Se la democrazia logora la democrazia

13 agosto 2015 di: Simona Mafai, 13 agosto

I primi di settembre va in aula in Senato, in terza lettura, la legge di riforma costituzionale che  abolisce il famoso “bicameralismo perfetto”. Si tratta  della penultima votazione di una legge di riforma che si attende da oltre trent’anni. La quarta e definitiva lettura (e conseguente votazione) si terrà alla Camera, dopo di che la legge di riforma sarà pronta per essere sottoposta, nella primavera del 2016,  al referendum  popolare confermativo.

Tutto ciò se il cammino della legge di riforma procederà secondo le regole democratiche,  ed anche secondo quelle (altrettanto importanti) del buon senso. Ma pare che ciò non avvenga.

Senatori di vari gruppi (anche un drappello della minoranza PD) hanno presentato proposte di modifica della legge. Ciò è nel loro assoluto diritto.

Ma che dire delle oltre 500.000 proposte di modifica (esattamente 510.293 emendamenti) presentate dalla Lega, e firmate n prima persona dal senatore  Roberto Calderoli?  Oltre 150 dipendenti del Senato sono impegnati in queste settimane estive  ad ordinare, digitare e far stampare circa 800 tonnellate di carta – spesa approssimativa un milione di € –  per fare avere  a ciascuno dei 315 senatori un plico di 1000 pagine, contenente il mezzo milione di proposte Calderoli. Alla saggia proposta di fornire ai singoli parlamentari la documentazione solo su supporto digitale, Calderoli ha protestato veementemente, pretendendo la versione cartacea per tutti e minacciando, in caso contrario, la presentazione di un altro milione di emendamenti……Che diritti costituzionali e regolamento del senato gli permettono di fare.

Domanda: un  simile comportamento è rispetto o è sabotaggio della democrazia?  L’abuso delle garanzie democratiche, la loro spregiudicata strumentalizzazione, irridono la democrazia e la logorano, fino al rischio di impedirne il funzionamento. E a disseminare la domanda: “Ma la democrazia è utile o impedisce di operare?”

Da parecchio tempo l’Italia è sottoposta a questo cupo gioco. Da sventare con assoluta determinazione. .

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