poi mai tali pratiche fossero applicate anche agli umani o, piuttosto, alle umane…

  2. Agnese ha detto:

    Finalmente un pensiero vero e non seguendo la moda e la massa, da mezzocielo aspettavamo un opinione simile, bene,

  3. Paolo.R ha detto:

    Finalmente un articolo che, secondo me, si identifica con il pensiero di tutti ma che non viene espresso da nessuno per non sembrare poco moderno, grazie Simona Mafai.

  4. laura ha detto:

    gentile signora Mafai apra un dibattito garantendo l’anonimato assoluto sa quanti la pensano come lei, queste famiglie arcobaleno sono una prova ardua per la società, l’utero in affitto sgradevole ed una fabbrica di diversi!!!

  5. chicca ha detto:

    ma qualcuno si è mai chiesto come sta, psicologicamente, una donna che ha messo a disposizione il suo corpo, il suo utero,
    i suoi pensieri, le sue emozioni, la sua alimentazione, le sue ansie, le sue paure, i suoi desideri, il suo equilibrio psico-fisico per nove mesi? quel ruolo assunto “pro tempore”, con contratto a tempo determinato può essere devastante per sempre!!!
    credo che sia giusto preoccuparsi anche di chi mette a disposizione il suo essere donna per soddisfare esigenze egoistiche.
    io trovo anche un po’ inquietante tanta leggerezza da parte di chi pretende di essere genitore a tutti i costi non curandosi di “sfruttare” un altro essere umano

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