il dono

13 settembre 2015 di: Carlotta Bertini

….all’improvviso, distratto dalla sequenza infinita di odori comuni rimase rapito e sconvolto da una impercettibile scia paradisiaca dotata di note mai sentite, nemmeno nelle più strabilianti combinazioni di Baldini, primo profumiere di Parigi e Gran Maestro di “Essenze assolute”.

Estasiato si ritrovò a inseguire prima a piccoli passi poi quasi nella corsa dettata dalla paura di perderne traccia, quell’esile filo di umana, sfolgorante e piena bellezza. La bellezza primordiale di un animo puro e celestiale racchiusa in un profumo. Questo accade a Jean Baptiste Grenouille, interprete della storia narrata da Patrick Sùskind nel suo indimenticabile libro Il Profumo. La bellezza è un profumo.

Dal punto di vista storico ogni epoca ha espresso una visione propria. Nel quotidiano quasi sempre la bellezza è soggettiva e non tiene conto dei più elementari canoni, certi che assodano senza replica ciò che è “il Bello”.  Anche i luoghi sono scelti ad personam.

Qualcuno preferisce un week end a Viserbella di Rimini piuttosto che il respiro mozzafiato di Portofino. “Il paesaggio è degno ma c’è solo quello. Vuoi mettere la piadina, le serate danzanti con il ballo liscio e la gente, allegra, colorata.” La bellezza può essere banalità.

Ha mille volti e altrettante sfaccettature. Grandi filosofi come Platone e Kant hanno scritto e descritto che cos’è. Il bello sembra riguardare tutti i piani dell’esistenza, quello degli oggetti, quello della vita, dei sensi, dell’anima. L’arte ha nel suo essere questa dote. I nostri musei, le chiese, i luoghi, le nostre coste, tutta la nostra nazione è un esaltante inno alla bellezza. Viviamo in un paese straordinario e unico, come ovviamente altri luoghi nel mondo.

Oggi cos’è la bellezza ? Sembrerebbe che la modernità si sviluppi contro la bellezza e ci chiediamo se la realtà contemporanea relativa esista. Si può pensare che debba essere messa in salvo dal mondo, considerate le distruzioni di siti archeologici in Mesopotamia che avvengono ormai con disarmante ripetizione. Si perde così non solo la storia ma il mito e l’origine della bellezza. Questi luoghi devastati hanno perso la dignità per un falso tributo religioso, ma non hanno ceduto l’onore. L’onore sopravviverà nei secoli e lo terremo stretto a noi per sempre, a discapito dello scempio.

La mano tesa alla salvezza di un migrante rimane una goccia di pura, esaltante, certa bellezza.

3 commenti su questo articolo:

  1. Micol ha detto:

    Un’ articolo sofisticato ma di grande bellezza. Brava questa Bertini!

  2. Francesca ha detto:

    Un articolo che fa pensare a Paolo Sorrentino e la sua “altra” visione della grande bellezza
    tutto è relativo…

  3. Piervi ha detto:

    Ecco espresso il concetto del bello attraverso tutte le forme che coinvolgono i sensi: da quelle olfattive a quelle visive, artistiche (le più note e riconducibili al tema), fino alla più intensa, empatica e dolce come l’immagine “umana”, collegata al tatto, che chiude l’articolo. Grazie

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