Il dito più veloce

1 ottobre 2015 di: Desirée Gangarossa

Provate ad essere una studentessa di 21 anni, frequentare il terzo anno della facoltà di Scienze della formazione primaria all’università di Palermo, non smetterete mai di stupirvi. E’ sempre molto difficile scegliere una facoltà, soprattutto se presenta una serie di cavilli, per di più inutili e fuorvianti, anche per gli studenti più volenterosi.

Il 14 settembre 2015, alle 00.00 (avete capito bene, a mezzanotte) scattava l’ora x per la gara all’iscrizione al tirocinio. Come ogni anno, è stato fornito, agli studenti, qualche giorno prima rispetto alla prenotazione, un elenco di scuole, alcune vicine al centro di Palermo, altre meno. La scelta arbitraria di una delle suddette scuole, pura illusione, semplice apparenza, dal momento che solo chi aveva il dito più veloce, alla mezzanotte del quattordici, poteva arrivare ad accaparrarsi un posto nell’edificio scolastico più vicino a casa sua o più congeniale alle proprie esigenze. Gli altri, ahimè, dovevano accontentarsi degli scarti, di scuole che si trovano a tre quarti d’ora, un’ora, anche 1 ora e mezza da Palermo, sentendosi soddisfatti nel raggiungerla con mezzi precari e spesso in ritardo (il trasporto pubblico nel capoluogo siciliano: altro tasto dolente). Non tutti, però, hanno avuto la fortuna di essere assegnati all’istituto a loro più affine, infatti, per un errore del server, alcuni non hanno potuto cliccare il tasto prenota, anche se i posti erano disponibili, dovendo ripiegare sulla scelta di scuole più lontane (ad esempio ad Isola delle femmine). Se questo già potrebbe sembrarvi abbastanza per rimanere di stucco, aspettate, perché la parte bella deve ancora venire. Ci sono state delle lamentele, ovviamente, dovute a questo tipo di disservizi. Unanimemente, o quasi, contrariati per via di un sistema di prenotazione che fa acqua da tutte le parti, che per via di banalissimi errori fa andare a finire una persona dall’altra parte del mondo, contro la sua volontà; 4 giorni dopo, il 18 a mezzanotte TUTTI/E hanno ripetuto la prenotazione, nella stessa RIDICOLA modalità.

Tanto ridicola da portare gente a cui era già stata assegnata una scuola in precedenza, a ripetere la modalità, ad essere sicura di aver eseguito tutto nella maniera corretta e a trovarsi quaranta minuti dopo, non si sa per quale motivo, una prenotazione annullata, costringendo, per esempio, il mal capitato a prenotarsi, il giorno dopo, nell’unica scuola rimasta, a Mondello. Nonostante le proteste, la maggior parte dei colleghi non era d’accordo nel ripetere la prenotazione, perché si sosteneva che “due volte sono già troppe”, non curandosi del fatto che altri, non avevano avuto il diritto di scegliere una scuola a loro gradita, ed erano, semplicemente, capitati in istituti di scarto. Tutto ciò perché persone adulte, che si ritengono in grado di gestire l’università, non sono capaci di scegliere un sistema di prenotazione decente o decidere “a caso” di smistare i tirocinanti nei vari centri, pur di evitare ingiustizie. Unipa è così, non si riuscirebbe ad immaginarla senza iniquità e favoritismi. E’ triste ammettere che l’ateneo palermitano sembra essere una fonte inesauribile di racconti di questo genere.

2 commenti su questo articolo:

  1. Alessandra ha detto:

    What a sadness, direbbero gli inglesi, ossia che tristezza, l’Università di Palermo potrebbe essere una delle migliori d’Italia e si perde in un bicchiere d’acqua, ha elementi validi, sia tra gli studenti che tra i docenti ma non sa valorizzarli, è anche vero, che dal punto di vista umano ti insegna a non dare mai nulla per scontato, ma a quello dovrebbe pensarci la vita e l’istruzione dovrebbe essere un modo per affrontarla, ma forse, l’unipa vuole insegnare ai suoi universitari che le regole del gioco dell’esistenza sono queste, ossia che chi arriva prima, sta meglio, peccato che non abbiamo capito bene quali debbano essere le credenziali giuste per discrimare il vincitore dai vinti.

  2. Maria ha detto:

    la vera tristezza è leggere in questo articolo che esistono “istituti di scarto”
    si rimane di stucco nel leggere che i bambini che frequentano “scuole non affini” ai cliccanti sono, loro malgrado, non graditi
    ma che idea avete del lavoro? che idea avete della scuola?
    fare l’insegnante nell’edificio scolastico più vicino a casa sua !?!? o più congeniale alle proprie esigenze!?!?
    che orrore! cambia strada Desirèè….prima che sia troppo tardi

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