casa mia, nella poesia di Clara

7 luglio 2015 di: Susanna Prio

Il giorno 25 giugno 2015 alle ore 17, nella sala del Carroccio del Comune di Roma si è tenuta la cerimonia di premiazione della VI edizione del Concorso Nazionale di Poesia “Casa Mia… Casa Mia…”, organizzato dall’Associazione Culturale R.E.G.I.S su progetto del suo presidente Laura Monaco, con il patrocinio di Roma Capitale. Nel bando del concorso i partecipanti erano invitati a scandagliare in tutti i suoi aspetti il tema ‘casa’ come “luogo, nido, grembo materno, fonte di ricordi e culla di sentimenti, rifugio dell’anima, problema sociale, tematica satirica”.  La giuria, composta dalle poetesse e scrittrici Lidia Ferrara, Jole Chessa Olivares e Giovanna Napolitano, ha premiato le opere di tre donne, trovando difficoltà nell’assegnazione dei premi vista la qualità ex aequo delle tre opere.

La collaboratrice di Mezzocielo, Clara Margani, ha conseguito il terzo premio con la poesia dal titolo “La casa di Abdullah” e pensiamo di fare cosa gradita alle lettrici ed ai lettori pubblicandone il testo.

Appoggiata alle mura

dell’imperatore Aureliano,

la casa di Abdullah accoglie

insieme alla sua nuova mercanzia

il fiero mercante

di un deserto senza confini.

Non più tappeti

dagli sfavillanti disegni minuziosi

o spezie multiodori

o stoffe leggere come sospiri

oppure pesanti come ricordi.

Tenda di metallo

che risuona cupamente alle intemperie,

che non sventola portando refrigerio,

che non culla il sonno di Abdullah.

Tenda di cartone

che gli copre il capo,

che lo protegge

dall’estraneità del luogo,

dall’umiliazione quotidiana,

dall’indifferenza dei passanti.

Tenda di plastica

che avvolge

la sua trasparente,

incolmabile solitudine.

6 commenti su questo articolo:

  1. Sfefania ha detto:

    La poesia è bella ed esprime il dramma di una immensa fetta di umanità che non trova più un luogo di accoglienza. La globalizzazione ha reso la terra un luogo, per molti, inospitale.

  2. Gemma ha detto:

    Nei versi della bellissima poesia si legge chiaramente la sofferenza di chi non ha più la sua casa ed è costretto a vivere lontano dalla propria terra di origine, lontano quindi dalla propria identità sociale e culturale, lontano dagli affetti e da tutte quelle realtà fatte di oggetti, colori, sapori, odori, suoni che non accompagnano più e non rendono più sicura e degna di essere considerata tale la sua esistenza….

  3. silvia ha detto:

    Una poesia densa di atmosfere e significati che ben esprime la particolare sensibilità dell’autrice. Calorosi complimenti a Clara ed alla giuria che l’ha premiata!

  4. Franca ha detto:

    Poesia bellissima e tristissima.

  5. rosanna ha detto:

    Con un linguaggo semplice e apparentemente solo descrittivo l’autrice della poesia riesce a dare una forte emozione a chi legge.

  6. silvana F ha detto:

    A me Clara questa poesia ha fatto scoprire l’ennesimo colore del tuo animo, ne conoscevo già tanti, ma questo mi ha sorpreso ancora una volta.

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